Vedendo l'iniziativa di questi giorni delle ragazze in accappatoio in giro per Milano pensi...
A cura di Ilaria Scremin
Pubblicato il 16/06/2007
Per pianificare al meglio una campagna pubblicitaria è indispensabile partire da un buon dialogo con il proprio cliente, che, volente o nolente, deve preparare un brief ben preciso. In poche parole servono dei dati. Purtroppo questo dettaglio non è sempre chiaro, poichè molto spesso il cliente fornisce un brief poco chiaro oppure cambiano spesso idea strada facendo. Una buona idea può essere prepararsi un questionario da fornire al cliente, così da guidarlo nella stesura del brief.
A seguito del brief, e dopo aver instaurato una buona comunicazione con il proprio cliente, è il momento di progettare nel dettaglio il proprio intervento. E’ indispensabile, d’ora in poi, che i propri obiettivi coincidano perfettamente con quelli del nostro committente.
Dovremo valutare attentamente il target (a chi si rivolge la campagna), il segmento di mercato interessato, e il tipo di prodotto o servizio che andiamo a proporre (i suoi usi, i suoi benefit, la sua caratteristica chiave sulla quale vogliamo fare leva).
Successivamente ragioneremo insieme al collega art director sull’immagine che vogliamo dare alla nostra campagna (elaborando un layout), sul tono generale, sul linguaggio usato: per quanto riguarda quest’ultimo, è importante mettere in atto una specifica indagine a livello lessicale e definire una strategia ottimale per realizzare il tipo di comunicazione che abbiamo definito in sede di brief.
Sarà quindi compito del copy (il nostro compito!) elaborare uncontenuto testuale che, avvalendosi di tutte le risorse che la nostra lingua mette a disposizione (non tutte insieme, ma una per volta!) renda il nostro prodotto / servizio appetibile ed interessante, cioè desiderabile.
Potremo quindi decidere di far leva su di una figura retorica, sull’umorisimo, sulla psicologia del nostro destinatario (in uno dei prossimi articoli parlerò di comunicazione persuasiva), o decidere di appoggiarci da un testimonial onde dare a ciò che affermiamo una certa autorità.
Ovviamente il tipo di campagna che metteremo in atto sarà anche direttamente dipendente dal mezzo che sceglieremo anche perchè ogni mezzo ci mette a disposizione opzioni differenti rispetto agli altri: l’audio (radio, audio, tv), l’immagine statica (pubblicità cartacea) o in movimento (video, tv), la possibilità di rendere il fruitore parte attiva del processo mediatico (internet), ecc ecc.