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Recensioni

"Orfeo all'inferno" di J. Offenbach

A cura di daniulla

Pubblicato il 04/01/2008

Recensione di Lanfranco Visconti

Cagliari, 27.12.07
 
Pieno successo e chiusura di stagione in bellezza -  ma, con qualche riserva per la regia -, al Teatro Comunale di Cagliari per "Orfeo all'inferno" (titolo originale: "Orphée aux enfers"), opéra féerie in 4 atti - per l'occasione accorpati in 2 tempi - su libretto di Hector-Jonathan Crèmieux e Ludovic Halévy, musica di Jacques Offenbach, ultimo titolo operistico della stagione lirica e di balletto 2007.
La celebre operetta  di Offenbach è stata rappresentata nella versione ritmica italiana di Gino Negri, con la libera traduzione in italiano del testo parlato curata da Lorenzo Arruga.
Abbiamo assistito ad uno spettacolo tutto sommato gradevole per quanto riguarda l'aspetto musicale e scenografico, lodevolissima per quanto riguarda la prova dei protagonisti principali e delle diverse parti di fianco, piuttosto anacquato per quanto riguarda la regia, a tratti originale, divertente e spiazzante (vedasi ad esempio gli dei che interpellati dai mortali rispondono in sardo) e a tratti eccessivamente filologica del pur bravo e preparato Ivo Guerra. 
Ben sappiamo che questa brillante, e per certi versi, geniale, pagina di teatro musicale, evidenzia a tutto tondo quelli che sono le caratteristiche peculiari dell'arte di J. Offenbach che possono sintetizzarsi essenzialmente  nel tripudio della libertà dell'eccesso, della imprevidibilità, della parodia più mordace e sfrenata e dell'ironia  e della vivacità più incandescente.
L'allestimento messo in scena al Comunale di Cagliari, ha - a nostro modesto avviso - preferito  interpretare più l'aspetto interiore e lo spirito, anzichè seguire al meglio il libretto e la partitura musicale. 
Ne è risultato uno spettacolo non sempre scorrevole e a tratti un pò pesante, complice anche lla scelta di aver optato per due soli lunghi atti, anzichè come di tradizione per quattro.
In ogni caso, bisogna pur dire che lo stesso Offenbach, nella sua seconda versione del componimento, sembrò optare a dar libero spazio e, per così dire, sfogo ai vari personaggi e interpreti della vicenda e a coloro che sono chiamati a curare la realizzazione della messa in scena. Ed ecco quindi che Ivo Guerra - sufficientemente supportato dalle belle scene di Andrea Pirarba, dai variopinti costumi di Beniamino Fadda e dalle ben dosate luci di Marco Mereu (tutti e tre interessanti professionalità locali), tende a volte, a nostro modesto avviso, a  puntare eccessivamente nel manierismo, nel carnevalesco, sconfinando persino nella televisione in bianco e nero d'altri tempi, sfalsando in questo modo quelli che sono i tempi comici e rendendo a tratti lievemente noiosi alcuni momenti dello spettacolo.
La compagnia di canto è risultata di altissimo livello artistico e formata da esperti  e affiatati cantanti-attori. Sugli scudi, l'ambigua e scenicamente bellissima Euridice di Cinzia Forte, magnifico soprano in possesso di vocalità eccelsa- capace di tingersi di colori sgargianti e di chiaroscuri - e di intonazione agguerrita; al suo fianco l'apprezzabile Orfeo di Ivan Momirov, l'ottimo ed il diabolico Plutone  dell'inossidabile  e collaudatissimo tenore Max René Cosotti,  il convincente e bravo Giove Yupiter del nostro conterraneo bass-baritono Angelo Romero, la conturbante  Diana della talentuosa e musicalmente preparata soprano Rosanna Savoia, la severa Opinione pubblica di Katia Ricciarelli (una sorta di  deux ex machina impegnata costantemente a tener d'occhio dei e uomini ma che finisce per avere un debole per Plutone. Pregevoli anche gli interventi di: Emanuele Giannino (John Styx), Manuela Bisceglie (deliziosa Venere), Silvano Paolillo (Mercurio), Gioconda Vessichelli (Giunone), Ruth Rosique (Cupido), Claudio Ottino (Morfeo) e Paolo Orecchia (Marte).
Lodevole e grintosa al punto giusto la direzione del M°  Guillaume Tourniaire, a capo di una ispirata orchestra del Teatro Lirico di Cagliari e pregevole la prova del Coro dello stesso teatro  ben istruito dal M° Andrea Faidutti.      
Interessanti infine  le coreografie di Fausta Mazzucchelli.
Al termine consensi meritatissimi all'indirizzo di tutta la compagnia di canto, con passerella finale sulle note coinvolgenti del can can.
Per dovere di cronaca nel secondo cast, a Cinzia Forte è subentrata, nel ruolo di Euridice, Graziella Ortu, giovane realtà locale, dotata di bella voce sopranile e di trascinante presenza scenica; a I. Momirov, nel ruolo di Orfeo, il bravo Mark Milhofer e ad A. Romero, nel ruolo di Giove, Luca Tittolo.
 
Lanfranco Visconti 

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