Cosa deve fare la società in risposta ad omicidi come quello del piccolo Tommaso?
A cura di Dr. Massimo Fochi
Pubblicato il 03/10/2000
La quantità di tempo dedicata al sonno, per la maggioranza di noi è di 175.000 ore nell'arco della propria vita. questo straordinario impegno di tempo implica che il sonno assolve ad una funzione biologica cruciale.
a cura del dr. Vito Francesco De Giuseppe
La quantità di tempo dedicata al sonno, per la maggioranza di noi è di 175.000 ore nell'arco della propria vita. questo straordinario impegno di tempo implica che il sonno assolve ad una funzione biologica cruciale, ma quale sia questa funzione è una domanda che dà vita a molteplici risposte che vanno dalle presunte virtù salutari e ristorative del sonno all'ipotesi di come potrebbero essere stravolte le abitudini di un individuo se alcune delle ore che dedica al sonno le dedicasse ad altre attività.
Al sonno sono sottesi correlati fisiologici e comportamentali rilevabili ed analizzabili per mezzo di tre misure psicofisiologiche standard.
Nel 1930 fu scoperto che ci sono rilevanti variazioni nell'EEG dell'uomo nel corso di una notte di sonno.
Anche le onde dell'EEG caratteristiche del sonno sono generalmente ampie e lente, ci sono periodi caratterizzati dalla prevalenza di onde rapide e di basso voltaggio simili a quelle rilevate durante la veglia. Nel 1953 Aserinsky e Kleitman notarono sotto le palpebre dei soggetti che dormivano la presenza di movimenti oculari rapidi (REMs) durante i periodi di EEG con onde ad alta frequenza ed a basso voltaggio. Nel 1962 Berger ed Oswald scoprirono che durante gli stessi periodi di sonno si manifestava anche un blocco dell'attività elettromiografica dei muscoli del collo. Di conseguenza l'elettroencefalogramma (EEG), l'elettro-oculogramma (EOG) e l'elettromiogramma (EMG) diventarono le tre misure psicofisiologiche standard per la definizione degli stadi del sonno (Rechtschaffen & Kales, 1968.