Il soprano Mariella Devia incanta Napoli
A cura di daniulla
Pubblicato il 04/10/2007
Recital d'eccezione al Teatro San Carlo
a cura di Antonio Guida
E chi lo ha detto che con l’avanzare degli anni si affaticano i virtuosismi vocali? Be se qualcuno è ancora di questo parere, la signora Mariella Devia ha messo in scena buoni propositi per fargli cambiare presto idea.
I pronostici che alludevano al positivo infatti non si sbagliavano, ed è stato dunque una performance assolutamente fuori dall’ordinario quella tenuta dal soprano ligure che ha deliziato a pieno l’udito degli spettatori del teatro partenopeo.
Lo spettacolo si è articolato in un alternarsi tra introduzioni orchestrali e arie d’opera (e non); quindi ouverture tratte da “Il ratto del serraglio” e “Le nozze di figaro” di Mozart e i “Capuleti e Montecchi” di Bellini, mentre l’ugola del soprano ha spiegato note meno celebri come “Chissà , chissà qual sia”, Vado ma dove oh dei?” ed anche le più celebri come “Qui la voce sua soave” dai Puritani di Bellini con tanto di Mib finale e l‘ancor più nota “Casta diva”; aria durante la quale se si provava a chiudere gli occhi, si avvertiva come per magia una incredibile presenza della Callas.
Nell’introduzione dell’ouverture del pirata, hanno partecipato anche gli artisti del coro diretti dal maestro Marco Ozbic mentre il basso Ugo Guagliardo ha intonato il finale del secondo atto dello stesso pirata. Il tutto perfettamente coordinato da un avvenente direttore di nome Michael Guttler; per lui nessun leggio ma tutto a memoria stile Toscanini: precisissimo a decifrare un’orchestra a sua volta in piena forma.
Bisogna dar spazio alle giovani leve, occorre lasciare posto a chi ha le “corde fresche”, ma di tanto in tanto, occorre anche ascoltare chi nell’ultimo trentennio ha fatto la storia del soprano lirico leggero e tutt’oggi fa ancora scuola (e che scuola!!).
ANTONIO GUIDA