
Quando il Bullismo diventa violenza fisica e psicologica
nbsp;
nbsp;
Piccoli drammi vanno in scena ogni giorno, soprattutto a scuola, senza che gli adulti si accorgano di nulla. Dalle derisioni alle offese verbali, dalle prepotenze alla vera e propria violenza fisica, sono tanti i gesti racchiusi sottoil nome di bullismo, gesti sistematici che si possono trasformare in un incubo e provocare danni seri. Ecco spiegata la necessità di dedicare una guida a genitori e insegnanti che spieghi e aiuti ad affrontare il fenomeno.
Secondo il Prof. Caffo: “la guida al bullismo è stata necessaria perché la violenza fra coetanei in aumento dove manca un aiuto al ragazzo in difficoltà, la sua aggressività aumenta o verso sé stesso con comportamenti tesi al suicidio o verso gli altri, verso coetanei che non possono sfuggire”.
nbsp;
Omicidio e Suicidio Come Salvazione individuale e collettiva
nbsp;
nbsp;
PREPOTENZE IN AUMENTO
Gli episodi di bullismo sono diffusi e in aumento, come dimostrano i dati: nel 2002 un adolescente su tre (33,5%) rispondeva si alla domanda”si verificano minacce o atti di prepotenza nella tua scuola da parte dei compagni?” percentuale salita al 35,4% nel 2004. Solo il 36% dei maschi fra i 12 e i 18 anni dice di non aver mai picchiato o minacciato qualcuno, quota che arriva al 70% per le femmine, mentre il 23% dei ragazzi confessa di aver fatto entrambe le cose. Sono segnali d’allarme raccolti da Telefono Azzurro, dal suo osservatorio privilegiato, ma le reali dimensioni del fenomeno sono incerte, perché gli atti del bullo restano per lo più avvolti dal silenzio delle vittime, che si vergognano o hanno paura.
CONSIGLI UTILI AI RAGAZZI
La nuova guida appartiene alla collana Quaderni, che raccoglie opuscoli legati alle principali tematiche del disagio e più in generale alle problematiche tipiche dell’infanzia e dell’adolescenza quali i loro diritti, le paure, il rischio depressione. Il quaderno sul bullismo fornisce appunto una serie di indicazioni pratiche a genitori e insegnanti, in modo da individuare la vittima e il suo persecutore. Il primo è un soggetto debole, spesso solo, insicuro, incapace di difendersi. Il fatto di non avere amici, di tornare a casa con vestiti sgualciti e oggetti rovinati, il timore di andare a scuola, potrebbero essere una spia del problema. Il bullo invece, è il più forte, è irascibile, ha un forte bisogno di potere, trova difficile rispettare le regole, prende in giro, offende pesantemente, minaccia, rimprovera, danneggia le cose, usa anche la violenza. Ma anche il comportamento del bullo può essere una spia di altri problemi.
Per avvicinare i ragazzi al tema del bullismo è stato studiato all’interno del quaderno un inserto corredato da vignette e scritto in modo semplice per spiegare loro che cosa ènbsp; il bullismo fornendo una serie di consigli utili, tra cui la raccomandazione di aprirsi e parlare con i genitori, gli insegnati o gli amici. Ai ragazzi che sono testimoni impotenti di questo fenomeno si spiega invece, di non lasciare solo il compagno, di rifiutarsi di partecipare, anche solo passivamente, ai dispetti e di rivolgersi per aiuto a un adulto.”
nbsp;
Fonte telefono azzurro
nbsp;
Marina freguentavanbsp; le scuole elementari,
era una ragazza timida, dolce, dallo sguardo limpido.
nbsp;
Parlò la mamma per lei
“ sono cose da ragazzi, il bambino che l’ha colpita ha molti problemi .ednbsp; io non voglio infierire, ne ho parlato con Marina Marina è intelligente le ho detto che deve essere superiore ho parlato con la madre di quel bambino Marina si è chiusa in se stessa ha ripreso a fare la pipì a letto ed è per questo motivo che l’ho portata da lei”
nbsp;
Feci uscire la madre.
nbsp;
“Tua madre ha ragione bisogna essere superiori manbsp; a volte si perde la pazienza, è vero Marina? Sai Marina, anche Gesù una volta la perse quando scacciò i mercanti dal tempio A volte le parole non bastano Da quando tempo quel ragazzo ti tormenta? .A volte abbiamo paura e quando ci sentiamo piccoli ed indifesi torniamo, senza rendercene conto, indietro nel tempo, quando dipendevamo completamente dagli altri .ed allora,magari, torniamo a fare la pipì a letto Cosa vorresti che tuo padre facesse per te in questa situazione cosa vorresti che facesse tua madre .cosa vorresti che facessi io?nbsp; Ti ho fatto un sacco di domande..rispondi solo a quella che vuoi rispondere .a quella che per te è la più importante”
nbsp;
Marina cominciò a parlare, parlònbsp; a lungo a ruota libera, descrivendo continue angherie, minacce, furti, piccole e ripetute violenze verbali e fisiche, delle quali non aveva mai parlato alla mamma, perché quel bambino aveva minacciato
di picchiarla ancora di più e di fare del male ai suoi genitori.
Ultimamente a quel bambino si erano uniti anche due altri bambini,
di un’altra classe che lo spalleggiavano.
Il gruppetto un giorno l’aveva spinta verso i bagni e li avevano cercato di toccarla.
Non aveva mai raccontato questo episodio ai genitori,
perché se ne vergognava ed era stata minacciata,
se lo avesse fatto.
nbsp;
nbsp;“ .E’ da quando che è iniziata la scuola che è sempre così, la mamma ha ragione ma quello li, non capisce niente, se gli parlo mi fa del male, se sto zitta mi tormenta, qualunque cosa faccia lui mi fa del male so che ha dei problemi .ma io vorrei che tu gli dessi un cazzotto!”
nbsp;
Io risi
“non rido di te Marina e neppure per quello che mi hai detto rido perché ti confiderò un segreto quando ero in prima media c’era un ragazzo più piccolo di me sembrava fragile come una foglia eppure tirava certe sventole io me le ricordo ancora mi sconfiggeva ogni volta alla fine fui costretto a rispettarlo e a lasciarlo in pace ”
nbsp;
Era una stoia inventata ma per Marina poteva essere una buona storia.
nbsp;
“Rido perché io le ho sempre prese, non le ho mai date, ero irruente, la vera forza è dosare le proprie forze, proprio come faceva quel ragazzo ma a me mancavano le basi..non conoscevo le arti marziali ”
nbsp;
“Ti piacerebbe imparare qualcosa del genere non per fare del male ma per difenderti dal male
in modo che il male cessi per sempre?”
nbsp;
nbsp;
“Io faccio danza non so se la mamma mi manderebbe lei insiste sempre che devo capire .”
nbsp;
“SI Marina è giusto capire ma tu sei stufa di capire A scuola d’ora in poi stai sempre vicino a ragazzi e ragazze più grandi fai amicizia con loro evita di restare isolata .stai vicini ai tuoi insegnanti .Ora è il momento che tuo padre, tua mamma, i tuoi insegnanti ed io risolviamo questa situazione questa è la mia promessa che manterrò cascasse il mondo Diamoci la mano Posso parlare di quello che mi hai confidato con i tuoi genitori? Si? Bene! Ed allora se me lo permetti fai entrare mamma e papà ti do questo album di fotografie sulla Cina così conoscerai un mondo che non conosci ancora un mondo in cui anche un piccolo uomo può imparare a difendersi dal male Lo sfoglierai mentre aspetterai in sala d’aspetto.”
nbsp;
Quando Marina uscì, parlai ai genitori, che erano ignari della entità del problema di Marina, che continuasse da così tanto tempo, e degli sviluppi sgradevoli che aveva avuto.
Li sollecitai a compiere immediatamente delle azioni concrete.
nbsp;
I genitori fecero immediata denuncia alla locale stazione dei carabinieri, era un gesto dovuto per informarli di una situazione di fatto ed avrebbe costituito un precedente.
Subito dopo parlarono col la Preside della scuola e con gli insegnanti, informandoli della denuncia, e sollecitandoli a prendersi cura di Marina, evitando che la bambina restasse isolata e sola, alla portata delle angherie di quel bambino e degli altri due che lo spalleggiavano.
Invitai i genitori a parlare con le madri degli altri compagni e compagne di scuola, affinché si creasse una cornice protettiva di altri coetanei intorno a Marina durante le ore scolastiche.
nbsp;
Se le cose non fossero migliorate e cessate entro brevissimo tempo, li invitai a trasferire la bambina in un’altra scuola.
nbsp;
Non era una fuga, ma c’è un limite oltre il quale anche un bambino, con tutto il suo buon senso ed equilibrio, non può sopportare.
Ed inoltre c’era una promessa tra me e Marina, un impegnonbsp; che dovevonbsp; soddisfare.
nbsp;
Dopo un mese Marina ritornò, mi fece vedere tutta soddisfatta una posizione di difesa di karate che aveva imparato, alla scuola di arti marziali a cui il padre la aveva accompagnata.
nbsp;
Non fu mai necessario usarle, perché Marina era una ottima attrice e quando si metteva in posa di difesa, faceva un sacco di urli e di sbuffi, che mettevano paura e che avrebbero scoraggiato chiunque.
nbsp;
L’amore e la protezione che sentì Marina intorno a se fecero il resto, e l’anno scolastico terminò nel migliore dei modi.
nbsp;
Non parlammo mai della sua enuresi notturna, perché non si ripetè mai più.
nbsp;
Il terapeuta non ha verità assolute da rivelare,
ma una sua verità,
che non è più vera di quella del paziente,
ma,
il terapeuta
può cogliere,
che emerge dal paziente
e fargli riacquistare credibilità e tono
nbsp;
nbsp;
Riproduzione riservata Gilberto Gamberininbsp;nbsp;
nbsp;
1369









Anteprima del commento