Che serata gente!
Al Maurizio Costanzo, nella trasmissione dedicata a Carraro, abbiamo assistito ad una svolta nel modo stesso di concepire il nesso di causa-effetto.
Avevamo parlato, durante il mondiale, di multifattorialità nella spiegazione degli eventi complessi, ritenendo impossibile e semplicistico, comunque riduttivo, spiegare la disastrosa eliminazione dell’Italia da parte della Corea, facendo ricorso ad una causa unica.
Macchè, tutto da buttare.
Carraro ci ha spiegato, in una serata straordinaria, non solo per lo sport, ma direi per tutta la riflessione epistemologica contemporanea, che in realtà l’accadimento in questione non ha cause!
Vediamo come è possibile.
Lui, ovviamente, ci ricorda che ha fatto fino in fondo il suo dovere durante
il mondiale e inoltre, che è tornato ad occuparsi di sport solo (!) dal 97
(quindi di dimissioni nemmeno parlarne); Trapattoni, essendo un tecnico che
ha vinto moltissimo, è esente da colpe per definizione (dimissioni? E perché
mai?); i giocatori hanno dato tutto e non sono in alcun modo imputabili.
La spiegazione, avanzata da qualche geniale giornalista è stata, in fondo, la sorte,
il caso: “Se quella palla mancata da Vieri fosse entrata, adesso non saremmo
qui a…”
Come se la trama necessaria del reale non si attuasse sempre tramite episodi, contingenze, che però solo ad uno sguardo ingenuo o interessato possono apparire tali.
Ma forse abbiamo capito cosa si sospetta nelle alte sfere. Il povero Trapattoni, si ritiene, sia stato vittima, e noi con lui, di un terribile raggiro.
Ricordate l’acqua benedetta? Bene, può farsi strada il sospetto che non fosse autentica, che fosse stato truffato, e che, pertanto, la sorte ci sia stata sfavorevole proprio per questo.
Dice Battiato, “Povera Patria…”
Dr. Massimo Fochi









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