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Psicoanalisi

Sulla melanconia 3

A cura di Dr. Massimo Fochi

Pubblicato il 04/11/2006

Ci siamo poi accostati alla descrizione del Lutto ed anche qui non sono mancate le sorprese.

Ci siamo poi accostati alla descrizione del Lutto ed anche qui non sono mancate le sorprese. Il Cordoglio è rappresentato dalla difficoltà, comune nella nostra vita psichica, di abbandonare vie di investimento già percorse. Il senso di realtà ci annuncia un’assenza, ma l’investimento non può venire sospeso di colpo perché la libido, resasi libera, allagherebbe, sottoforma di angoscia incontrollabile l’IO. L’esistenza dell’oggetto perduto, dunque, viene psichicamente prolungata. Tutti i ricordi  e le aspettative, con riferimento ai quali la libido era legata all’oggetto, vengono evocati uno a uno e il distacco della libido si effettua in relazione a ciascuno di essi. Ma a questo punto nasce un interrogativo. Per ammissione esplicita di Freud non è affatto semplice né evidente stabilire perché questo distacco debba essere così doloroso per quanto ci appaia ovvio e inevitabile. Infatti, al di là della gratificazione narcisistica connessa alla presenza dell’oggetto amato e degli affetti rassicuranti e protettivi che da esso ci giungono, si è indotti a ritenere che anche il ritiro libidico in sé comporti, per sua natura, una certa dose di sofferenza.

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Opinione postata il 2006-11-14 20:09:59
Gent.le Dott. Massimo, la depressione, come la melanconia, sono delle malattie gravissime, anche nelle forme più lievi, esse rendono insostenibilmente dolorose anche le più semplici azioni di routine quotidiana, non ci permettono di assaporare l’esistenza. Anche se si desidera ardentemente di guarire, la vita diventa così grigia e pesante per cui non ci attira nulla, nessuna cosa ci risolleva; il tutto sostenuto dalla percezione la propria caducità ed inutilità. La frase classica di riconoscimento fra depressi ed ex è : “Lo capisce solo chi ci è passato”. Ed il guaio è proprio questo, che essendo una malattia dello spirito altamente invalidante, ma curabile o contenibile, spesso viene sottovalutata, non curata anzi denigrata. Se fosse visibile i medici la curerebbero subito. Spesso le lunghe cure comportano spese esorbitanti che non tutti possono sostenere e come per certe droghe c’è il pericolo di ricadute. Non sono solo i lutti , la perdita del lavoro, le gravi delusioni che alimentano queste malattie ma soprattutto la solitudine o la denigrazione con cui la nostra moderna società spinge persone particolarmente sensibili od introverse a sentirsi inutili. I medici stessi spesso non la “riconoscono” , a volte vengono prescritte terapie o farmaci, che oltre ad essere insufficienti divengono dannosi . A volte non vengono prescritte terapie preventive nel caso di ricadute. Si può tenere a bada o guarire la depressione, ma per farlo bisogna riconoscerla. Il depresso non riesce a vederla, ma chi gli è vicino può aiutarlo molto standogli accanto con affetto, ascoltandolo pazientemente, anche se la cosa non è sempre facile. Il depresso annoia chi lo ascolta. A volte basta un gesto di vera amicizia ed amore per innalzare il morale. Bisogna aiutarsi cercando di non prendere decisioni od obiettivi troppo complessi e superiori alle proprie forze,. Obbligarsi a trovare un’attività od un hobby che possa farci sentire meglio. Uscire di casa, vivere il più possibile in mezzo alla natura, osservarla e goderla. sforzarsi di vedere il prossimo con altri occhi: ci sono sempre persone che stanno peggio di noi, perciò bastano dei piccoli atti solidarietà che possono aiutarle e farci sentire meglio con noi stessi. Il pensiero dentro di noi deve essere: “sono certo che ce la farò, tutto sommato non sono poi così male, amo e riesco a farmi amare”. Non bisogna seguire il proprio pensiero negativo, ma creare dell’autostima anche per mezzo di una modesta attività fisica, ascoltando musica, dipingendo, cucendo, cucinando trovando un sistema di gratificazione. Soprattutto non bisogna vergognarsi di chiedere aiuto perché abbiamo bisogno di cure e di sentirci ascoltati la depressione è solo una difficile malattia da cui si può realmente guarire. Saluti Da una ex depressa (spero!!..)
  • Oggetto: melanconia e depressione - Utente : charljette
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