Cosa deve fare la società in risposta ad omicidi come quello del piccolo Tommaso?
A cura di Dr. Massimo Fochi
Pubblicato il 16/12/2007
Voglio dire qualcosa sull'utilità che potrebbe avere sui giovani l’esempio unico offerto da Maldini.
Cosa dire dopo l’ennesima impresa di questa squadra straordinaria?
Beh qualcosa voglio aggiungere e non fare il codazzo al coro dei commenti positivi, che certo condivido, su Kakà (certamente miglior giocatore al mondo) o su Inzaghi (straordinario bomber e miscela esplosiva di classe e impegno).
Voglio dire invece qualcosa sugli effetti psicologici che potrebbe avere sui giovani l’esempio unico offerto da Maldini.
La televisione non vuole più avere, da anni, gli argini di una finalità pedagogica che ne appesantiscano le progettualità e la programmazione. Da un certo punto di vista ciò è assolutamente comprensibile e sembra ripercorrere il cammino che anche l’arte ha compiuto nel passaggio dal Medioevo al Rinascimento, liberandosi dei vincoli salvifico-pedagogici che l’attanagliavano per trovare solo in se stessa i canoni della propria legittimazione.
Tuttavia questo ragionamento e questa analogia risultano parziali. Vorrei infatti riflettere sul fatto che la tv resta, anche suo malgrado, modello di riferimento, dimensione imitativa, specialmente e particolarmente attiva sulle menti dei più giovani. Insomma, anche se non vuole, la TV resta attiva nell’immaginario in formazione delle giovani generazioni e non può, anche se ci prova, rinunciare a essere “Maestra di vita”. Infatti lo sarà suo malgrado e in certi casi lo sarà in maniera sbagliata e distorta, ma non può non mostrare dei modelli comportamentali che verranno poi inevitabilmente imitati.
Dunque il problema se la tv debba o no essere pedagogica è mal posto.
L’unica alternativa è se debba veicolare modelli utili alla collettività e alla maturazione dei singoli o dei modelli che, vuoti di ogni contenuto, facciano del becero mostrare, urlare, imprecare, offendere il paradigma comportamentale per le nuove generazioni, ovvero la nuova cifra pedagogica del suo comunicare.
Diceva Watzlawick “Non si può non comunicare” ovvero due esseri umani, posti l’uno di fronte all’altro, anche se restano in silenzio continuano inevitabilmente a inviarsi messaggi, (se non altro un “non mi scocciare” comunicato dal mettersi a leggere il giornale)
Bene io credo di poter dire che qualcosa di analogo valga per la Televisione.
Non può non insegnare! Non si può far finta di non avere responsabilità pedagogiche facendo quel lavoro. Possiamo fare "come se" non ci fossero, ma con i danni mostruosi a cui stiamo assistendo su intere generazioni di ragazzi di oggi.
Bene Maldini è l’esempio virtuoso di quale luminoso modello possa veicolare la televisione e lo sport, se ben utilizzati.
Grazie di cuore grande campione ma ancor più grazie grande uomo!