Cosa deve fare la società in risposta ad omicidi come quello del piccolo Tommaso?
A cura di Dr. Massimo Fochi
Pubblicato il 25/03/2003
Secondo una valutazione dei pericoli legati agli effetti indiretti
Gli effetti indiretti, successivi allo scatenarsi di un conflitto, possono davvero essere molti e non sempre prevedibili.
E’ questo un rischio reale, tipico dell’attività politica, che non mi sento di minimizzare né di sottovalutare.
Ad esempio può essere plausibile ritenere che a fronte di ripetuti interventi occidentali nel mondo islamico, possa esservi, come reazione immediata, un numero sempre maggiore di giovani arabi che decidano di entrare nelle organizzazioni terroristiche. Questo è il campo specificamente politico della capacità di prevedere come gli eventi si concateneranno e si evolveranno.
E possiamo legittimamente chiederci se, alla lunga, saranno più i danni derivanti da questa comprensibile reazione istintiva e nazionalistica o più i vantaggi derivanti dal tentativo (non privo per altro di rischi di rigetto) di esportare la democrazia. E’ ovvio che ci possono essere errori anche tragici nel calcolo di questo tipo di conseguenze e il sistema democratico si incaricherà di emarginare i politici che faranno scelte erronee.
Forse, nel caso di questa guerra, ancor più grave, potrebbe essere l’effetto secondario di affossare definitivamente la credibilità dell’ONU, in parte già compromessa, ma che resta l’unico luogo ove era possibile tentare una composizione pacifica delle controversie internazionali. Mi chiedo tuttavia se la responsabilità, di questo nefasto effetto secondario causato da questa guerra, sia da attribuire sola ad una certa, innegabile, arroganza dell’amministrazione Bush, o se non ci siano anche responsabilità russe e francesi.
Infatti con il loro paventare il diritto di veto e rifiutando ostinatamente di formulare, in sede ONU, minacce che risultassero credibili e magari persuasive per il Rais, hanno impedito alla diplomazia di esercitare tutto il peso che avrebbe potuto e dovuto avere. E mi chiedo, tanto per fare un po’ di dietrologia, c’entrano qualcosa i vantaggiosi contratti petroliferi stipulati da Putin e Chirac con il Rais di Bagdad?.