Io mi nutro di quello che trovo dentro di me
A cura di Gilberto Gamberini
Pubblicato il 06/07/2006
Non c’è ordine nei testi come non ce n’è nella vita, che ci riserva sprazzi di gioia seguiti da pianti e viceversa in un andamento del tutto casuale, espressione di un incomprensibile arbitrio.....nonostante tutto un cammino di speranza, nel quale tutte le avversità sono superabili grazie alla forza che l’uomo sa di poter attingere da fonti inesauribili: l’Amore, la Natura, Dio, nelle innumerevoli forme in qui si manifestano. Non ci resta che accogliere l’invito a vivere....Se una poesia serve per riappropriarsi del mondo esteriore e per comunicare il proprio mondo interiore è una buona e bella poesia. Auguro ad Alessandro che la sua poesia e la sua vita sia come una favola, col finale proprio di ogni favola..... perchè ogni storia può divenire una favola....
Alessandro Bon
Come gocce d’acqua in un mare di petrolio
Pag. 80 Prezzo 10 euro
ISBN 88-89243-32-5
Edizioni Progetto Cultura 2003
Roma 2005
Genere Poesia Psiche
Si può uscire dalla Depressione?.....si può uscire dalla Psicosi?....solo chi ha avuto quel problema ci può aiutare ad uscire da quel problema....
Gocce d’acqua in un mare di petrolio può essere letto come un ideale cammino in poesia volto ad evocare con naturale semplicità il percorso esistenziale di ciascuno di noi: tortuoso perché interrotto da frequenti dubbi ed ostacoli. Ma resta nonostante tutto un cammino di speranza, nel quale tutte le avversità sono superabili grazie alla forza che l’uomo sa di poter attingere da fonti inesauribili: l’Amore, la Natura, Dio, nelle innumerevoli forme in qui si manifestano. Non ci resta che accogliere l’invito a vivere. E a leggere.
che cerca di lavarsi
e che trova la morte.
I corpi straziati,
accalcati nelle fosse,
deformi dalle torture.
Le idee che portarono a ciò,
gli occhi dei dittatori,
ciò che fecero.
I loro volti.
Sia quelli dei carnefici,
come dei dittatori.
Una volta morti, però,
non dimenticarli Dio.
Lunghi silenzi,
giorni senza parlarci,
ore senza vederci.
Tu grande montagna,
tu infaticabile lavoratore,
tu uomo grande e Grande uomo.
Esempio di vita.
Vita passata a lavorare,
vita trascorsa ad amare.
Amare una donna,
amare due figli.
Calli grandi sulle mani,
fronte ampia e saggia.
Questo sei tu:
Padre mio.
Se una poesia serve per riappropriarsi del mondo esteriore e per comunicare il proprio mondo interiore è una buona e bella poesia.
Auguro ad Alessandro che la sua poesia e la sua vita sia come una favola, col finale proprio di ogni favola.....
perchè ogni storia può divenire una favola....
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Abbiate fede Il domani sarà meraviglioso...

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