L’Opera Lirica,nbsp; nata in Italia agli inizi del 1600 come una delle espressioni del Teatro di Corte, era poi diventata popolarissima, soprattutto nell’800.. Ma nel secolo XVII è ancora proibito alle donne calcare le scene: i melomani, per ovviare, adottano un crudelissimonbsp; sistema. Evirare i ragazzi più bravi delle Schole Cantorumnbsp; che così mantengononbsp; la voce adolescenziale.. Sono le famosissime “Voci Bianche” o Sopranisti. Poi il palcoscenico viene aperto anche alle donnenbsp; e la barbara usanza dell’evirazione, abbandonata. Ma rimane a lungo, nel pubblico del tempo, il ricordo di quelle Voci tanto particolari;nbsp; e le donne devono studiare, e studiare, e studiare,nbsp; per imporsi, essere all’altezza.
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Tra il 700 e primi 800 impera, anche in musica, il Barocco. I Musicisti scrivono soprattutto per le voci (sopranisti e soprani), in grado di eseguire trilli e gorgheggi; vere acrobazie della voce!nbsp; Pensate alle varie “Scene della Pazzia” belliniane e donizettiane. Tanto per fare qualche esempio. Ma le stesse soprano che eseguono alla perfezione trilli e gorgheggi, sanno benissimo affrontare, con studio, studio e studio, anche le note medie e basse, là ove ve ne sianbsp; bisogno! Sono i Soprani Drammatici di Agilità.
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La Grande Svolta avviene con l’ultimo Rossini, seguito da Verdi e Wagner. L’Orchestra, arricchita di molti nuovinbsp; elementi, producenbsp; suoni più corposi, carnali
Spariscono le acrobazie vocali, a favore dei toni medio-bassi che rendono al meglionbsp; la drammaticità di musica e librettii. Le cantanti si adeguano.. e si dividono in tre categorie. Soprani leggeri (quelli dalle note più alte), Soprani lirici (zona mediana), e Soprani Drammatici (voci scure, fin quasi ai mezzosoprani).nbsp; Abbastanza facile trovare soprani lirico-drammatici; impossibile, da metà 800 in poi, trovarne unanbsp; che sapesse sconfinare anche nel “leggero”..O viceversa.
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Con la morte di Puccini finiscono gli ultimi fasti dell’Opera Lirica.
Si è disseccata la linfa dei Grandi Compositori ed il Teatro d’Opera comincia a vivere di rendita lasciandosi pian piano andare. Le gigionate dei cantanti, maschi e femmine,nbsp; imperano. .Anche i Direttori d’Orchestra fanno la loro parte, a tal proposito!Scenari e costumi (non c’erano ancora le sovvenzioni pubbliche!!),nbsp; sempre più vecchi e malandati perchè gli impresari tendono al risparmio
Gli stessi costumi si adattano alla bell’e meglio, e con molta approssimazione storica, a tutte le esigenze!..
Se le cose stanno così prima della guerra, immaginarsinbsp; dopo, con la distruzione della Scala e di altri Teatri lirici, di magazzini ed atelier, nell’intera Europa!
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Ecco, in questa situazionenbsp; di decadenza totale, di tirare a campare, di fare il comodo proprio, che ha caratterizzato il teatro Lirico dagli anni 20 in poi del 900,nbsp; dopo la prima rivoluzione di Toscanini che impone (poco ascoltato), il Rispetto Assoluto di libretti e spartiti, a un certo punto arriva in Italia, dall’America, una certa Maria Callas, giovanissima, poverissima ma della quale già si comincia a parlare, nel mondo lirico. La ha chiamata il tenore Zenatello per cantare La Gioconda all’Arena di Verona
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Continua…
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Pubblicato il venerdì 18 giugno 2004 in: Saggi
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