
Già anni fa avevo presentato l’argomento qui nbsp;in occasione della fiera del libro di Bologna.
Ora vi segnalo questo articolo che è sicuramento più “tecnico” del mio dato che erano solo osservazioni. Nei film si vedeva spesso la scena di genitori intendi a leggere lanbsp;fiabanbsp;al figlioletto prima di dormire. Oggi invecenbsp;la realtà è spesso di genitori che lottano pernbsp;far staccare i figli dalla tv o dai giochi elettronici. E se si riprendesse la buona e sananbsp;abitudine di leggere insieme?
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Forse non tutti sanno che esistenbsp;una terapia chenbsp;passa anche tramite la voce. Per questo non solo è importante comunicare con termini adeguatinbsp;perchènbsp;anche il tono di voce è fondamentale. Pensate a chi fa ipnosi, ai terapeuti, ai sacerdoti o a chi svolge professioni di aiuto: riconoscete una certa impostazione della voce? Bene! la stessa cosa avviene quando si racconta una fiaba: il tono di voce si abbassa, il ritmo rallenta e conciglia il sonno. Non solo: favorisce lo sviluppo cognitivo, l’attenzione, l’acquisizione del linguaggio, stimola la fantasia e influisce anche sul legame affettivo genitore/figlio che si sente coccolato
anche poco prima del sonno.
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A questo proposito segnalo il progetto Nati per leggere nato dalla collaborazione tra l’Associazione Culturale Pediatri, l’Associazione Biblioteche Italianenbsp; e il Centro per la Salute del Bambino. Qui potete trovare molte informazioni utili e consigli sulle letture più consone ma anche indicazioni su come poter formare e insegnare l’abitudine alla lettura.
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Silvia Ancordi









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