Arancine (alla carne)

Molti siti di cucina le indicano come "Antipasti"; noi assicuriamo che vanno benissimo come "Piatto unico"!

Come vi sarete accorti abbiamo scritto “arancinE” e non “arancinI“, come si sente dire in TV.
Il motivo della nostra scelta è semplice: a Palermo le arancine si chiamano arancine. Sono femminucce perché il loro nome deriva direttamente dal frutto “arancia” (che come ci insegnavano a scuola e un nome comune di cosa, femminile, singolare).
Non sappiamo bene da dove sia saltato fuori il nome “arancini“, al maschile, probabilmente da un erronea denominazione del frutto come “arancio”, ma (e anche questo ce l’hanno insegnato a scuola) sappiamo bene che tutti i frutti hanno un nome di genere femminile mentre gli alberi da frutto lo hanno di genere maschile.
Dunque chi parla di “arancini” in realtà allude a piccoli alberi di arancio, e noi non siamo sicuri che in versione bonsai questi alberi producano frutti.

C’è da dire, comunque, che il termine “arancini” viene usato nella parte orientale della Sicilia, tra Catania, Siracusa, Ragusa…

Ma basta con le disquisizioni linguistiche: largo alla ricetta delle arancine “alla carne”!

Per 8 - 10 persone

Ingredienti:
300 g di riso,
300 g di piselli,
10g di rigaglie di pollo,
l00 g di carne di vitello macinata,
70 g di burro,
250 g d’olio d’oliva extravergine,
3 uova,
un po’ di brodo,
pane e formaggio grana grattugiato,
1/2 cipolla,
salsa di pomodoro,
sale,
pepe,
olio per friggere

Preparazione: In tre cucchiai d’olio e 20 g di burro fate rosolare la cipolla a fettine sottili, unite le rigaglie di pollo a pezzettini, la carne macinata e i piselli sgranati. Versate un po’ di salsa di pomodoro diluita in un bicchiere di brodo. Salate, pepate e cuocete fino a quando la salsa si sarà molto raddensata.
Lessate il riso in mezzo litro d’acqua in ebollizione. Scolatelo al dente e mantecatelo con 50 g di burro, 3 cucchiai di formaggio grattugiato e un uovo intero.
Ricavate dal riso tante polpettine, praticate in ognuna una cavità, riempitela con un po’ del ragù preparato e con il secondo uovo rassodato e tagliuzzato. Coprite il ripieno con dell’altro riso.
Passate gli arancini prima nell’uovo rimasto, sbattuto e leggermente salato, poi nel pangrattato. Friggeteli in olio bollente e, quando saranno dorati e pronti, lasciateli riposare su un foglio di carta assorbente perché perdano l’eccesso di unto.

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Pubblicato il mercoledì 28 aprile 2004 in: Cucina

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