
La Psicoterapia Ericksoniana è, semplicemente,
uno strumento per comunicare ed interagire
con la parte emozionale di una persona.
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E’ un mezzo rapido, per comunicare con la parte emozionale,
in quanto parla il suo stesso linguaggio
e si pone sulla sua stessa lunghezza d’onda.
Per capire il linguaggio che usa la parte emozionale
devo essere in grado di comunicare con lei,
affinché la comunicazione avvenga nei due sensi.
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La parte emozionale
possiede molti più dati della parte razionale,
circa 10 volte di più e questi dati,
che non vengono vagliati e filtrati a livello cosciente,
continuano ad essere immagazzinati
e ad interagire tra loro durante tutto il ciclo della nostra vita,
creando una enorme banca dati.
I dati assunti vengono catalogati, non secondo logica,
manbsp; seguendo unanbsp; analogia di suoni, immagini e sensazioni.
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Per fare un esempio:
a livello logico, io posso affermare che sto scrivendo su questa pagina che poi voi potrete leggere.
A livello analogico:
posso fissare il colore rosso di un quadro appeso alla parete,
che per analogia di colore mi porta all’immagine del drappo rosso
che il torero fa sventolare davanti al muso del toro nell’arena,
e poi al rosso del sole caldo che brucia la pelle,
già bruciore…
come quello che si può aver provato da bambini sbucciandosi il ginocchio, ma poi il bacio della mamma faceva passare tutto,
già la mamma…..
oddio oggi era il suo compleanno
ed ho dimenticato di farle il regalo!
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Il modo di procedere della analogia è in tutti le direzioni possibili,
dentro e fuori di noi.
I dati inoltre, interagiscono e si mischiano tra di loro
superando il limite dello spazio e delnbsp; tempo,
nel senso che nello stesso tempo
o in tempi immediatamente successivi (anche di frazioni di secondo) possono accadere delle cose
che a livello logico non potrebbero accadere.
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A livello logico
io sono qui che sto scrivendo e non posso essere lì con voi che leggete, a livello della parte emozionale (analogica)
posso essere contemporaneamente nei due luoghi.
A livello logico posso pensare al mio passato con rimpianto
ed al mio futuro con preoccupazione,
perché lo valuto attraverso il mio schema mentale ed i miei preconcetti,
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a livello emozionale analogico,
supero il limite dei miei condizionamenti
A livello emozionale analogiconbsp; posso rivedermi bambino,
adulto ed anziano,
come se entrassi in una macchina del tempo.
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La massima realizzazione della parte emozionale,
il suo film più espressivo, si ha nel sogno,
quando stacchiamo la spina dalla realtà razionale.
La psicoterapia ericksoniana può essere intesa come una serie
di parole chiave
e di comportamenti di sintonizzazione,
per accedere ai dati che possiede la nostra parte emozionale.
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La Psicoterapia Ericksoniana
è come un fiume che scorre,
che segue i procedimenti, le analogie del sogno
ma che viene portato a livello cosciente,nbsp;
è un sogno ad occhi aperti
in cui immagini, suoni, sensazioni non sono più solo quello che sono
ma stimolo per un sacco di collegamenti interiori
di altre immagini, suoni e sensazioni,
dove chi la riceve
è sempre pienamente padrone della sua integrità psico-fisica,
solo che la sta vivendo ed affrontando attraverso le sue emozioni.
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E’ un po’ come quando sfogliamo un vecchio album di fotografie
(che è una forma di regressione nel tempo spontanea)
Se lo facciamo lasciandoci coinvolgere dalle foto che vediamo
e se addirittura noi riviviamo i momenti di quella foto:
se rivediamo persone che non ci sono più, le percepiamo, le udiamo
e, magari addirittura, siamo là anche noi in quello spazio ed in quel tempo: ebbene noinbsp; siamo in unnbsp; sogno ad occhi aperti.
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Per interromperla è semplice:
basta che richiudiamo quelle pagine e tutto vola via,
perché noi sapevamo,in qualsiasi momento, che erano cose
che appartenevano all’universo dellanbsp; nostra memoria.
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La psicoterapia ericksoniana è semplicemente un qualcuno,
che con la sua presenza,nbsp; ci accompagna
a fare tutto questo, quando da soli,
innbsp; quelnbsp; momento nella nostra vita non abbiamo la forza per farlo.
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Ma non è solo un guardarsi indietro,
ma, un guardare in ogni direzione della nostra esistenza,
indietro, nel presente e nel futuro,
alla ricerca della essenza della vita e dei suoi significati.
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I ritmi della psicoterapia ericksoniana
ricalcano il funzionamento della parte emozionale:
la sintonia dei suoni, delle immagini, delle sensazioni, la respirazione, il tono della voce, le parole usate come assonanza, la libera elaborazione dei dati proposti, il modificarsi dei gesti e delle parole in base ai desideri e reazioni di chi la riceve,
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Chi lanbsp; riceve diventa un compagno di viaggio
di una strada che si compie insieme.
Le tecniche sono infinite, ma la vera tecnica è una non tecnica, è una sincera comunicazione delle nostre emozioni,
perchè in questo tipo di rapporto sono acuite,
al massimo livello, nelle due direzioni
(da parte di chi la fa e da parte di chi la riceve)
la percezione dell’altro.
per cui quello che si comunica lo si deve provare dentro.
altrimenti non si riesce che a rimanere alla superficie delle cose.
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Nella psicoterapia ericksoniana,
sono fondamentali, proprio perché suscitano emozioni:
un parlare per immagini, per tonalità di suoni e per percezioni interiori,
e per metafore,
che danno un coinvolgimentonbsp; indiretto a chi le recepisce,
che non sentendosi preso direttamente in mezzo,
ha l’opportunità e il tempo di trovare,nbsp; alla fine,
quello che stava cercando,nbsp;
in quello che si racconta e che si vuole trasmettere.
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Dove sono contenute le metafore?
Le metafore siamo noi stessi,
quando parliamo del nostro inconscio,
del nostro mondo interiore senza veli,
quando parliamo per emozioni,
suoni che si modulano
e non suono monocorde chenbsp; è linguaggio solo razionale,
percezioni interiori e immagini che sono dentro di noi.
Le metafore sono quando parliamo non per ragionamenti o convenienza ma, usando il linguaggio del cuore.
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Le metafore sono storie,
immaginario che diviene terapia,
lanbsp; trama dì un film che ci ha coinvolto,
il linguaggio fantastico del film del Sogno,
un viaggio che sentiamo ancora dentro di noi,
descrizioni di un qualche cosa che ci appartiene.
Le metafore sono suoni,
una canzone,
le parole,
che non sono più solo parole
ma, che diventano uno stimolo per un sacco di collegamenti interiori
e che generano altri suoni, altre voci, altre immagini, altre percezioni.
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E da quell’enorme serbatoio della vita
possiamo attingere nuovi stimoli,
nuovi sogni da realizzare nella vita di ogni giorno,
e possiamo riappropriarci del nostro paradiso perduto.
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Riproduzione riservata Gilberto Gamberini
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foto riprodotte a fini didattico esplicativi
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