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Possessione Psicoterapia FOBIE

Gli Artigli del Passato Atto II I riflessi automatici del Bene

A cura di Gilberto Gamberini

Pubblicato il 31/08/2005

Io vorrei… che questi pensieri che non ci servono più li buttiamo fuori da noi…. abbiamo aperto la finestra ...Questi pensieri...li facciamo uscire dalla finestra aperta, li facciamo mangiare da Diana, il cane che prima accarezzavi...Mi servo di quello che ci circonda, perché anche se paradossale e fantastico, Giuseppe lo accetta e lo allontana da una realtà sgradevole. Quello che importa è la sua reazione. Giuseppe prima di iniziare la seduta aveva accarezzato il cane con grande e inconsueto entusiasmo, e quindi ho ricalcato il gesto. La descrizione scenica e fantastica di quello che fa il cane è quello che mi aspetto che poi faccia Giuseppe, ma così in modo metaforico e scenico, Giuseppe non viene preso di mezzo direttamente, e diviene spettatore del suo problema....li ha frantumati tra i denti e poi li sputa fuori....Un cane ragiona in modo molto semplice "cosa ne faccio di questi pensieri, per me sono inutili, e allora dopo averli frantumati... li sputa fuori". Allontaniamo, fisicamente da noi, con un gesto della mano che li spinge lontano, tutto quello che non ci serve...il riflesso condizionato, di un male immaginario o di un male reale, che comunque esso sia, allontaniamo da noi... per sempre... chiudendo dietro quei pensieri che sono usciti da quella finestra... la nostra disponibilità a raccoglierli di nuovo. A volte non è necessario capire, e sviscerare tutto quello che ci accade, a volte è sufficiente tenerci lontano e allontanare tutto quello che ci tormenta....Quel peso sul collo, mi dà fastidio sentire quella cosa che mi pesa, quell'incudine di ferro che mi portavo dietro dovunque, che m'impediva di correre, che m'impediva di volgere il capo in quella direzione, che mi rendeva i giorni e le notti pesanti... ora che è uscita da quella finestra... ora che non c'è più... mi rendo conto della sua completa inutilità. “ E mi rendo altresì conto che il mio corpo ha questa nuova forza, che può tendersi come arco e la mia anima può lanciarsi, come freccia, in un cielo infinito, che è ancora tutto da scoprire, tutto da conoscere, e mi rendo conto che i miei occhi in quel cielo diventando dello stesso azzurro cominciano a vedere molto più lontano ……..". "Non so se quel peso avesse avuto una funzione, non so chi ce lo l'ha messo, non so da quanto tempo e li... ma so, semplicemente, che non serve…. che non serve a nulla... e senza quel peso la tua anima è libera di volare."....Ora puoi percorrere nuove strade... e nessuna ti sembrerà difficile... sarai come un elastico che vola" "via, via, via... e tutto si allontana... e nella lontananza le cose assumono un'importanza diversa... le cose più vicine ai nostri occhi, al nostro cuore saranno più rilevanti... altre, le più lontane, verranno dopo, se ci sarà tempo per farle...."Via, via... lasciamo che escano gli ultimi pensieri... apriamo ancora la finestra....ed ora rinchiudiamo quella finestra affinché non possano più ritornare... mai più". ....Tutto questo... nel tempo, diverrà automatico, diverrà un riflesso... appena sentirai delle idee di morte dentro di te... Aprire quella finestra per fare uscire un male e poi richiuderla affinché quel male non torni mai più... diventerà un riflesso automatico del Bene"....più frecce possiedi al tuo arco e meglio potrai difenderti... interrompi i collegamenti che prima si erano creati dentro di te, ora puoi crearne di nuovi...tieni solo quella piccola ansia quella piccola ansia positiva che ci fa aumentare l'aspettativa per le cose, che ancora non sono accadute, Teniamoci solo quella piccola paura…. quella piccola paura che ci permette di non farci male, di non essere avventati....Scava una trincea fra una e l'altra, in modo che quella tua piccola ansia e quella tua piccola paura, non possano stimolarsi a vicenda, e che la rincorsa di una non inciampi nell’altra...e la tua forza si può esprimere semplicemente con una carezza, una carezza che vorresti dare a Diana, al cane che ha frantumato tra i suoi denti quei pensieri che, pur essendo dentro di te, non ti appartenevano. " "Una carezza, che poi darai a tua moglie, la stessa carezza che poi darai ai tuoi figli, quando nasceranno, e che intanto darai ai tuoi nipoti, ad ogni bambino che avrai vicino, e anche a tua madre, perché è questo che tu senti dentro, è questo che tu hai nel cuore... ascolta il tuo cuore... e segui le tue emozioni ". "E lascerai definitivamente quelle idee che non ti appartenevano e quei pensieri che escano da quella finestra, cigolando, come catene del passato, e che mai più... mai più... facciano ritorno... lontano da te... per sempre...Ed ogni volta che tu aprirai quella finestra, ogni volta, vedrai uscire da te tutto quello che non ti appartiene, ed ogni volta che tu aprirai qualunque finestra, ritroverai la stessa sensazione di liberazione e di serenità che hai provato ora". "E così sarà sempre... con quel semplice gesto, farai uscire da te i pensieri che ti tormentavano e qualunque altra cosa che ti potrà disturbare in futuro". "Ed ogni volta che tu chiuderai quella finestra, impedirai a quei pensieri di ritornare, perché li lascerai fuori da te per sempre". "Ed ogni volta che incontrerai un cane per strada, avrai la stessa sensazione che hai avuto oggi, quel cane frantumerà quegli arcani pensieri che tormentavano, molto tempo fa, la tua vita". "Ed allora accarezzerai quell'animale, che come un altro te stesso, ha combattuto questa battaglia con te e per te". "E la tua anima, la tua mente, il tuo cuore, non solo saranno per sempre in sintonia tra di loro....

foto intervento

 

 

 

Io vorrei…

che questi pensieri che non ci servono più

li buttiamo fuori da noi….

 

Li facciamo uscire…

Guarda… abbiamo aperto la finestra

affinché tu ti renda conto visivamente  che tutto questo realmente succede.

 

Questi pensieri,

che tu sai benissimo quali sono....

e che io descrivo e traccio nell’aria con le mani,

li facciamo uscire dalla finestra aperta,

li facciamo mangiare da Diana,

il cane che prima accarezzavi.

 

Mi servo di quello che ci circonda, perché anche se  paradossale e fantastico, Giuseppe lo accetta e lo allontana da una realtà sgradevole.

Quello che importa è la sua reazione.

Giuseppe prima di iniziare la seduta aveva accarezzato il cane con grande e inconsueto entusiasmo, e quindi ho ricalcato il gesto.

 

La descrizione scenica e fantastica della finestra aperta

di quello che fa il cane

è quello che mi aspetto che poi faccia Giuseppe,

ma, così, in modo metaforico e scenico,

Giuseppe non viene preso di mezzo direttamente,

e diviene spettatore del suo problema,

anzi coautore e aiuto regista.

 

Guarda Diana ne ha già mangiati un po',

anzi osserva bene....

li ha frantumati tra i denti e poi li sputa fuori,

affinché quei pensieri inutili non restino dentro di lei.

 

Un cane ragiona in modo molto semplice

 "cosa ne faccio di questi pensieri,

per me sono inutili,

e allora dopo averli frantumati... li sputa fuori".

 

Allontaniamo, fisicamente da noi,

con un gesto della mano che li spinge lontano,

tutto quello che non ci serve,

tutto quello che non ci appartiene,

 

il riflesso condizionato,

di un male immaginario o di un male reale,

che comunque esso sia,

allontaniamo da noi...

per sempre...

chiudendo dietro quei pensieri

che sono usciti da quella finestra...

la nostra disponibilità a raccoglierli di nuovo.

 

A volte non è necessario capire,

e sviscerare tutto quello che ci accade,

a volte è sufficiente tenerci lontano

e allontanare tutto quello che ci tormenta.

 

 

Giuseppe:

"Quel peso sul collo....

mi dà fastidio sentire quella cosa che mi pesa,

quell'incudine di ferro

che mi portavo dietro dovunque,

che m'impediva di correre,

che m'impediva di volgere il capo in quella direzione,

che mi rendeva i giorni e le notti pesanti...

ora che è uscito da quella finestra...

ora che non c'è più...

mi rendo conto della sua completa inutilità. “

 

E mi rendo conto che  il mio corpo

ha questa nuova forza,

che può tendersi come arco

e la mia anima può lanciarsi, come freccia,

in un cielo infinito,

che è ancora tutto da scoprire,

tutto da conoscere,

e mi rendo conto che i miei occhi in quel cielo diventando dello stesso azzurro

cominciano a vedere molto più lontano ……..".

 

"Non so se quel peso avesse avuto una funzione,

non so chi ce lo l'ha messo,

non so da quanto tempo e li...

ma so, semplicemente, che non serve….

che non serve a nulla...

e senza quel peso la tua anima è libera di volare."

 

"Ora puoi percorrere nuove strade...

e nessuna ti sembrerà difficile...

sarai come un elastico che vola"

 

"via, via, via...

e tutto si allontana...

e nella lontananza

le cose assumono un'importanza diversa...

le cose più vicine ai nostri occhi,

al nostro cuore saranno più rilevanti...

altre, le più lontane,

verranno dopo......"

 

"Via, via...

lasciamo che escano gli ultimi pensieri...

apriamo ancora la finestra...

lasciamo che quei bui pensieri

si sciolgano alla luce del sole e sotto il suo calore...

ed ora rinchiudiamo

quella finestra

affinché non possano più ritornare... mai più".

 

"Tutto questo... nel tempo,

diverrà automatico,

diverrà un riflesso...

appena sentirai delle idee di morte dentro di te

non importa come sono nate...

non importa da dove vengono,

importa solo sapere che non sono le tue,

perché in quelle idee non ti riconosci...”

 

 

"Aprire quella finestra per fare uscire un male

e poi richiuderla affinché quel male non torni mai più...

diventerà un riflesso automatico del Bene".

 

"Aggiungiamo ancora altre cose...

più frecce possiedi al tuo arco

e meglio potrai difenderti...

interrompi i collegamenti

che prima si erano creati dentro di te,

ora puoi crearne di nuovi,

non più quell’ansia ostile  che alimentava la paura...

tieni solo quella  piccola ansia

quella piccola ansia positiva

che ci fa aumentare l'aspettativa per le cose,

che ancora non sono accadute,

Teniamoci  solo quella piccola paura….

quella piccola paura che ci permette di non farci male,

di non essere avventati".

 

"Scava una trincea fra una e l'altra,

in modo che quella tua piccola ansia e quella tua piccola paura,

non possano stimolarsi a vicenda,

e che la rincorsa di una non inciampi nell’altra".

 

"Invece di ascoltare le solite idee,

che descrivono solo una parte della realtà,

vorrei che tu cominciassi ad ascoltare il tuo cuore,

le tue emozioni, che tanto hanno da raccontare...

e nelle quali ti ritrovi, sempre."

 

"Devi cercare di esigere meno da te stesso...

puoi coltivare i tuoi sogni,

che possono continuare ad appartenerti,

ma, a volte, puoi trovare altre temporanee soluzioni,

mentre i tuoi sogni continueranno a restare dentro di te,

quello che importa e

che non restino, per tutta la vita, in un cassetto,

e la abbandonati…..".

 

"È bello avere dei sogni, è bello sentirli dentro,

è bella l'aspettativa che danno...

e sarà ancora più bello, il momento in cui li coglierai".

 

"I sogni realizzabili,

si realizzeranno col tempo,

e tu ora di tempo ne hai molto di più,

perché disponi di un tempo molto più lungo...

il tempo di ascoltare le emozioni del tuo cuore...

il tempo di realizzare le cose in sintonia con te stesso,

secondo il ritmo delle tue stagioni, delle stagioni del tuo cuore".

 

"Lo so.... è stato difficile uscire

dalla spirale in cui ti chiudevano i tuoi pensieri,

ma più difficile è un cammino,

e più siamo soddisfatti di averlo percorso

e di essere arrivati alla nostra meta".

 

"Una volta che sei arrivato al centro di quella spirale,

da quel centro puoi invertire l'ordine delle cose,

puoi invertire la direzione,

puoi cercare in altri spazi e in altri luoghi...

inverti quella spirale,

parte da quel centro e proiettati intorno a te, verso l'universo"

 

 

Quella spirale

è ora diventata un filo che si allarga in ogni direzione,

che percorre tutti gli spazi possibili

e che prende tutte le energie positive che trova nell'universo".

 

"E con queste energie, ti carichi, ti nutri

e prendi la tua forza...

e la tua forza si può esprimere, semplicemente,

con una carezza,

una carezza che vorresti dare a Diana,

al cane che ha frantumato tra i suoi denti quei pensieri

che, pur essendo dentro di te, non ti appartenevano. "

 

"Una carezza, che poi darai a tua moglie,

la stessa carezza che poi darai ai tuoi figli,

quando nasceranno,

e che intanto darai ai tuoi nipoti,

ad ogni bambino che avrai vicino,

e anche a tua madre,

perché è questo che tu senti dentro, è questo che tu hai nel cuore...

ascolta il tuo cuore... e segui le tue emozioni ".

 

"E lascerai definitivamente quelle idee

che non ti appartenevano

e lascierai che quei pensieri 

escano da quella finestra,

cigolando, come catene del passato,

e che mai più... mai più... facciano ritorno...

lontano da te... per sempre".

 

"Ed ogni volta che tu aprirai quella finestra,

ogni volta, vedrai uscire da te

tutto quello che non ti appartiene,

ed ogni volta che tu aprirai qualunque finestra,

ritroverai la stessa sensazione

di liberazione e di serenità

che hai provato ora".

 

"E così sarà sempre...

con quel semplice gesto,

farai uscire da te i pensieri che ti tormentavano

e qualunque altra cosa che ti potrà disturbare in futuro".

 

"Ed ogni volta che tu chiuderai quella finestra,

impedirai a quei pensieri di ritornare,

perché li lascerai fuori da te per sempre".

 

"Ed ogni volta che incontrerai un cane per strada,

avrai la stessa sensazione che hai avuto oggi,

quel cane frantumerà quegli arcani pensieri

che tormentavano, molto tempo fa, la tua vita".

 

"Ed allora accarezzerai quell'animale,

che come un altro te stesso,

ha combattuto questa battaglia con te e per te".

 

"E la tua anima, la tua mente, il tuo cuore,

non solo saranno per sempre in sintonia tra di loro

ma tu sarai completamente

sereno e tranquillo con te stesso".

 

Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

 

 

Foto riprodotte a fini didattico esplicativi

 

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