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By Psicologia di Dr. Massimo Fochi
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Psicologia di Dr. Massimo Fochi guida dal 08-09-2000
Esistono alcune paure che non sono individuali e soggettive, ma sono paure e timori di tutta una collettività, emergono da quello che C.G. Jung definì "Inconscio Collettivo".
a cura del dr. Vito Francesco De Giuseppe
Esistono alcune paure che non sono individuali e soggettive, ma sono paure e timori di tutta una collettività, emergono da quello che C.G. Jung definì "Inconscio Collettivo".
Per fare un esempio: prima della scoperta degli antibiotici esisteva già la paura di contrarre malattie sessualmente trasmissibili come la sifilide. L'introduzione di farmaci che contrastavano efficacemente la patologia, non ha cancellato la paura che il sesso possa essere veicolo di malattie inenarrabili per la loro virulenza, trasferendo il tutto su una patologia nuova e subdola: l'AIDS.
In questo nuovo millenio un'altra terribile minaccia sembra sconvolgere i pensieri dell'umanità: il timore di una catastrofe nucleare, frutto della corsa agli armaenti e dello svilupo di una tecnologia non facilmente controllabile dall'Uomo.
In realtà la Paura fa leva su Una delle peggiori ansie dell'Uomo: la paura di ciò che non riesce a spiegare.
Il mezzo radioattivo, che prevede anche molteplici pacifici usi,
presente tutte le caratteristiche per rivestire il ruolo dello spettro terrbile che aleggia sulla comunità.
E' invisibile, ai più sconosciuto, difficile da controllare, le conoscenze relative sono patrimonio di una ristretta cerchia di scienziati, l'industria che se ne occupa produce materiale di scarto pericoloso, i rischi hanno una durata lunghissima, ma la caratteristica più importante è legata al modo in cui l'umanità ha preso conoscenza del'Energia Nucleare.
La prima voltà che si è sentito parlare di atomica, si faceva riferimento ad un impego che ha prodotto, morti distruzione e sofferenze lunghissime per la popolazione colpita. Ed ogni volta che si parla di Energia nucleare la mente non fa che ritornare alle immagini di devastazione che neanche chi aveva impiegato la bomba ebbe il coraggio di mostrare, temendo uan reazione negativa della opinione pubblica. Trsascorsero diversi mesi dalla fine della II guerra mondiale, prima che gli americani mostrassero le prime immagini di Hiroshima e Nagasaki distrutte.
La paura fa leva su qualcosa che è dentro di noi e che viene proiettata su un oggetto o su una situazione per poterla materializzare. L'animale sociale uomo, ma da alcuni esperimenti emerge che questo è riferibile a qualunque animale, non regge l'ansia e la tensione prodotte dal non sapere da dove viene il pericolo e dall'impotenza e dalla frustrazione del non poter far niente per difendersi.