Il lattante alterna stati di fame e di sazietà. Inizialmente fiducioso della propria onnipotenza, il bambino tenta di forzare la realtà creando allucinatoriamente l’oggetto appagante e quindi, con un verso la modificazione del reale, urlando e piangendo. Venendo sempre più a cadere la fiducia nella sua onnipotenza egli finisce col proiettarla sui propri genitori, e cerca quindi di riconquistarla partecipando o beneficiando di essa. E’ questa partecipazione rassicurante che può dargli il senso di essere amato e protetto. Ora dunque l’alternanza fisiologica di fame e sazietà si trasforma in assenza o presenza, annichilimento e riempiente rassicurazione. Ed è propriamente il blocco a questo livello arcaico di regolazione dell’autostima in funzione praticamente esclusiva degli appoggi esterni che ci viene testimoniato nella parola malinconia sia nel senso rassicurante e protettivo, che in quello frustrante e distruttivo.
Da MEL derivano infatti: da un lato MELETAO = curare, adoperarsi per, ricevere cure, e poi MELETE = cura, sollecitudine, ed infine MELO = sono oggetto di cura; mentre sull’altro versante abbiamo sia KOLASO = sono punito, soffro, CHOLOS = storpio, deficiente, mancante, con tutte le polivalenze già ricordate sia sul fronte fisico che morale.
Dr. Massimo Fochi









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