Cosa deve fare la società in risposta ad omicidi come quello del piccolo Tommaso?
A cura di Dr. Massimo Fochi
Pubblicato il 04/12/2007
Cosa succede in Italia?
Leggendo la sconcertante vicenda del Rom che diventa testimonial pubblicitario mi sono interrogato su cosa sta accadendo in questa nostra povera Italia che sempre più fatico a riconoscere. Il Rom non è detenuto in carcere, ma agli arresti domiciliari. Tuttavia, non è solo questo inaccettabile assurdo che rende possibile la scandalosa situazione, c’è qualcosa di diverso, di più vasto e di più grave alla base del fatto. Infatti, se osserviamo con attenzione le cronache di questi ultimi mesi, vediamo che altri personaggi hanno tentato la medesima operazione: trasformare la notorietà negativa derivante dalla cronaca nera o addirittura dalla carcerazione in pubblicità gratuita! Mi sembra che Vanna Marchi e Corona siano alcuni antecedenti “nobili” di questa vergogna. In realtà, anche in passato, si erano osservati fenomeni inquietanti dove si notava come alcuni fossero sensibili al richiamo che su di loro esercitavano persone portate alla ribalta dalla cronaca nera (ricordiamo il caso di Maso).
Ma come può accadere tutto questo?
Come è possibile che la carcerazione, la condanna di un tribunale, la colpa riconosciuta e sanzionata, un tempo causa di stigma sociale e di discriminazione (che, magari, si estendeva persino eccessivamente, fino a interessare la vita del reo anche dopo che la colpa era stata pagata) sia oggi completamente invertita nella sua valenza e nella sua lettura sociale?
Bisogna allargare ulteriormente la nostra ottica e riflettere sul fatto che viviamo in un tempo in cui, sempre più sovente, si inverte il rapporto, il nesso causale, tra effettive capacità e notorietà (di cui gli immondi reality sono la cartina di tornasole). Infatti, sempre più spesso, non si diventa noti perché bravi nel fare qualcosa, ma si deve imparare a fare qualcosa per giustificare una insulsa e vuota notorietà. Direi che assistiamo ad un ribaltamento valoriale sconcertante. Infatti, al vertice della piramide su cui sembra fondarsi la nostra attuale convivenza, si erge la Fama.
Nell’era della comunicazione di massa sembra che diventare famosi mondi da ogni colpa, da ogni altra considerazione, liberi e assolva da ogni critica morale o valoriale. Si può esibire il corpo, la sessualità (non libera ma mercificata!), il degrado, la violenza e forse, un giorno non lontano (perché no?) le torture e la morte in diretta, per cercare di ottenere il lasciapassare della FAMA. Se il giochino riesce, beh l’errore scompare, il male si dissolve, l’orrore degrada e l’eroe insulso del nostro tempo può ergersi nella sua maestosa nullità.
Poveri noi …