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Ragazzi ...Bruciano i banlieu Brucia la speranza del futuro

A cura di Gilberto Gamberini

Pubblicato il 07/11/2005

Brucia la speranza di riscatto dalla miseria. Brucia la delusione per un benessere che è sempre più un miraggio soffocato dal scivolamento lento in una depressione profonda che non è più solo individuale ma collettiva. Brucia insieme alle auto la frustrazione quotidiana dei più che non comprendono quanto accade. Oltre ai ragazzi delle periferie, sempre più estranei dalle loro periferie e dalle loro città, sempre più arrabbiati contro una società che non considerano la loro, contro una civiltà che non è la propria.Oltre a quei ragazzi ce ne sono altri come loro, ma occupati, che trascorrono la giornata rannicchiati nei metrò, alla ricerca di un improbabile spazio vitale, che combattono quotidianamente col denaro che non basta mai, con le continue scelte tra il voler fare e il non poter fare, tra i sogni che non si realizzano mai e la realtà, tra la scelta tra un cinema e una bistecca. Forse qualcuno di loro è anche proprietario di una piccola e scassata auto che si ritrovano bruciata in strada e che non potranno ricomprarsi mai...... Sparano sui poliziotti francesi, sui piccoli poliziotti francesi, a volte talmente giovani e inermi che sembrano ragazzine e ragazzini, nelle loro uniformi troppo larghe. Si aggrediscono i pompieri, che in Francia sono i primi ad arrivare, dotati anche di medici di pronto soccorso, che sono in prima linea sempre e da sempre, contro gli incendi e contro la morte. Fare agguati contro i pompieri è come sparare alla croce rossa e alla mezza luna verde. Curiamo questa pazzia e fermiamoci a discutere anche trascendendo i toni….come in una psicoterapia

foto intervento

Ragazzi

Bruciano i banlieu  Brucia la speranza del futuro

 

Brucia la speranza di riscatto dalla miseria. Brucia la delusione per un benessere che è sempre più un miraggio soffocato dallo scivolamento lento in una depressione profonda che non è più solo individuale ma collettiva.

 

Brucia insieme alle auto la frustrazione quotidiana dei più che non comprendono quanto accade.

 

Oltre ai ragazzi delle periferie, sempre più estranei alle loro periferie e alle loro città, sempre più arrabbiati contro una società che non considerano la loro, contro una civiltà che non è la propria.

 

Oltre a quei ragazzi ce ne sono altri come loro, ma occupati, che trascorrono la giornata rannicchiati nei metrò, alla ricerca di un improbabile spazio vitale, che combattono quotidianamente col denaro che non basta mai, con le continue scelte tra il voler fare e il non poter fare, tra i sogni che non si realizzano mai e la realtà, tra la scelta tra un cinema e una bistecca.

Forse qualcuno di loro è anche proprietario di una piccola e scassata auto che si ritrovano bruciata in strada e che non potranno ricomprarsi mai.

 

Ragazzi di strada sparano

 

Sparano sui poliziotti francesi, sui piccoli poliziotti francesi, a volte talmente giovani e inermi che sembrano ragazzine e ragazzini, nelle loro uniformi troppo larghe.

Si aggrediscono i pompieri, che in Francia sono i primi ad arrivare, dotati anche di medici di pronto soccorso, che sono in prima linea sempre e da sempre, contro gli incendi e contro la morte.

Fare agguati contro i pompieri è come sparare alla croce rossa e alla mezza luna verde.

 

Curiamo questa pazzia e fermiamoci a discutere anche trascendendo i toni….come in una psicoterapia….

 

Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

 

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