
Il paradosso è una contraddizione tra due livelli logici diversi.
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Nell’interazione umana non conta tanto il contenuto del paradosso,
ma l’aspetto relazionale della comunicazione.
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Nel paradosso la comunicazione che viene data al paziente
non si può né eludere né capire chiaramente.
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Il paziente è spiazzato nella sua logica e diventa recettivo ad altre suggestioni.
Milton H. Erickson diceva: “L’inaspettato può sempre fare deragliare dei pensieri!”
All’università un professore prese dire: “A me non piace…”
Erickson non gli lasciò finire la frase e disse: “Neanche a me piace la neve!
E poi, la cosa meravigliosanbsp; è che non ci sono due fiocchi di neve uguali!”
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Il paradosso è una modalità di comunicazione che si adatta all’inconscio del paziente,
in quanto l’inconscio elabora le parole in modo diverso, analogico, e con minore senso critico.
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Il paradosso fornisce al paziente degli input mentali inconsci
che allargano le sue potenzialità e le sue prospettive.
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Il paziente viene messo in una situazione insostenibile dal punto di vista razionale,
per cui deve cercare naturalmente scampo nella parte emotiva.
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Il paradosso è una contraddizione logica
che, se giunge del tutto inaspettata,
spiazza il paziente
e lo porta a cercare rifugio nella parte emotiva inconscia,
dove può trovare una possibile soluzione al suo problema.
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Il paradosso obbedisce alla legge del tutto o niente,
nel senso che funziona quando viene immediatamente recepito
oppure non funziona per nulla,
in tale caso, si cercheranno altre modalità di comunicazione con quel paziente.
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Quando funziona ottiene dei risultati macroscopici
che vanno al di là delle aspettative stesse del terapeuta.
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Spesso il paradosso rappresenta un abile intuizione
da parte del terapeuta
che, per distogliere il paziente da una logica che lo imprigiona,
deve parlare in modo non logico ed emotivo,
usando la stessa lingua dell’inconscio.
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Spesso il paradosso avviene per caso
in altre parole non è pensato non è strutturato a livello razionale
ma emerge spontaneamente, dalla parte emotiva
che dobbiamonbsp; imparare a conoscere e lasciare emergere.
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fonte Gruppo Giunti Firenze maggio 2002 dal libro Ipnosi: dilatare la mente per conoscere e trasformare la realtànbsp;Autore nbsp;Gilberto Gamberini
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fotonbsp;riprodotte a fini didattico educativi nbsp;
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