Quante volte, in un anno, vai a Teatro ad assistere ad un'opera lirica?
A cura di daniulla
Pubblicato il 26/01/2008
Un allestimento senza veli per il celebre melodramma di Verdi
Venerdì 18 gennaio andrà in scena Rigoletto di Giuseppe Verdi nell’allestimento firmato da Giancarlo Cobelli con la direzione di Renato Palumbo. L’opera, in scena per ben quattordici recite, giunge a Torino grazie al sostegno della Fondazione CRT, uno dei più importanti Soci Fondatori del Teatro Regio.
Protagonista di questa edizione, che il Regio propone a distanza di otto anni dall’ultima rappresentazione, un cast di altissimo livello con Roberto Frontali, oggi considerato uno dei più espressivi baritoni della sua generazione, come ha recentemente scritto il Financial Times, nel ruolo di Rigoletto. Accanto a lui, nelle vesti di Gilda, la bellissima e affascinante Inva Mula di origini albanesi, figlia d’arte, si è avviata giovanissima alla carriera lirica che, intensa e rapida, l’ha condotta presto sui palcoscenici più prestigiosi. Il duca di Mantova, sarà il tenore Roberto Saccà, che torna al Regio dopo Il ratto dal serraglio del 2006. Completano il cast Riccardo Zanellato, Rossana Rinaldi, Sandra Pacheco Quinterno, Andrea Patucelli, Roberto Accurso, Antonio Feltracco e Francesco Musinu. Nei ruoli principali si alterneranno Ivan Inverardi (Rigoletto), Annamaria Dell’Oste (Gilda), Francesco De Muru (il duca di Mantova) e Riccardo Ferrari (Sparafucile).
Sul podio dell’Orchestra salirà il Maestro Renato Palumbo, grande specialista del repertorio melodrammatico italiano e per questo conteso dai teatri di tutto il mondo. Il Coro sarà diretto, come di consueto, dal Maestro Claudio Marino Moretti.
L’opera – la prima della famosa ‘trilogia popolare’ (Rigoletto, La traviata, Il trovatore) – andò in scena nel 1851 con il libretto che Francesco Maria Piave trasse da Le Roi s’amuse di Victor Hugo, dramma bandito dalle scene per oltre cinquant’anni con l’accusa di oltraggio alla morale, alla storia e alle convenzioni letterarie. Verdi pensava che fosse «il più gran dramma dei tempi moderni» e difese sempre strenuamente la scelta del testo lottando anche lui con la censura che non vedeva di buon occhio che un re o un duca che fosse, venisse presentato come un cinico libertino. Verdi però volle come protagonista Rigoletto, il buffone di corte, crudele verso i cortigiani ma tenero padre dell’innocente Gilda, vittima dell’odio verso Rigoletto e dell’amore per il duca di Mantova che l’aveva sedotta.
L’allestimento, ideato dal regista Giancarlo Cobelli – ripreso per l’occasione da Ivo Guerra – è stato salutato da molti come una sorta di omaggio reverente alla tradizione, benché al suo primo apparire abbia suscitato scandalo per alcune scene di nudo. Pensato per Bologna nel 1989, e ripreso nella stessa città nel 2004, è poi giunto al San Carlo di Napoli nel 2005 e approda ora a Torino; al di là dell’iniziale impatto rassicurante, non può dirsi uno spettacolo ‘tradizionale’. Cupo per scelta, fa convivere accenti noir e sortite grottesche, soluzioni di assoluta raffinatezza e accenti dichiaratamente popolari. Le scene e i costumi di Paolo Tommasi contribuiscono al fascino dello spettacolo e rimandano agli sfarzi di casa Gonzaga evocando immagini del Mantegna; per giungere, sul finale, a un clima da racconto gothic.
Rigoletto, in scena per quattordici recite fino al 3 febbraio, sarà presentato al pubblico da Angelo Foletto nell’Incontro con l’Opera che si terrà nel Foyer del Toro mercoledì 16 gennaio alle ore 17.