Love Counts al Teatro Comunale di Modena

Opera da camera in due atti Libretto di Michael Hastings Musica di MICHAEL NYMAN Sabato 4 novembre ore 20,30 la prima italiana

LOVE COUNTS
Opera da camera in due atti per due voci
Libretto di Michael Hastings
Musica di MICHAEL NYMAN

Avril (soprano) Helen Williams
Patsy (basso) Andrew Slater

Direttore Paul McGrath
Regia Lindsay Posner
Scene Paul McKintosh
Luci Neil Austin

Produzione: Almeida Theatre, Londra, 2006

MICHAEL NYMAN BAND

Ian Humphries violino
Nicolette Kuo violino
Kate Musker viola
Anthony Hinnigan violoncello
Andrew Findon sax baritono
David Rix clarinetto
Andrew Sparlino clarinetto basso
Martin Elliott contrabbasso
Nigel Gomm tromba
Dave Lee corno francese
Walter Fabeck tastiere
Simon Chamberlain pianoforte
David Smith pianoforte

Produzione italiana a cura di Kino Music
In coproduzione con Fondazione Teatro Comunale di Modena

Michael Nyman è uno dei maestri indiscussi del minimalismo musicale. La sua musica ha raccolto crescente notorietà grazie alle undici colonne sonore scritte per i film di Peter Greenaway (La tempesta, Giochi nell’acqua…), divenendo un fenomeno di massa dopo il successo clamoroso di Lezioni di piano della regista Jane Campion. Il suo stile si caratterizza per una originale commistione di elementi colti e popolari, che spaziano dalla musica barocca, al folk, all’elettronica. Sono numerose le composizioni strumentali e quelle scritte per il teatro e la danza. Love Counts (2005) fa parte, insieme a Facing Goya (2002) e a Man and Boy: Dada (2004), di una serie di tre opere liriche create per il Badisches Staatstheater di Karlsruhe, che lo ha ospitato come compositore residente per tre anni consecutivi.

Love Counts
Vivo a Brixton, dove sono cresciuto. Dopo la scuola andavo in una palestra di pugilato. Uno degli istruttori era un pugile che si era ritirato. Un buon insegnante, severo, ma c’era in lui qualcosa che non andava. Non riusciva a scrivere il proprio nome e viveva in una baracca sgangherata in fondo al parco.
C’era elettricità, ma non molto altro. Allora non riuscivo a capire. Era lì dalla fine della guerra nel 1945. Non proprio un vagabondo, ma sicuramente un solitario, che trovava chiaramente difficile vivere nel mondo post-bellico.
Si diceva che tenesse tutti i suoi soldi sotto il pavimento. Dicevano i vicini che non riuscisse a leggere i numeri del bus, che era costretto a chiedere all’autista. Gli altri vicini sorridevano tristi - stava per conto suo, con pochi amici, gli piaceva parlare alle volpi nel bosco delle ferrovie dietro la sua casa di fortuna. In palestra non ero sicuramente un peso welter promettente (70 kg), piuttosto scarso col gancio mancino, ma me la cavavo con il vecchio pugile. Cucinava le patate in un forno a legna e mi parlava del suo eroe - il leggendario peso medio gallese Tommy Farr.
Io e Michael Nyman abbiamo fatto un’esperienza sorprendente nell’opera, due anni fa, quando scrissi il libretto per la vivace partitura del suo Man and Boy: Dada, rappresentato all’Almeida Opera. Da allora è stato allestito diverse volte in Germania, Austria, Cecoslovacchia, Italia e Stati Uniti, e da poco ne è stato realizzato il CD. Ho fatto allora presente a Michael che avremmo dovuto scrivere un’altra opera, e ho suggerito la storia del pugile battuto. E Michael ha accettato di esplorare la storia con me.
La sua risposta è stata anzi immediata dato il suo interesse notevole nei numeri, nella magia e nel mistero del mondo numerale. C’era poi un altro aspetto della storia del lottatore stanco che conoscevo. Il suo cervello era danneggiato. La corteccia cerebrale era stata colpita sul ring. Era un pugile leggero il che significava poter andare avanti per sedici round spesso prendendosi un numero incredibile di colpi in testa. Ma raramente andava al tappeto. Rimaneva in piedi. E fu proprio questa la sua tragedia.
Più tardi, dopo che smisi con la palestra, seppi che si era interessato a lui un gruppo di medici che usavano i numeri per aiutare le vittime di incidenti a recuperare le loro facoltà. Sembrava un caso difficile, ma i numeri e semplici indovinelli di matematica lo aiutarono molto. Poteva riconoscere banconote, leggere i numeri del bus, firmare e iniziò persino a contare. Penso che sia stata proprio l’idea dei numeri utilizzati per ricostruire le facoltà cognitive dell’uomo ad affascinare Michael Nyman. E sebbene Love Counts sia un lavoro a due mani su un lottatore messo al tappeto e un’insegnante di matematica molto riservata, è anche una storia d’amore e di riscatto tra due persone che non si sarebbero mai incontrate in circostanze normali.
Da un punto di vista drammaturgico è stato molto difficile riuscire a far fronteggiare sul palco due personaggi così diversi. È vero, condividono la routine comune a tutti gli uomini, eppure, coinvolti insieme riescono a reinventare nuovi significati. Il mio vecchio pugile si confronta con una donna che insegna matematica all’Università. È un animo gentile che usa la violenza esclusivamente nel campo circoscritto della sua vocazione. Lei, invece, è stata sposata ad un uomo brutale che ha abusato di lei. Vorrebbe riscattare il vecchio pugile dalla sua ignoranza malconcia, ma trova difficile accettare che sia invece una creatura di gentilezza innata. Non può fidarsi di se stessa quando è con lui. E tuttavia gli diventa così vicina che alla fine si scopre coinvolta irrimediabilmente nella sua vita.
Penso che Love Counts sia un’opera sulla violenza e sul riscatto. Ironia vuole che il vecchio pugile probabilmente non lo comprenda appieno, ma ha sicuramente salvato qualcosa nel fragile cuore di Avril.
Michael Hastings 14 maggio 2006
(Tratto dal programma di sala)

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Pubblicato il mercoledì 01 novembre 2006 in: Appuntamenti

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