Agli inizi del 900 Freud, il padre della psicoanalisi, in un celebre libro dal titolo “Studi sull’isteria” che scrisse in collaborazione con il suo amico e protettore Breuer, catalogò in una sindrome che definì “Isteria” una serie di sintomi, tra i quali: paralisi funzionali, fobie, mancamenti, variazioni improvvise di umore, scatti collerici ingiustificati. Egli intuì che probabilmente questa costellazione di sintomi era correlabile con gli eccessi di repressione che la sessualità puritana del tempo esigeva dagli individui.
In realtà oggi l’isteria , così come descritta da Freud è un fenomeno piuttosto raro. Tuttavia si può ricondurre a questo quadro clinico (ma non all’etiologia sessuale in senso stretto) una serie di disturbi che vengono catalogati con il termine di “Disturbi Alimentari Psicogeni”. Questi disturbi, purtroppo assai diffusi e non più solo nella popolazione femminile, sono diventati una delle patologie sulle quali si è accentrata la ricerca psicologia e scientifica di questi ultimi anni. Oltre alle problematiche individuali, questa vera e propria malattia, coinvolge anche i nostri stili di vita e i nostri riferimenti estetici, evidenziando come possa, talvolta, la cultura entrare in rotta di collisione con la natura fino a poter alterare il rapporto del soggetto con l’istinto di sopravvivenza.
Anoressia
Cultura e natura talvolta si scontrano.
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Pubblicato il lunedì 28 novembre 2005 in: Psicopatologia
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Dr. Massimo Fochi









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