Cosa deve fare la società in risposta ad omicidi come quello del piccolo Tommaso?
A cura di Dr. Massimo Fochi
Pubblicato il 16/08/2000
Alla stregua di chi fa uso di sostanze stupefacenti o alcool, una nova sindrome si offre all'analisi della comunità scientifica: la Net-dipendenza.
a cura del dr. Vito Francesco De Giuseppe
Sul numero 11 di quest'anno, la rivista "Internet Pratico" pubblicava alcune interessanti notizie.
Nel novembre del 1994, la Dott.ssa Kimberley Young inizia la sua ricerca sulla dipendenza da Rete. Tutto nasce dal divorzio di una sua amica che si separa dal marito perchè quest'ultimo passava 10 ore a notte navigando in rete.
Nel 1996 l'A.P.A. (Associazione Psicologi Americani) effettua una ricerca sulla dipendenza da Rete. dei 496 soggetti esaminati (tutti utenti internet), 396 mostrano segni di dipendenza).
Nello stesso anno, a Boston, USA, l'ospedale Maclean, facente parte dell'Università di Harvard, apre un centro per il trattamento della dipendenza da computer.
Nel 1999 la Dott.ssa Young apre la prima Clinica online per il trattamento di soggetti affetti da dipendenza dalla rete.
Nello stesso anno la "Student British Medical Journal" pubblica i criteri diagnostici per la dipendenza da rete, allo scopo di facilitare ai medici il compito di diagnosticare quella che sembra una vera e propria nuova patologia.
La software house Visionary2000produce un programma per combattere la dipendenza dalla Rete, chiamato "Getalife" (traduzione: fatti una vita).
Sui giornali spesso vengono pubblicate notizie di ragazzi colpiti da attacchi epilettici o altre sindromi in seguito ad una "eccessiva esposizione a videogiochi".
Che la net-dipendenza sia un fenomeno che può manifestarsi al livello di una vera e propria patologia, questo è fuori discussione, ma in tutto questo credo che sia fortemente presente una certa confusione tra coloro che, utilizzando la Rete, manifestano un disagio psicosociale e coloro che, per altri motivi, vogliono criminalizzare un mezzo che sta rivoluzionando la società.
I primi, a mio modestissimo parere, manifestano i loro disagi con questo mezzo, ma non è la Rete la causa dei loro problemi. Questa è solo un mezzo, uno strumento.
Per quanto riguarda i videogiochi, qualcuno ha cominciato invece a studiarli con lo scopo di farne tests psicodiagnostici.