La Depressione "Chiamatemi Mimi"

Ci sono canzoni che esprimono realtà, che ci fanno soffermare sulla realtà della Depressione, su quel “mal della vita” che tormenta un po’ tutti nel corso della esistenza, e che spesso viene superato, quando si esauriscono i motivi che lo hanno generato, ma che per qualcuno, più fragile degli altri, diviene un punto di non ritorno...Quando i pensieri hanno la stessa tinta dei neri capelli e quando quel camminare su un ponte e quel guardare giù, diviene ipnotizzante, fino a farti pensare che quel gran salto ti liberi da quella oppressione interiore che non sopporti più, e non c’è nessun Angelo che ti trattiene.

La Depressione Chiamatemi Mimi

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Interprete Mia Martini

Testo De Gregori

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Ci sono canzoni che esprimono realtà, ci sono canzoni che ci fanno soffermare sulla realtà della Depressione, su quel “mal della vita” che tormenta un po’ tutti nel corso della esistenza, e che spesso viene superato, quando si esauriscono i motivi che lo hanno generato, ma che per qualcuno, più fragile degli altri, diviene un punto di non ritorno.

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Quando i pensieri hanno la stessa tinta dei neri capelli e quando quel camminare su un ponte e quel guardare giù, diviene ipnotizzante, fino a farti pensare che quel gran salto ti liberi da quella oppressione interiore che non sopporti più, e non c’è nessun Angelo che ti trattiene.

A volte potremmo essere noi quegli angeli, e non occorre essere psicoterapeuti per aiutare qualcuno.

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Cosa lo spinge laggiù, oltre il non ritorno, nelle terre del silenzio, dove l’acqua scorre senza far rumore?

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Il quotidiano di tutti noi, piccole e grandi delusioni, dissapori, dolori, amori persi, un successo o una occasione mancata, un senso di incolmabile incomprensione e solitudine, mancanze, disistima, fragilità, elaborati a spirale nel chiuso della mente, che quando occupano tutti gli spazi diventano insostenibili.

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Ma tu comunque esisti

Sarà che tutta la vita è una strada con molti tornanti,

e che i cani ci girano intorno con le bocche fumanti,
che se provano noia o tristezza o dolore o amore non so.
Sarà che un giorno si presenta l’inverno e ti piega i ginocchi,
e tu ti affacci da dietro quei vetri che sono i tuoi occhi,
e non vedi più niente, e più niente ti vede e più niente ti tocca.
Sarà che io col mio ago ci attacco la sera alla notte,

e nella vita ne ho viste e ne ho prese e ne ho date di botte,
che nemmeno mi fanno più male e nemmeno mi bruciano più.
Dentro al mio cuore di muro e metallo dentro la mia cassaforte, dentro la mia collezione di amori con le gambe corte,
ed ognuno c’ha un numero e sopra ognuno una croce,
ma va bene lo stesso, va bene così. Chiamatemi Mimì, chiamatemi Mimì.
Per i miei occhi neri e i capelli e i miei neri pensieri,
c’è Mimì che cammina sul ponte
per mano alla figlia e che guardano giù.
Per la vita che ho avuto e la vita che ho dato,
per i miei occhiali neri,
per spiegare alla figlia che domani va meglio, che vedrai,cambierà.

Come passa quest’acqua di fiume che sembra che è ferma, ma hai
voglia se va,come Mimì che cammina per mano alla figlia, chissà dove va.
Sarà che tutta la vita è una strada e la vedi tornare, come la lacrime
tornano agli occhi e ti fanno più male,

e nessuno ti vede, e nessuno ti vuole per quello che sei.
Sarà che i cani stanotte alla porta li sento abbaiare,

sarà che sopra al tuo cuore c’è scritto “Vietato passare”,

il tuo amore è un segreto, il tuo cuore è un divieto,
personale al completo, e va bene così.

Chiamatemi Mimì, chiamatemi Mimì.
Per i miei occhi neri e i capelli e i miei neri pensieri,

c’è Mimì che
cammina sul ponte
per mano alla figlia e che guardano giù.

Per la vita che ho avuto e la vita che ho dato,per i miei occhiali neri, per spiegare alla figlia che domani va meglio, che vedrai,
cambierà. Come passa quest’acqua di fiume che sembra che è ferma, ma hai
voglia se va,come Mimì che cammina per mano alla figlia, chissà dove va.

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Vedrai, vedrai…non so come , dove o quando, vedrai che cambierà,

forse non sarà domani,

ma un bel giorno cambierà…

Riproduzione dei testi ai soli fini didattici e informativi&#nbsp; e non commerciali

Gilberto Gamberini

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Pubblicato il lunedì 28 febbraio 2005 in: Psicoterapia DEPRESSIONE

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