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Psicobiologia

Incredibili anomalie.

A cura di Dr. Massimo Fochi

Pubblicato il 26/03/2008

Le sinestesie

foto intervento

Nel XIX secolo il cugino di Darwin, Francis Galton scoprì uno straordinario fenomeno. Alcuni individui, per altri aspetti assolutamente normali, ascoltando una nota musicale “vedevano” un colore! Il fa bemolle era azzurro mentre il do bemolle rosso. Questa strana alterazione sensoriale fu chiamata sinestesia. Si è poi scoperto che esiste un’altra categoria di sinestetici, ovvero persone che guardando dei numeri vedono colori. Il sei è verde, il cinque rosso e l’otto è giallo. Si è anche appurato che vi è una forte familiarità in questo disturbo.

Recenti studi e rigorosi esperimenti, condotti da Ramachandran, confermano che la sinestesia è un vero fenomeno sensoriale e che è relativamente diffusa. Si ipotizza che una persona su 200 ne sia affetta.

Sembra che la zona interessata, nella etiologia di questo disturbo, sia il giro fusiforme. In questa zona vi è sia l’area v4, destinata a elaborare i colori che, molto vicino, l’area che analizza la forma dei numeri.

Se però facciamo vedere a questi soggetti numeri romani non vedono colori!

Questo dimostra come non sia la quantità numerica a stimolare la percezione impropria del colore, ma solo la forma percepita.

Vi sono altri sinestetici a cui i giorni della settimana o i mesi dell’anno evocano i colori. Sono chiamati sinestetici superiori e poiché la funzione dell’ordinalità viene presunta nel giro angolare dell’emisfero sinistro si è ricercata in quella zona la matrice del disturbo. Infatti la localizzazione di questa variante dell’anomalia si trova nella giunzione parieto-temporo-occipitale (tpo) non distante dal giro angolare.

Quindi se la disfunzione (presumibilmente genetica) si esprime nel giro fusiforme si ha quello che si chiama “sinestetico inferiore”, se invece si esprime selettivamente ad un livello superiore, in prossimità del giro angolare si ha il “sinestetico superiore”, stimolato, nella sua singolare percezione, dal concetto astratto del numero e non dalla sua forma.

La diffusione della sinestesia risulta essere sette volte più frequente nella popolazione degli artisti. Perché? Il gene alterato della iperconnettività potrebbe non esprimersi sempre selettivamente e interessare altre aree dell’encefalo facilitando e stimolando fenomeni di creatività quali produzione di metafore e collegamenti originali tra fenomeni apparentemente non connessi.

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