
Chiaramente non tutti diventano dipendenti. Non tutti vivono il videogioco a questi livelli. Inoltre ci sono particolari giochi (tipo alcuni giochi di ruolo) che hanno come prerogativa il miglioramento del proprio personaggio che si ottiene stando sempre più tempo davanti al pc. Non c’è ingestione di sostanze stupefacenti ma la permanenza diventa un vero e proprio eccitante. Una dipendenza a tutti gli effetti, causata da cattive abitudini, pessime regole di gioco e, per ora, l’impossibilità di intervenire alla fonte dato che il fenomeno è presente ma ben nascosto. Basta aprire gli occhi per vedere ma anche qui, come sempre, gli interessi economici vanno oltre quelli della salute!
Alcuni giochi ad esermpio WOW (world of wordcraft) hanno regole che riguardano l’ora di apertura dell’accesso al gioco (immaginate code ai server di accesso per giocare?!): la concorrenza è forte, si entra in un mondo virtuale e ludico prefettamente organizzato che coinvolge il giocatore fino a fargli perdere il contatto con la realtà. E inoltre si paga!
Se pensate che sia uno scherzo,nbsp;vi basti pensare che ad Amsterdam hanno aperto una clinica dove è possibile disintossicarsi da questonbsp;tipo di dipendenza. E se una volta a rischio erano i più piccoli, sempre di più questo disturbo diventa dei grandi: difficile immaginare bambini alzati tutta notte a giocare!
Insonnia, inappetenza, irritabilità sono i primi segni; si arriva a non essere più in grado di tenere un
lavoro, di avere una vita sociale, si trascura lo sport, la moglie o la fidanzata/o, insomma la vita viene trasferita nel videogioco. Non c’è più separazione tra vita reale e ludica. Alcuni paesi, tra cui la Cina, hanno imposto regole anti-dipendenza per alcuni giochi: ad esempio la possibilità di giocare non oltre le 3 ore consecutive. Scattate le 3 ore il personaggio del videogioco inizia a perdere punteggio. Si è pensato anche di installare una patch che disconnettesse il giocatore se il gioco andava oltre le 4 ore consecutive. In Italia, le regole stesse che permettono di partecipare al gioco,nbsp; non sono rispettosenbsp;neppure dellanbsp;626: troppe ore davanti al pc, danneggiano occhi, la postura e,nbsp;nei soggetti predisposti, facilita lanbsp;comparsa di crisi epilettiche e soprattutto crea dipendenza! Inoltre per far progredire il personaggio, è possibile connettersi in giorni fissi così che l’appuntamento, diventa obbligatorio. Ah, sabato e domenica compresi eh!
In Italia, pare che del fenomeno non si parli molto. Basta però entrar in contatto con compagne, amiche, figlie, conoscentinbsp;di giocatori per rendersi conto di quanto questa dipendenza divenga invalidante.
Mesi fa, hanno fatto scalpote le notizie di un ragazzo e di un adulto morto dopo orenbsp; consecutive di gioco. Conoscete qualcuno che ha questo “vizio”? vedete figli, amici, parenti, deperire e isolarsi di fronte ad un monitor? Raccontatemi la vostra esperienza usando la funzione “Le vostre opinioni” o scrivendo alla guida.
(immagini prese dal sito italiano di World of Wordcraft)
Silvia Ancordi









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