
COMUNICATO STAMPA
Tre nuove produzioni e una prima assoluta per la stagione lirica dei 150
anni del Municipale. Titoli fondamentali del grande repertorio, riletti alla
luce della sensibilità teatrale contemporanea e accostati a opere scritte oggi,
che parlano del nostro presente.
La stagione lirica 2007 conta quattro titoli, uno dei quali – il Simon
Boccanegra di Giuseppe Verdi – coincide con lo stesso titolo che 150 anni fa,
nel 1857, fu nel cartellone che inaugurò l’allora Teatro Comunitativo, oggi
Teatro Municipale Valli.
L’inaugurazione della stagione sarà 26 e 28 gennaio con il nuovo
allestimento di “Orfeo e Euridice”, con musica di Cristoph
Willibald Gluck e regia di Graham Vick. L’orchestra barocca di
Bolzano Harmonices Mundi sarà diretta da Claudio Astronio. Il
coro è quello delle Voci Barocche del Teatro Alighieri di Ravenna.
Graham
Vick appartiene a quel novero di registi che riesce a innovare senza tradire. La
sua formazione lo porta ad amare profondamente il teatro d’opera, a comprendere
il bilanciamento delicatissimo delle sue componenti, scena, parola, musica. La
sua capacità è proprio quella di interpretare un testo prescindendo dalla
tradizione, rimanendo all’interno di esso, e cercando di metterne in luce tutti
gli aspetti meno immediatamente tangibili. Per questo le sue regie fanno spesso
a meno di scene realistiche, e si affidano al simbolo o alla
stilizzazione;
La storia di Orfeo e Euridice non solo è famosa perché è uno
dei miti più noti della mitologia classica ma anche perché nella storia della
musica, ha costituito un momento fondamentale per il rinnovamento dell’opera
lirica. Infatti, Orfeo e Euridice di Gluck, ha segnato in un certo qual
modo la rinascita del melodramma dopo il decadimento, soprattutto a discapito
dei contenuti, avvenuto nell’epoca barocca.
Il 3 e 4 marzo arriva il “Boris Godunov”, opera di un
prologo e 4 atti di Modest Musorgskij, nell’edizione di rara
esecuzione di Shostakovich, andato in scena per la regia di
Dmitri Bertmann al Teatro Helikon di Mosca alla fine di
ottobre 2006 e che a Reggio avrà il debutto europeo. L’Helikon Opera
di Mosca rappresenta indubbiamente una delle realtà più innovative e
dinamiche che siano apparse in Russia successivamente alla
Perestroika. Fondato nel 1990 dall’enfant prodige Dmitrij Bertman
(allora poco più che ventenne) il teatro moscovita si
ricollega a quella grande tradizione registica che
ha fondato le basi del teatro moderno
e contemporaneo: Stanislavskij, Mejer’hold, Prokovski
e Lubimov, tra innovazione e riscoperta di
quelle antiche radici, profondamente e misteriosamente ‘russe’
che tanto ci affascinano.
La stagione dei Teatri prosegue con un’opera
contemporanea “Miracolo a Milano”, liberamente tratta da “Totò
il buono” di Cesare Zavattini e dall’omoinimo “Miracolo a Milano” che porta la
firma di De Sica. L’opera, in prima assoluta al Teatro Valli nei giorni 6
e 8 novembre, avrà le musiche di Giorgio Battistelli, la
partecipazione dell’Icarus Ensemble e del Coro Merulo. Regia Daniele
Abbado.
Opera commissionata
espressamente in occasione dei 150 anni dalla
inaugurazione del Teatro Municipale Valli, “Miracolo a Milano” è un’opera
di teatro musicale in cui l’aspetto onirico e fantastico viene intrecciato
con una intensa drammaturgia legata alla
problematica del concetto di emarginazione culturale e sociale. Vittorio
De Sica trasse la sceneggiatura di “Miracolo a
Milano”, una pietra miliare della storia del cinema italiano,
dal racconto “Totò il buono” di Cesare Zavattini, grande
figura della letteratura e del cinema italiani, uno dei personaggi-simbolo della
cultura reggiana.
In entrambe le opere viene affrontato
il problema dell’emarginazione sociale a livello metropolitano. Con
l’opera di teatro musicale “Miracolo a Milano” il perimetro viene
allargato alle tante popolazioni che vivono ai margini della grande civiltà
occidentale e che da questa vengono ignorate o sfruttate: il tema del
petrolio, raccontato in modo poetico da Zavattini e De Sica, ci
porta inevitabilmente alla drammatica
attualità della catastrofe ecologica contemporanea, criticità
della economia occidentale che sul petrolio è fondata.
E per concludere, 24 e
25 novembre torna a Reggio il “Simon Boccanegra”, nel nuovo
allestimento con il Coro e l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da
Daniele Gatti. “Simon Boccanegra” fu una delle opere che
caratterizzarono la stagione 1857, anno dell’inaugurazione del Teatro
Comunitativo. A Reggio arrivò Giuseppe Verdi in persona, che soggiornò diversi
giorni nella nostra città per apportare modifiche e tagli all’opera, che aveva
debuttato poco prima a Venezia con scarso successo. Il grande successo del Simon
Boccanegra partì proprio da Reggio.
Per info http://www.iteatri.re.it
daniulla









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