Cosa deve fare la società in risposta ad omicidi come quello del piccolo Tommaso?
A cura di Dr. Massimo Fochi
Pubblicato il 16/04/2007
Cronologia dei fatti.
Nel 1994 piazza fra l’agosto e il dicembre tre tubi-bomba, per un totale di 4 feriti e ingenti danni materiali.
Nel 1995 nel periodo che va dal 5 marzo al 26 dicembre compie 5 attentati, che come esito avranno un ferito e vari danni.
Nel 1996 due attentati, con un ferito sulla spiaggia di Lignano. Due anni dopo viene trovato un tubo bomba per la strada.
Nel 2000 si scatena e dal 6 marzo al 17 novembre, ci sono sette attentati che portano la sua firma, con due feriti. Comincia ad evolversi, dai tubi bomba che ha finora usato, passa all’uovo ed al tubetto di maionese con dentro l’esplosivo. La paura cresce e la psicosi pure!
Nel 2001 il cero esplosivo al cimitero di Motta di Livenza, un ferito.
Nel
Nel 2003 fa esplodere, come accennato, un ordigno esplosivo nella toilette sotto la Procura!
E’ uno che legge i giornali, guarda la TV e, quando nel gennaio del 2005 comincia una ‘fiction’ che si occupa anche di lui, si rifà vivo, con un ovetto, con dentro una sorpresa di plastica esplosiva, quella che uno studente prende a calci nel centro di Treviso. E’ il 26 gennaio del 2005!
Ma, quando recentemente colpisce una bambina che perde un occhio, una bambina coraggiosa, che, in Tv, tramite i genitori, gli dà del vigliacco, lui la subisce, si ferma, non ha più colpito…?
E’ pentito? Non voleva ferire una bambina? Non lo farà più?
Io penso che, contrariamente a quanto ha scritto qualche psicologo, una bomber NON si diverta a confezionare i suoi esplosivi, credo lo faccia con un profondo conflitto interiore, magari piangendo, perché sa che … sta per fare del male.
Ma insomma, chi penso sia UNABOMBER?