Cosa deve fare la società in risposta ad omicidi come quello del piccolo Tommaso?
A cura di Dr. Massimo Fochi
Pubblicato il 25/03/2003
Le ragioni ed i torti del no alla guerra
Vorrei avviare una serie di riflessioni sul “pacifismo”, fenomeno di vasta portata, a cui stiamo assistendo in questi giorni e che interessa un po’ tutti i paesi occidentali.
La prima cosa da osservare è che il pacifismo entra in azione solo quando sono gli USA ad entrare in guerra.
Ci sono, dicono gli specialisti, in questo periodo, alcune decine di conflitti nel mondo ma non ricordo alcuna manifestazione contro di essi. Curioso no?
Quando ci avviciniamo al fenomeno e cerchiamo di andare al di là degli slogan, percepiamo che i movimenti e le associazioni che lo alimentano sono altamente eterogenei nei fini che si prefiggono.
Quello che vorrei proporre in questo articolo è l’analisi delle diverse motivazioni ideali, la loro plausibilità in ambito politico e la loro possibile o impossibile convivenza.
Quando parliamo con gli amici “pacifisti” scopriamo che la critica alla scelta politica della guerra può avvenire sulla base di una contestazione:
1) del mezzo,
2) dei fini,
3) della sproporzione tra mezzo e fini
4) dell’inaccettabilità di alcuni effetti indiretti non direttamente voluti ma colpevolmente trascurati.
L'analisi di questi quattro punti potrà esser letta cliccando sulle link sottostanti. Ovviamente ogni apporto critico rispetto agli argomenti da me addotti sarà gradito.
Capiamo insieme i motivi di questa guerra