Quante volte, in un anno, vai a Teatro ad assistere ad un'opera lirica?
A cura di daniulla
Pubblicato il 13/11/2007
Recensione di Vincenzo Giordano
Ho assistito in qualità di giornalista e critico musicale alla performance del 27 Ottobre 2007 presso il Teatro Politeama di Napoli dove ha avuto luogo la rappresentazione dei “Normanni a Salerno”, opera in quattro atti di Temistocle Marzano, un allievo di Mercadante. La vicenda è ambientata nell’XI secolo, allorquando i normanni, capeggiati da Guglielmo Braccio di Ferro, figlio di Tancredi d’Altavilla, vennero in aiuto alla città di Salerno per respingere l’attacco dei saraceni.In questo contesto nasce l’amore di Bianca, figlia del Principe di Salerno e promessa a Guglielmo, per il condottiero Ainulfo, traditore della proprio popolo e della propria fede. Berta, la fedele confidente di Bianca, totalmente dedita all’amore verso la sua amica e fedele al principe di Salerno segue ed assiste gioie e dolori di corte, specialmente nella condivisione dell’amore di Bianca. Ainulfo, informatosi delle nozze dell’amata con Guglielmo, si introduce nel palazzo per portarla con sé, ma avendo fallito, torna sotto mentite spoglie a capo dei saraceni minacciando di uccidere il Principe di Salerno. Scoperto e fatto prigioniero, si uccide per non cadere nelle mani del popolo che vorrebbe linciarlo quale traditore della patria. L’amore di Bianca, condiviso fino alla fine dalla saggia e fedele Berta, trionfa sulla passione che unisce i due giovani mentre nel finale il popolo inneggia all’amor patrio ed alla forza del destino. L’opera è un capolavoro storico in musica, tanto maestoso da non essere più rappresentato per circa 133 anni a causa degli ingenti costi di produzione.
Finalmente con una importante iniziativa culturale, sotto l’egida della Regione Campania, è stata portata in scena l’anno scorso in prima mondiale al Teatro Giuseppe Verdi di Salerno con l’intento di proseguire il suo itinerario in tutta Italia. Questa volta, rappresentata al Teatro Politeama di Napoli, ha ospitato nel cast nomi di prestigio nonché di valenti artisti provenienti da diversa nazionalità quali il soprano Patrizia Morandini (Bianca), brasiliana, il mezzosoprano Caterina Novak (Berta), italo-americana, il tenore molisano Paolo Bartolucci (Ainulfo), il basso russo Marcel Fornica, il baritono salernitano Costantino Finucci ed il tenore marchigiano Massimiliano Lucani (Uberto), tutti bravissimi. Ha diretto l’orchestra Filarmonica Temistocle Marzano il maestro Silvano Frontalini, direttore del Teatro Lirico Europeo, mentre il coro di Torre del Greco è stato diretto da Giuseppe Polese. Regista Eugenio Paolantonio, Presidente del Consorzio SIAL di Salerno e produttore dello spettacolo.Coreografie di Fabrizio Esposito del Teatro S.Carlo di Napoli.. L’ottima performance di questo kolossal è stata realizzata in quattro atti, tre ore di musica, 50 musicisti per l’orchestra, oltre 40 coristi, oltre 50 tra ballerini e figuranti, un cast eccezionale con in scena circa 150 attori, musicisti e comparse. Il continuo sovrapporsi di arie, duetti e concertati in un ritmo senza tregua e quasi asfissiante ha reso l’impegno vocale arduo e complesso per tutti i solisti, per il coro, per l’orchestra e per il balletto continuamente presente con danze che andavano dai minuetti di corte alle tarantelle napoletane, alle eroiche investiture di spada, alle danze berbere. Le voci ben bilanciate nei vari registri giocavano al rimpiattino tutto il tempo alternandosi e rincorrendosi in sonori concertati che hanno costituito il corpo maggiore e piu’ applaudito dell’intera opera. Coro, balletto e orchestra hanno avuto un ruolo determinante nella riuscita dello spettacolo, bravo il maestro Frontalini nella scelta di ritmi lenti ed incalzanti e a governare la frenetica orchestra il cui ampio organico a volte rischiava di coprire i cantanti. Tra le voci ho considerato maggiormente interessanti quella del soprano Patrizia Morandini e del mezzosoprano Caterina Novak, degne di essere entrambe menzionate per preparazione musicale, vocalità ed interpretazione scenica alla pari di Maria Caniglia ed Ebe Stignani e ad esse auguro di poter calcare i maggiori palcoscenici internazionali. Apprezzabili tutti gli altri. Erano presenti in sala i giornalisti di diverse testate europee specializzate in musicologia, tra le altre l’Orpheus di Berlino. Ospite anche il direttore del Teatro dell'opera di Rouen (Normandia).Uno spettacolo, nel suo variegato panorama, davvero entusiasmante e non solo per i veri intenditori.