La stagione sinfonica autunnale del Teatro Verdi di Trieste

11 appuntamenti dal 16 settembre all'11 novembre 2005

La Stagione Sinfonica del Teatro Verdi inizierà il 16
settembre e si protrarrà fino all’11 novembre con 11 appuntamenti concertistici
in cui grande spazio è riservato ai grandi capolavori sinfonici di Beethoven e
di Brahms. L’ esecuzione è affidata a direttori ed interpreti solisti di fama
internazionale ed eseguiti dall’ l’Orchestra Stabile e al Coro stabile della
Fondazione Triestina. Ospiterà inoltre formazioni orchestrali di prestigio quali
l’Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia, l’Orchestra Statale “Nuova
Russia” e l’Orchestra da Camera “Ferruccio Busoni”.

La Stagione sarà ripartita a Trieste nei due turni di
abbonamento tradizionali: il turno A, serale ( ore 20.30) e il turno B
pomeridiano( ore 18). Si riconferma anche l’ormai tradizionale terza esecuzione
serale a Pordenone ( ore 20.45 ) nella nuova sede del Teatro Verdi recentemente
inaugurato.

Il primo concerto in cartellone che si terrà il 16 e il 17
settembre a Trieste e il 18 settembre a Pordenone
sarà diretto dall’
attuale direttore musicale del Teatro Verdi, il M° Daniel Oren che in questi
giorni ha inaugurato con grande successo, la stagione estiva dell’Arena di
Verona. Per l’inaugurazione della Stagione ha scelto un programma che vede in
apertura l’esecuzione del brano Veni, veni, Emmanuel” per percussioni ed
orchestra di James MacMillian, composizione che esalta le qualità espressive di
una grande pioniera delle percussioni, Evelyn Glennie. Il brano prescelto per la
sua esibizione è uno fra i più celebri del contemporaneo James MacMillian,
compositore scozzese di grande successo che ha avuto tra i suoi prestigiosi
interprerti artisti come Leonard Slatkin, Mstislav Rostropovich, Colin Davis e
Kent Nagano. Composta nel 1992 per la Scottish Chamber Orchestra, Veni, veni
Emmanuel
si basa sull’omonimo canto gregoriano e si articola in otto
sezioni che si susseguono senza soluzione di continuità. Nella seconda parte del
concerto sarà eseguita la Quinta in do minore op. 67 di Ludwig van
Beethoven, la Sinfonia “per eccellenza” più nota al mondo e la più
eseguita tra le nove del grande compositore, quella in cui ha dato voce
nella forma più perfetta e compiuta alla propria filosofia musicale.

Il secondo concerto che sarà eseguito a Trieste il 23 e 25
settembre e a Pordenone il 26 settembre,
vedrà sul podio il M° Stefano
Ranzani, di cui si segnalano i recenti successi alla Deutsche Oper di Berlino e
della Opernhaus di Zurigo oltre al debutto alla Washington National Opera in
Pulzella d’Orleans
con Mirella Freni e altre presenze al Bellini di Catania,
al Filarmonico di Verona e al Regio di Parma. Dopo l’esecuzione della
ouverture op. 62 del “Coriolano”,
una splendida pagina
beethoveniana ispirata alla tragedia “Coriolano” di Heirich Joseph Collin, amico
fraterno del compositore, sarà eseguito il Concerto n.1 in Mi bemolle
maggiore per violoncello e orchestra op.107
di Dmitri Sostakovich con la
partecipazione del solista Enrico Dindo. Titolare nel 1997 del primo premio alla
VI° edizione del Concorso Rostropovich di Parigi, si è imposto in breve tempo
all’attenzione della critica e del pubblico internazionale aggiudicandosi il
I° premio dell’’International Web Concert Hall Competition. Per lui hanno
scritto i compositori Giulio Castagnoli, Carlo Boccadoro e Carlo Galante.
Dedicato a Rostropovich, ispiratore e primo esecutore a Leningrado, il
Concerto n. 1 in mi bem magg
, è composto inusualmente da quattro movimenti
di cui in particolare il secondo, Moderato, una specie di lungo e
malinconico dialogo tra il violoncello solista e l’orchestra, maggiormente
esprime il carattere virtuosistico della parte solistica. Il programma si chiude
con l’esecuzione della Sinfonia n. 1 in do min. op.68 di Johannes
Brahms, primo frutto di quella annosa rielaborazione a cui lavorava da anni e
che approda al recupero di un classicismo perduto con un linguaggio sempre
più spoglio e velato di malinconia.


30 settembre e 2 ottobre a
Trieste e 1 ottobre a Pordenone,

sono le date di esecuzione del terzo concerto in cartellone diretto
dall’inglese Sir Neville Marriner, nuova ospitalità sul podio del “Verdi”.
Intensamente impegnato sia nel campo sinfonico (fonda tra l’altro l’Academy of
St.Martin e la Los Angeles Chamber Orchestra) che in quello operistico, è stato
tra l’altro direttore Musicale ed Artistico nell’elaborazione ed incisione del
film Amadeus che si aggiudicò tre Grammy Awards. L’apertura del concerto
vedrà l’esecuzione dell’Ouverture da Euryanthe di Carl Maria von
Weber. Dell’opera, che fu oggetto di opposti giudizi critici, sicuramente
apprezzata da tutti fu questa ouverture iniziale, scritta in forma di
sonata, di cui particolarmente affascinante è l’incipit di carattere
eroico e cavalleresco. Seguirà il Concerto per corno n. 4 in Mi bem. magg. KV
495
di Wolfgang Amadeus Mozart scritto per il cornista e amico
salisburghese Ignaz Leutgeb. Opera di carattere insolitamente serio, il concerto
vede concentrato nei due movimenti estremi il carattere brillante e disinvolto
che si contrappone alla malinconia della pagina centrale, Romanze, di
intensità espressiva senza precedenti nella letteratura musicale per corno.
Solista sarà il croato Radovan Vlatkovic, dal 2000 direttore artistico del
Festival di Maribor in Slovenia che, tra l’altro, ha al suo attivo molte
incisioni discografiche tra cui i quattro concerti per corno di Mozart con la
English Chamber Orchestra diretta da Jeffrey Tate. Chiuderà il programma
l’esecuzione della Sinfonia n.4 in Mi min op. 98 di Johannes Brahms
considerata dalla critica il momento culminante dell’arte compositiva
dell’autore boemo, ultimo e definitivo punto d’arrivo del suo sinfonismo. In
questa composizione la nostalgia di Brahms per l’arte musicale del passato trova
ampio riscontro soprattutto nel movimento finale , Allegro energico e
passionato
, in cui il compositore adotta le tecniche barocche della
ciaccona
su cui innesta un ricco susseguirsi di idee, dalla cantabilità
appassionata ai motivi tzigani -tanto cari all’autore-, alle evocazioni di
carattere pastorale.

Il programma della Stagione sinfonica procede con il concerto
del 7, 8 ottobre a Trieste e 9 ottobre a Pordenone con
l’esecuzione della Akademische Festouvertüre (Ouverture Accademica)
op. 80.

Di carattere gioioso e giovanile e nient’affatto
accademica, questa ouverture, che contiene anche numerose citazioni di
canti studenteschi, fu composta da Johannes Brahms nel 1880 come opera di
ringraziamento per l’Università di Breslavia che gli aveva conferito la laurea
honoris causa. Farà seguito il Concerto n. 1 in mi bemolle magg. per
pianoforte e orchestra
di Franz Liszt che lo eseguì la prima volta
personalmente al pianoforte sotto la direzione di Hector Berlioz. Lo schema è a
quattro movimenti senza soluzione di continuità; ricco di virtuosismo, è
formulato su un’idea tematica iniziale dominante che funge da elemento
unificante di tutta la composizione. Al pianoforte si esibirà Fazil Say che,
perfezionatosi con Robert Levine all’Istituto Robert Schumann di Düsseldorf e
poi a Berlino, oltre essere ospite di orchestre e Festival internazionali, è
grande appassionato per il jazz e per l’improvvisazione, motivo per il quale ha
fondato il Worldjazz Quartet con cui si esibisce abitualmente. Compone anche
divertenti adattamenti jazz di opere di Mozart e Paganini e sta lavorando al suo
primo concerto per pianoforte. Chiuderanno il programma quattro composizioni per
coro e orchestra di Johannes Brahms: Nänie (le nenie) op. 82, una
composizione su testo di Schiller che rievoca i canti funebri romani ancora
vivi nella tradizione dell’Italia meridionale; Schicksalslied op. 54 (o
canto del destino) che fa parte del poema Hyperion di Frederich
Hölderin e che Brahms ebbe in progetto di musicare per
intero; Begräbnisesang op.13 che si basa su un testo del ‘500 di canti
tedeschi ed è composto da Brahms con uno stile profondamente austero; infine,
Gesang der Parzen op.89 ( il canto delle Parche) che è anche l’ultima
delle opere di Brahms per coro e orchestra in programma. Accanto al Coro
istruito dal M° Lorenzo Fratini, vedremo sul podio il maestro rumeno Yoel Levi,
attuale direttore musicale dell’ Orchestre National d’Ile de France e principale
direttore ospite dell’Orchestra Filarmonica di Israele.


Lunedì 10 ottobre

alle ore 20.30 a Trieste (esclusivamente in abbonamento per il turno A)
il Teatro Verdi ospiterà per la prima volta l’Orchestra Sinfonica Statale
denominata “Nuova Russia”, una formazione composta dai migliori giovani
musicisti di talento riuniti in un insieme di 100 virtuosi che, con la
direzione di Yuri Bashmet si è trasformata da ensamble giovanile in
vero e proprio gruppo di professionisti specializzato nel repertorio russo anche
contemporaneo. In apertura Aroldo in italia , sinfonia in 4 parti con
viola solista (Yuri Bashmet), cui seguirà la Rapsodia su un tema di Paganini
per pianoforte op. 43
di Sergej Rachmaninov) (pianoforte Mikhail Petukov)
eseguita la prima volta dallo stesso Rachmaninov a Baltimora il 7 novembre 1934.
Il tema è l’ultimo Capriccio per violino solo seguito da 24 variazioni
organizzate per gruppi..


Venerdì 14 e sabato 15 ottobre

al “Verdi” di Trieste e domenica 16 ottobre a Pordenone ritorna sul
podio un direttore di fama internazionale, già ospite della Stagione sinfonica
2004 del Teatro Verdi, il M° Marc Soustrot, che dirigerà il Concerto n. 3
in do minore per pianoforte ed orchestra
op. 37, composizione che per
prima, riflette a pieno la concezione sinfonica di Ludwig van Beethoven. Al
pianoforte, Joaquin Achucarro, talento di origine spagnola che si esibisce sia
nella veste solistica che in quella di direttore. Di lui è’ interessante notare
che per desiderio del compositore ha, completato e registrato per la Sony
Classical la revisione del Concerto per pianoforte di Joaquin
Rodrigo che va ad ampliare il suo già vasto numero di incisioni del
repertorio spagnolo da Ravel a Granados a De Falla. Seguirà l’esecuzione della
Terza Sinfonia in Fa maggiore op. 90, “ la più
brahmsiana delle Sinfonie di Brahms “ così come la definì Schumann.


Domenica 16 ottobre alle ore 18

al Teatro Verdi si terrà un concerto straordinario fuori abbonamento che vedrà
la partecipazione dell’Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia e del
Coro del Teatro Verdi di Trieste preparato dal M° Lorenzo Fratini. Saranno
impegnati nell’esecuzione della monumentale Sinfonia n. 2 “
Resurrezione” in Do min. per soli, coro e orchestra
di Gustav Mahler a cui
parteciperanno anche il soprano tedesco Gesa Hoppe, apprezzata interprete
del repertorio barocco e moderno e il mezzosoprano estone Annely Peebo di cui
si rileva la grande versatilità di interpretazione, dai lied. all’opera, al
repertorio sacro. Sul podio, per la prima volta a Trieste, un affermato
direttore e compositore tedesco il maestro Mathias Husmann.


Venerdì 21 e domenica 23
ottobre a Trieste e sabato 22 ottobre a Pordenone

salirà sul podio il M°
George Pehlivanian, libanese di nascita e statunitense di adozione, attuale
direttore artistico e musicale dell’Orchestra Filarmonica Slovena e direttore
ospite della Orchestra Filarmonica d’Israele. Eseguirà un programma in cui nella
prima parte figurano due composizioni di Astor Piazzolla per bandoneon e
orchestra: il Concerto Aconcagua, una sorta di sintesi tra l’ispirazione
ispanica e i ritmi sincopati del tango e della musica popolare argentina e le
Quattro Stagioni, quattro pagine straordinarie per densità
poetica ed invenzione melodica. Solista impegnato nel suono del bandoneon
sarà Richard Galliano nella cui formazione grande peso ebbe proprio l’incontro
con Piazzolla che lo indirizzò verso la scoperta delle proprie radici francesi
e del quale raccolse l’eredità artistica. Per anni relegati al rango più basso
della musica popolare, con Galliano strumenti come il bandoneon e la
fisarmonica acquistano di volta in volta ora la policromia sonora di
un’orchestra, ora il tono intimistico della musica da camera. Nella seconda
parte del programma, sarà eseguita la Sinfonia n. 3 in Mi bem. magg. op. 55
“Eroica”
in origine dedicata da Ludwig van Beethoven a Napoleone e a
ragione definita una delle creazioni più alte e visionarie del sinfonismo del
grande compositore tedesco. Frutto di un lungo lavoro di elaborazione,
revisione e trasformazione, la Terza è l’opera che più di ogni altra
segna un’epoca nella creatività beethoveniana e ma anche in tutta la storia
della sinfonia e della musica strumentale.

La programmazione sinfonica prosegue il 25 ottobre al
Teatro Verdi con un concerto straordinario fuori abbonamento per il 40°
anniversario di Fondazione dell’Orchestra “Ferruccio Busoni” a cura della Nuova
Orchestra da Camera “Ferruccio Busoni” diretta dal M° Massimo Belli.
L’Orchestra, che ha raccolto l’eredità del complesso storico fondato dal M° Aldo
Belli, suonerà un programma in cui figurano musiche di Johann Sebastian Bach,
Niccolò Paganini e Antonìn Dvořak.


Il 28 e 29 ottobre

a Trieste e il 30 ottobre a Pordenone si terrà il penultimo
appuntamento della stagione. Il M° Daniel Oren sul podio introdurrà il
programma con “Ch’io non mi scordi di te”, scena e aria per soprano,
pianoforte e orchestra scritta da Mozart nel 1786 , grande pagina vocale e
strumentale ricca di pathos, virtuosismo ed espressività in cui il pianoforte
duetta costantemente con la voce. Solista sarà l’israeliano David Grielsamer,
direttore d’orchestra e pianista di fama internazionale conquistata, tra
l’altro, dirigendo e suonando alla tastiera i concerti di Mozart per pianoforte
di cui eseguirà in quest’occasione il Concerto n. 24 in Do minore
K. 491
, una tra le pagine strumentali di maggior livello e l’unico concerto
scritto dal compositore salisburghese in una tonalità minore. A completamento
del programma l’Orchestra del Teatro Verdi sarà impegnata nell’esecuzione della
7° Sinfonia in La maggiore op. 92 di Ludwig van Beethoven composizione
cui ben si addice la notissima definizione data da Wagner di “apoteosi della
danza” perchè coglie bene il senso di un lavoro in cui il ritorno “oggettivo”
ai ritmi di danza si sposa alla perfezione con una sonorità aggressiva ed
enfatizzante , ma in cui l’energia resta in perfetto equilibrio con il dominio
formale qui spinto al massimo controllo .

La stagione sinfonica si chiuderà nel segno di Verdi con
l’esecuzione della Messa da Requiem di scritta in memoria di Alessandro
Manzoni. Opera di vaste proporzioni, ma di grande unità espressiva, prevede il
contributo del Coro, nella fattispecie quello del Teatro Verdi istruito dal M°
Lorenzo Fratini e di un quartetto di canto che sarà formato da Francesco Hong
(tenore), Latonia Moore, (soprano), Marianne Cornetti, (mezzosoprano) e
Ferruccio Furlanetto (basso) in alternanza con Duccio del Monte. La Messa da
Requiem
, affidata alla direzione del M° Daniel Oren, che chiuderà così
solennemente il ciclo dei concerti della Stagione Sinfonica. sarà eseguita a
Trieste l’8 novembre e l’11 novembre; a Pordenone, il 10 novembre
al Teatro Verdi; a Udine sabato 12 novembre al Teatro Nuovo
Giovanni da Udine e infine, il 18 novembre a Gorizia al Teatro Comunale
Giuseppe Verdi.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
Le vostre opinioni
Pubblicato il lunedì 22 agosto 2005 in: News

Ultimi interventi

Vedi tutti

Inserisci per primo un commento a questo articolo.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No

Anteprima del commento