Ogni volta che ci avviciniamo alle feste viene naturale chiedersi perché mai le persone siano come prese da una febbre che le spinge ad acquistare. La risposta più banale potrebbe mettere in campo il ruolo della pubblicità e la coazione che la società dei consumi opera su tutti noi. Ma appare immediatamente l’insufficienza di questa risposta non appena si allarghi il nostro sguardo fuori dalla nostra società e fuori anche dal nostro tempo. I doni sono presenti, con un notevole valore simbolico, in ogni società e in ogni epoca.
In realtà la principale motivazione allo scambio di doni è favorire il legame sociale attraverso la tendenza a rendere palesi i legami presenti all’interno della società, a codificarli e in ultima analisi a rafforzarli.
La forza del dono consiste nelle coazioni che genera.
Una volta che si sia entrati nel “linguaggio” del dono è assai difficile uscirne senza subirne un danno di immagine. Non obbedire alla spinta verso la reciprocità può davvero usurare un legame fino a romperlo.
Ma oltre a questo, nel dono, possono ritrovarsi altri messaggi più oscuri. Ad esempio talvolta un regalo può essere fuori portata rispetto ad ogni tentativo di reciprocità (perché troppo prezioso) per chi lo riceve. E’ chiaro che in questo caso diviene uno strumento di potere che senza giungere a mercificare esplicitamente la benevolenza dell’altro, tuttavia lo incastra in una sensazione di obbligo da cui non è facile sottrarsi.
Dr. Massimo Fochi









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