La stagione sinfonica del Teatro Verdi di Trieste
A cura di daniulla
Pubblicato il 16/07/2007
Dai grandi capolavori del sinfonismo europeo dell’800, alla celebrazione di Sibelius,
ai concerti “crossover” tra musica jazz e classica
COMUNICATO STAMPA
Una Stagione Sinfonica all’insegna della musica “a programma” dell’800 e ‘900 europeo, questa è l’impronta che la direzione artistica del “Verdi” ha voluto dare al tradizionale appuntamento autunnale con il grande repertorio sinfonico tenendo anche in conto di percorsi musicali da lungo tempo non offerti al pubblico triestino o dimenticati. Un itinerario ricco e stimolante composto da nove appuntamenti con la grande musica che vedrà impegnati l’Orchestra e il Coro stabili del Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” di Trieste in capolavori quali la Seconda sinfonia di Mahler, la Sinfonia n. 2 di Sibelius (nel 50° anniversario della morte), lo struggente Concerto il sol maggiore per pianoforte e orchestra di Ravel, il Don Quixote di R. Strauss e tanto altro ancora. Il Coro del TeatroVerdi, considerato tra i migliori in Europa, sarà impegnato in maniera significativa anche in capolavori quali l’Aleksander Nevskij e i Meerestille di Beethoven.
Tra direttori e solisti grandi artisti calcheranno il palcoscenico del “Verdi”: Dan Ettinger, Frederic Chaslin, Stephan Anton Reck, Marko Letonja, Will Humburg, Gerd Albrecht, Stefan Soltesz, Isabelle Faust, Andrea Lucchesini, Mette Ejsing, Anath Efratj e altri ancora.
Una novità della stagione sinfonica 2007 sarà l’ampliamento della programmazione con una sezione “crossover” dedicata al rapporto tra il jazz e la musica classica. Alla ricerca di repertori che sempre più si avvicinano ai gusti e alle esigenze di commistioni di generi in grado di coinvolgere un pubblico più eterogeneo, sono stati programmati due concerti cui partecipano talenti musicali provenienti dall’area dell’improvvisazione tipica del genere.
Sette sono gli appuntamenti sinfonici che avranno due esecuzioni al “Verdi” di Trieste: l’una alle ore 20,30 (turno A) e l’altra alle ore 17.30 (turno B). Cinque gli appuntamenti che saranno presentati nell’ambito della stagione sinfonica del Teatro Verdi di Pordenone e due gli appuntamenti “crossover” al Teatro Verdi di Trieste con la musica jazz.
L’inaugurazione è fissata per venerdì 14 settembre con il primo concerto dedicato al grande sinfonismo tedesco di Gustav Mahler, da alcuni anni presenza costante nella programmazione concertistica del “Verdi”. Sarà eseguita la Seconda Sinfonia in do minore per soli, coro e orchestra detta “Resurrezione” , una delle composizioni di più lunga gestazione che occupò l’autore per oltre sei anni dall’agosto 1888 al dicembre 1894. La prima esecuzione integrale di questa Sinfonia data 13 dicembre 1895 e fu diretta dallo stesso Mahler conquistando il pubblico berlinese. Per la prima volta in questa Sinfonia il grande compositore tedesco tende a descrivere non un evento ma “un modo di sentire”. Il primo movimento (Rito funebre) rappresenta il funerale di un uomo amato, un grande interrogativo sulla vita, la morte e la vita eterna; il secondo (Andante) è il ricordo della giovinezza e della innocenza perduta; lo Scherzo, riflette dubbi sulla speranza della resurrezione; il quarto movimento, Luce primordiale, rappresenta la ricerca di Dio. Infine, nel movimento finale il giudizio universale e la resurrezione. Per la prima volta Mahler impiega in una sua sinfonia due voci soliste: un soprano e un mezzosoprano e, nel movimento finale, un coro misto a quattro voci. L’immensa partitura della Seconda è affidata alla direzione del M° Dan Ettinger al suo debutto sul podio triestino. Molto attivo sia in campo operistico che sinfonico, è direttore musicale della Israel Symphony Orchestra, direttore principale della Israeli Opera e Kapellmeister alla Staatsoper “Unter
den Linden” di Berlino. Con l’Orchestra e il Coro del Teatro Verdi, preparato quest’ultimo dal M° Lorenzo Fratini, saranno impegnate anche Anat Efraty, giovane soprano israeliano, già noto in Italia per le sue lusinghiere interpretazioni operistiche a Roma, Genova e Palermo, e Mette Eising, mezzosoprano danese già lanciata sulla scena internazionale, esperta dei ruoli wagneriani, straussiani e verdiani e molto attiva anche in campo concertistico nel quale ha cantato, tra l’altro, sotto la direzione di Mstislav Rostropovich.
La seconda esecuzione, per il turno pomeridiano è in programma il 16 settembre.
Il secondo concerto che sarà presentato al “Verdi” di Trieste il 21 settembre vedrà in apertura l’esecuzione del Don Quixote op.35, una delle partiture più complesse di Richard Strauss che appartiene ancora agli anni giovanili. Figura, tra le composizioni di quella stagione, come penultimo poema sinfonico frutto di una concezione nuova slegata dai precedenti modelli formali e più complessa“ per l’introduzione in essa della variazione e di un ruolo concertante affidato al violoncello solo” (Quirino Principe). Solisti, il violoncellista Cyrille Lacrouts e il violista Pierre Lenert.
Nella seconda parte del programma sarà eseguita la Sinfonia n. 2 in Re maggiore op. 36 di Ludwig van Beethoven, una composizione strettamente legata all’opera rivoluzionaria che la seguì (L’Eroica) anche per la concomitanza della sua creazione in quanto gli abbozzi dell’Eroica risalgono agli stessi cinque mesi del 1802, anno in cui Beethoven terminò la Seconda nel ritiro di Heiligenstadt. Se l’introduzione con un Adagio molto riflette uno stile caro a Haydn, già il primo movimento, per la sua abbondanza e ampiezza di temi, riflette a pieno la nuova concezione sinfonica di Beethoven che non ha più nulla di settecentesco e non può più essere racchiusa in quella veste formale per elaborazione compositiva, sensibilità timbrica e carattere.
Sul podio un direttore dalla carriera internazionale, il M° Stefan Anton Reck,; in Italia ha diretto nelle più importanti fondazioni lirico-sinfoniche tra cui anche il Teatro Verdi di Trieste dove è stato molto applaudito in Gotterdammerung (2001) e Ariadne auf Naxos (2004). Si replica il 23 settembre.
Il terzo appuntamento della Stagione sinfonica si terrà a Trieste il 29 e 30 settembre. Il programma prevede l’esecuzione della Sinfonia n. 2 op. 43 in re maggiore di Jean Sibelius, in occasione del 50° anniversario della morte. E’ la più conosciuta ed amata tra le sette sinfonie del compositore finlandese che la scrisse nel 1901 e la diresse in prima assoluta a Helsinki nel 1902. Assente dalla programmazione sinfonica del “Verdi” dal 1961, questa Sinfonia riflette la sua profonda conoscenza dell’arte musicale europea tedesca e francese da un lato e dall’altro l’influsso di un ingenuo sentimento folklorico nazionale da saga nordica.
Farà seguito, nella seconda parte, la Cantata Aleksander Nevskji, op.78 per mezzosoprano, coro misto ed orchestra di Sergej Prokofiev, eseguita sotto la sua direzione per la prima volta a Mosca il 17 maggio 1939. La composizione deriva dalla musica originariamente composta per l’omonimo film diretto da Sergej Eisenstein e apparso per la prima volta in Russia il 1° dicembre 1938. Suddivisa in sette parti (come l’omonimo film), celebra la vittoria di Aleksander, principe di Novgorod sugli svedesi, sconfitti nel 1240 nella battaglia sulla Neva. La composizione è intrisa di connotazioni patriottiche in linea con gli ideali dello stesso Prokofiev che in prima persona partecipò alla vita politica della Russia, sua patria.
Nella sesta parte della Cantata, in cui una ragazza russa cerca il suo amato morto con onore sul campo di battaglia, si esibirà l’affermato mezzosoprano russo Elena Manistina attualmente impegnata nell’interpretazione del ruolo di Amneris in Aida alla stagione estiva dell’Arena di Verona. Sul podio il M° tedesco Will Humburg, che al “Verdi” di Trieste ha già diretto sia in campo sinfonico che in quello lirico (l’Olandese volante).
Il quarto concerto della Stagione al “Verdi” di Trieste il 5 e il 6 ottobre comprende due composizioni di Ludwig van Beethoven. La prima, Meeresstille und glückliche Fahrt op.112 per coro e orchestra fu scritta tra il 1814 e l’estate del 1815 con dedica a Goethe sull’onda dell’entusiasmo che suscitò nel compositore l’incontro con il grande poeta. Incontro che avvenne nel 1812 a Teplitz e che accese in lui la speranza di poter unire la sua musica ai versi del “poeta immortale”. Beethoven infatti per questa cantata utilizzò due liriche del sommo poeta, “Calma di mare” e “Viaggio felice”. Il movimento Allegro vivace, caratterizzato da un’effusione di gioia, prefigura l’analoga soluzione del Finale della Nona Sinfonia costruito su una poderosa architettura sonora che conduce verso la trionfale conclusione dell’Inno alla Gioia.
La seconda composizione beethoveniana è il Concerto per pianoforte in Sol maggiore op. 48 dedicato a Rodolfo d’Austria e scritto tra il 1805 e la fine del 1806. E’ il più bello e il più intenso di tutti i concerti di Beethoven. Non figura l’introduzione orchestrale; il pianoforte solo apre il primo movimento e innesta da subito un dialogo con l’orchestra molto vivo e animato che scardina le simmetrie del pensiero melodico tradizionale in un continuo proliferare di idee pianistiche e sinfoniche che fanno di questa composizione il precedente più autorevole dei grandi contributi offerti a questo genere dal Romanticismo. Solista al pianoforte, Andrea Lucchesini, giovane pianista vincitore del premio dell’Accademia Chigiana e del Premio Abbiati. Ha recentemente eseguito nel Regno Unito proprio i Concerti di Beethoven con grande successo assieme alla London Philharmonic e alla BBC Philharmonic.
Nella seconda parte del programma sarà eseguita la Sinfonia n.9 in Do maggiore D 944 detta “la Grande” di Franz Schubert. Ultima sinfonia composta per intero da Schubert nel 1828, la Nona ebbe una storia travagliata in quanto Schubert non la potè vedere eseguita in vita. Robert Schumann la riportò alla luce e la propose a Vienna, ma senza successo; fu Mendelssohn a dirigerla con successo a Lipsia. La “divina lunghezza” di questa Sinfonia, come ebbe a dire Schumann che parlò anche di raggiunta “completa indipendenza di Beethoven”, caratterizza già esteriormente “La Grande” come un’opera di concezione e di proporzioni amplissime per l’epoca. Sorprendentemente la ricchezza dell’invenzione melodica cela in realtà una unità strutturale ferrea secondo la quale di ogni proposta tematica si può trovare traccia già all’inizio della composizione. Nella introduzione vasta e solenne infatti il tema esposto da due corni ricompare più volte. Poi in tutto il proseguo della Sinfonia fino al Finale dove converge l’intera ispirazione melodica e in questo coronamento si fondono, come disse Schumann, “ i germi di una eterna giovinezza”. Dirige il M° Gerd Albrecht, al suo debutto sul podio triestino del “Verdi”. Attivo sia in campo operistico che concertistico, Albrecht dedica speciale attenzione al repertorio del romanticismo tedesco e alla musica contemporanea di Henze, Reimann, Ligeti, Kirchner.
Programma interamente francese per il quinto concerto della rassegna sinfonica che si terrà il 12 ottobre, con replica il 14 al “Verdi” di Trieste. In apertura sarà eseguito il Prélude à l’après-midi d’un faune (Preludio al meriggio di un fauno) di Claude Debussy. Concepito originariamente dal compositore come parte di un trittico sinfonico che servisse da commento musicale al famoso poemetto di Mallarmé, la composizione non fu mai completata poiché la realizzazione si fermò al primo pezzo. Ciononostante, esiste un accordo perfetto tra la partitura di Debussy e il poema di Mallarmé che si giustifica anche per la comune temperie culturale che i due artisti respirarono. Lo stesso poeta, sentito il pezzo, si espresse così: ”Non mi attendevo nulla di simile. Questa musica aumenta l’emozione che lo stesso poema produce, e ne accentua lo spirito”.
Seguirà il Concerto in Sol maggiore per pianoforte e orchestra di Maurice Ravel. La composizione iniziò nel 1927 e terminò nel 1931 e fu accolta da subito in modo entusiastico dal pubblico parigino e da tutte le capitali europee dove fu eseguita subito dopo la “prima”. La notorietà del Concerto si deve senza dubbio al suo essere un “capolavoro” che da subito entra in empatia con il pubblico per creatività e per “colore”. Ravel disse al riguardo:” Il Concerto in Sol è un concerto
nel senso più esatto del termine, scritto nello spirito di quelli di Mozart e di Saint-Saëns. Io penso effettivamente che la musica di un concerto possa essere gaia e brillante e che non sia necessario che esso abbia pretese di profondità o miri ad effetti drammatici”. E dall’Allegramente (primo movimento) in poi, la composizione è ricca di virtuosismo pianistico unito alla magistrale abilità e ricchezza timbrica dell’orchestrazione. Direttore e interprete al pianoforte sarà il M° parigino Frédéric Chaslin. Già assistente di Barenboim e di Pierre Boulez, direttore di tutte le principali orchestre parigine e artista dalla consolidata carriera internazionale, Chaslin dal 2005 è anche direttore residente della Staatsoper di Vienna. Al “Verdi” è al suo debutto, ma in Italia ha già lavorato alla Fenice di Venezia, all’Opera di Roma e al Carlo Felice di Genova e ha diretto
l’Orchestra Rai e del Regio di Torino e l’Orchestra Arturo Toscanini di Parma. E’ altrettanto attivo come solista al pianoforte.
Nella seconda parte del programma sarà eseguita la Symphonie Fantastique op.14 di Hector Berlioz. La composizione di questo lavoro è stata condizionata dagli eventi autobiografici dell’infelice amore dell’autore per l’attrice Harriet Smithson che è allo stesso tempo l’ elemento narrativo e musicale della partitura. Considerata come modello del futuro genere romantico del poema sinfonico, la composizione si rifà al sinfonismo austro-tedesco e particolarmente a Beethoven abbinato tuttavia ad una originalissima orchestrazione. L’ambiguità stilistica dell’opera deriva già dal suo titolo: la parola “Sinfonia”, forma consacrata dalla tradizione del classicismo viennese, viene accostata alla qualifica più soggettiva di “fantastica” riferita ad un assunto letterario di stampo romantico, ma in cui l’assoluta originalità timbrica come veicolo autonomo di evocazione poetica caratterizza un superamento dell’orizzonte del primo Romanticismo. Pierre Boulez ha scritto:” Berlioz e solo Berlioz, fa da ponte tra Beethoven e Wagner”. (Giuseppe Rossi).
Il concerto in programma il 19 ottobre con replica a Trieste il 21 e a Pordenone il 20 ottobre vedrà l’esecuzione del Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op.77 di Johannes Brahms, composto nel 1878 e dedicato all’amico e violinista Josef Joachim. Dalle espansioni melodiche alle raffinatezze virtuosistiche dello strumento solista, il Concerto si sviluppa in un gran numero di melodie diverse eppure collegate in una composizione armonica, in un libero gioco di fantasia fino al movimento finale dove prevale lo sfoggio di bravura con una scrittura di carattere tzigano che allo stesso Joachim sembrò di eccezionale difficoltà virtuosistica. L’ultima pagina, di trascinante gaiezza, ricorda le Danze ungheresi.
Violino solista sarà la tedesca Isabelle Faust, al suo debutto sul palcoscenico del “Verdi” di Trieste. Artista versatile, dal ricco repertorio che va dal Romanticismo al contemporaneo e dal sinfonico al cameristico, è attiva in campo internazionale, incide numerosi dischi tra cui il più recente è il Duo per viola e violino di Alessandro Rolla. Suona uno Stradivari, “la Bella addormentata”.
Seguirà nella seconda parte del programma, l’esecuzione della Sinfonia n.9 in mi minore op.95 (dal Nuovo Mondo) di Antonín Dvořák. L’ultima e più famosa sinfonia del compositore boemo, fu composta tra il 1892 e il 1893 a New York e fu ispirata alle melodie dei canti negro-americani e delle tradizioni popolari dei pellerossa filtrate attraverso la sensibilità europea. La composizione ha forma ciclica ( poiché il primo movimento ricorre più volte ) e si chiude con un Allegro con fuoco che è il tema più famoso e più affascinante della Sinfonia: in esso alcuni elementi dei precedenti movimenti vengono riproposti fino al Finale che amplifica al massimo il tema eroico iniziale.
Sul podio il Maestro di origini slovene Marco Letonja, al suo debutto al Teatro “Verdi”. Sia in campo sinfonico che operistico ha ottenuto consensi internazionali e ha diretto prestigiose orchestre. Dal 2003 al 2006 è stato, tra l’altro, direttore principale e musicale della Symphony Orchestra e dell’Opera di Basilea.
Venerdì 26 ottobre con replica il 28 a Trieste e il 29 ottobre a Pordenone, il programma del concerto sarà dedicato a due grandi compositori del Romanticismo. Di Richard Wagner sarà eseguita la versione orchestrale di Vorspiel und Liebestod (Preludio e morte di Isotta) da Tristan und Isolde, capolavoro assoluto dell’arte wagneriana. Se nel Preludio prevale la passione amorosa, nella Morte di Isotta, costruita sul grande duetto del secondo atto, prende il sopravvento il sentimento di amore e morte in uno stato di beatitudine oramai raggiunta.
Seguirà nella seconda parte del programma l’esecuzione della Sinfonia n. 7 in mi maggiore di Anton Bruckner, considerato il più chiaro, accessibile e comunicativo tra i capolavori del compositore austriaco. La Sinfonia è caratterizzata “da contrapposizioni di registri, da effetti grandiosi ottenuti attraverso la ripetizione molteplice di un inciso, da ricorrenti combinazioni polifoniche dialoganti tra loro come in un divertimento di fuga suddiviso tra due manuali; eppure questi fatti espressivi, anche se ambiziosi e complessi, sembrano impaginati in un ordine straordinario “ ( Daniele Spini) che si conserva anche nel forte e affermativo Finale, Mosso ma non troppo veloce che chiude la partitura.
Sul podio, il Maestro ungherese Stefan Soltesz, al suo debutto a Trieste. Da dieci anni Direttore musicale della città di Essen e Direttore ospite frequentemente invitato alla Staatsoper di Vienna e in molte altre prestigiose formazioni sinfoniche e operistiche, Soltesz ha al suo attivo anche numerose incisioni discografiche.
In chiusura di Stagione il pubblico del Teatro Verdi potrà assistere a due concerti “crossover” dedicati al rapporto tra musica jazz e classica. Protagonista del primo concerto, in programma mercoledì 31 ottobre alle ore 20.30 è il Trio Stockhausen. Il trombettista Markus Stockhausen, figlio del grande Karl Heinz, si presenta in trio con Angelo Comisso (pianoforte) e Christian Thomé (batteria). Da questa felice combinazione nasce un Trio dalle “sonorità liriche ed immaginose” in cui il dialogo tra pianoforte e tromba viene supportato dalle percussioni di Christian Thomé . La formazione in cui, come nella migliore tradizione del trio jazzistico da Bill Evans in poi, ogni componente è allo steso tempo anche solista accompagnatore, si esibirà in un programma dal titolo Jazz Meeting Symphony su musiche degli stessi Markus Stockhausen e Angelo Comisso.
Il secondo concerto, che sarà eseguito venerdì 2 novembre, vedrà protagonista il Michele Di Toro Jazz Trio in una esibizione dal titolo Mozart in Jazz. Michele Di Toro è un vero talento del pianoforte e la sua intensa attività concertistica lo porta a spaziare dalla musica classica alla latina, dalla folcloristica alla musica pop e, soprattutto, alla musica afro-americana che predilige. Con lui, Yuri Goloubev , contrabbassista russo attualmente residente in Italia che porta avanti una carriera di musicista classico e di jazzista suonando accanto a grandi nomi del jazz come Eddie Gomez, Miles Griffith, Christoph Spendel, per citarne solo alcuni. Terzo elemento del Trio è il batterista Marco Zanoli che spazia dal jazz tradizionale al contemporaneo, dalla musica d’avanguardia a progetti di musica improvvisata e sperimentale. All’attività di batterista, sideman e docente, affianca ora anche quella di compositore.
Abbonamenti e acquisto dei biglietti
La campagna per il rinnovo e per la richiesta di nuovi abbonamenti inizia il 7 luglio 2007. Quattro sono le formule di abbonamento: abbonamento turno A per i nove concerti inclusi i due concerti “crossover”, oppure per i sette concerti sinfonici con esecuzione serale (ore 20.30); abbonamento turno B per i sette concerti con esecuzione pomeridiana domenicale alle ore 17.30.
Riduzioni:
Speciale Giovani: ai giovani sono riservate due formule di abbonamento:
Carta Giovani per gli under 26; tur A posti di I° galleria; turnoB: ogni ordine di posti.
Sinfonica junior : i giovani under 16 possono acquistare i biglietti per tutti i concerti del turno B 8 pomeridiano) a prezzo di € 5,00. Lo stesso prezzo sarà applicato anche ad un adulto accompagnatore.
Sono previste riduzioni per gli Abbonati Stagione Lirica e di Balletto 2006/7, Fondatori e Sostenitori del TeatroVerdi, over 65, invalidi, gruppi con minimo 20 persone, soci UNCALM, soci TCI (solo titolari di tessera), soci FAI, T for You, Turismo FVG Card.
La vendita dei biglietti per i singoli concerti avrà inizio l’11 settembre 2007.