
Ilnbsp;23 febbraio 1887nbsp;il borgonbsp;medioevale di Bussana, situato sulle colline a pochi chilometri da Sanremo, venne raggiunto dalle terrificanti scosse di un terremoto.
Erano le 6,20 e molti si trovavanonbsp;all’interno della chiesa del paese.nbsp;Ebbero appena il tempo di rendersi conto della catastrofe che si stava abbattendo su di loro,nbsp;che innbsp;pochi attimi il tetto crollò, travolgendoli. La violenza del sisma funbsp;tale da distruggere la maggior parte delle case,nbsp;imprigionando ed uccidendonbsp;un centinaio di persone.nbsp;
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Il responso della Commissionenbsp;che si occupò di verifcare l’entità dei danni funbsp;drammatica: lenbsp;abitazioni furono giudicatenbsp;inagibili e ciò che del villaggionbsp;ancora non era crollato, rischiava di cedere da un momento all’altro. Malgrado le proteste di chi avrebbe voluto ricostruire il proprio mondo là, nel punto in cui si era fermato, ai sopravvissuti funbsp;proibito di rientrare nel villaggio e promesso unnbsp;borgo nuovo di cui si iniziò subito la costruzione. Fu così, che nel giro di pochi anni e qualche chilometro più in giù,nbsp;nacque Bussana “nuova”.nbsp;nbsp;
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Il vecchio borgonbsp;ferito iniziò la sua inesorabilenbsp;decadenza. La rigogliosa vegetazione ligure invase le abitazioni abbandonate,nbsp;pioggia e solenbsp;intaccarono le mura precarie e per più di mezzo secolonbsp;le case sventrate in cima alla collina rimaseronbsp;tragico monumento al dolore.nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;
Ilnbsp;1960nbsp;portò con sènbsp;un vento nuovo:nbsp;i sogni audaci di un pittorenbsp;torinese, Clizia.nbsp;Sedotto dal fascino delle antiche pietre del borgonbsp;diroccatonbsp;ebbe un’ispirazione folle: costruire tra le macerienbsp;il Villaggio Internazionale degli Artisti.nbsp;L’idea fu accolta con entusiasmo dal pittore, Vanni Giuffrè e da un poeta, Giovanni Fronte, pionieri della nuova comunità che in poco tempo attirò un gran numero di artisti. L’inizio fu duro, ma animato da una forte determinazione. L’esperimento di una “comune” non era una novità in campo artistico, basti pensare al Bateaunbsp;nbsp;Lavoir, nome dato al cadente edificio chenbsp;vide nascere il cubismo e di cuinbsp;l’arch. Vilma Torsellinbsp;nbsp;racconta in una pagina della sua Guida Arte Modernanbsp;; ma a Bussana non esistevano più reti fognarie,nbsp;nè impianti idraulici: l’acqua era da trasportare a mano attraversonbsp;una lunganbsp;strada e, naturalmente,nbsp;non c’eranbsp;energia elettrica.nbsp;Benchè Clizia avesse provato a stilare uno Statuto, la vita comunitaria, già difficile da realizzare in condizioni normali, veniva messa a repentaglio da difficoltà di carattere pratico, inoltre,nbsp;il timore incombente di un ordine di sgombero, non contribuiva certo a rasserenare gli animi…
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Qualcuno se ne andò,nbsp;ma c’era chi arrivava, tanto che il Villaggio degli Artisti divenne una favolosanbsp;realtà. Le case vennero ricostruite seguendo lo stile originale e i colori delle tele dei pittori, appoggiate ai muri onbsp;appena scorte tra le finestre,nbsp;portarono una luce nuova e suggestiva al vecchio borgo. L’artigianato e la curiosità dei turistinbsp;divennero fonte di sostentamento per una comunità formata da spiriti liberi, alcuni itineranti, altri, come Guido Giordano, detto “da Bussana”,nbsp;pittore che lasciò il suo impiego al ministero per vivere nel Villaggio fino all’ultimo giorno, ben radicati ad un sogno diventato reale. Tra il 1974 e il 1977nbsp;agli abitanti fu riconosciuto il diritto di residenza e finalmente arrivarono anche l’acqua e l’elettricità. Ma la storia di questo borgonbsp;è densa di avvenimenti, di pacifichenbsp;lotte enbsp;di personaggi davvero straordinari. Maurizio Falcone, musicista e compositore, è uno di loro. Racconta e si racconta nel notevole sito che ha realizzato sul Villaggionbsp;e su tutte le sue vicissitudini non ancora concluse.nbsp;nbsp;nbsp;
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Bussana vecchia è oggi un borgo conosciuto e visitato da molti ospiti.nbsp;I suoi vicoli si sono arricchiti di nuovi laboratori artigianali e di punti di ristoro che non intaccano l’anticanbsp;suggestione medioevale.nbsp;Artisti imprevedibili si incontrano, magari spariscono, per poinbsp;farsi rivederenbsp;l’anno successivo… è un luogo remoto, ma sempre inconsueto. L’unicanbsp;sensazione che non cambia da una visita all’altra, si chiama libertà.
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In alto: dipinto dinbsp;Clizia
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In basso: dipinto di Guido da Bussananbsp;
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nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp; 
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