Io mi nutro di quello che trovo dentro di me
A cura di Gilberto Gamberini
Pubblicato il 26/09/2007
La parola deve esprimere ciò che siamo…. Anche il corpo per raggiungere una piena sintonia lo dovrebbe fare….Osservare liberandosi dai preconcetti e dalle idee precostituite che ti impediscono di vedere....Il linguaggio dell’inconscio è lo stesso dell’amore, dell’amore carnale e di quello spirituale, è il linguaggio del paradiso perduto di Milton Erickson, un paradiso così vicino, che è dentro di noi e allo stesso tempo così inafferrabile e lontano, perché troppo a portata di mano. …..La comunicazione non verbale ....Il linguaggio della carezza .....Il linguaggio delle cose che esprimiamo…. Ogni cosa ci rappresenta e noi siamo rappresentati da centomila cose......Su Telesanterno TV dal lunedì al venerdì a partire dal 1 Ottobre 2007 alle 13,15 Replica notturna alle 01,15
Il linguaggio del corpo
deve esprimere ciò che siamo….
Anche il corpo per raggiungere una piena sintonia lo dovrebbe fare….
Non solo parole….
Potenzialità che abbiamo e non usiamo…

Milton H Erickson aveva la curiosità tipica degli scienziati e il tempo dei filosofi.
Se vuoi comprendere il mondo di un altro e se vuoi che l’altro comprenda il tuo, devi prima calarti nel suo……

Osservare liberandosi dai preconcetti e dalle idee precostituite che ti impediscono di vedere. E’ un concetto dolcemente ossessivo quello di Milton H. Erickson che accompagnerà tutta la sua psicoterapia e che iniziò fin dalla sua infanzia. Era forse quella la sua magia. Osservare, poter vedere al di la dei muri e delle apparenze.......ma non era lettura del pensiero....

Osservare con la mente libera per carpire i segreti del mondo…
Qualsiasi bambino riesce a farlo…
È una comunicazione non verbale Comunicazione sensoriale pura ….Dove sono i gesti dell'Amore? Perchè non mi baci.... mi prendi il corpo e non mi dai il tuo cuore... Forse è così che termina l'amore... il mio corpo può aspettare..... continuami a baciare.....A volte un bacio resta dovè sulla penna.... per un inchiostro che non scrive per un sogno che non vuole partire....

I sensi dell’amore e dell’inconscio
Cantico dei cantici…. dell'amore proclamato dalla donna in una reiterata formula di donazione e appartenenza reciproca: «Il mio amato è mio e io sono sua… Io sono del mio amato e il mio amato è mio....Occhi e orecchi si intrecciano spontaneamente, consapevoli che la parola è la via suprema della comunicazione...L'aquilone e l'austro col loro soffio cospargono di profumi tutte le scene estenuando l'olfatto. Ed è a questo punto che scatta l'abbraccio che si affida al linguaggio delle mani, del tatto e del contatto. Le dita dell'innamorato corrono tra le chiome della donna «simili a un gregge di capre» che mollemente «scendono dalle pendici del Galaad». ....il corpo è l'espressione della realtà della persona, è la nostra identità psico-fisica e della nostra comunicazione: per l'uomo della Bibbia, non abbiamo un corpo ma siamo un corpo...L’ascolto, l’immagine, la percezione delle cose: è il linguaggio dell’Inconscio. L’insieme delle parole, dei suoni, delle tonalità, dei soffi e dei respiri che si confronta e si fonde con la visualizzazione, che si può ottenere anche ad occhi chiusi, in una visualizzazione più profonda, degli occhi, cechi della vista, ma, sobri e recettivi del gusto, del tatto dell’odore delle cose. Il linguaggio dell’inconscio è lo stesso dell’amore, dell’amore carnale e di quello spirituale, è il linguaggio del paradiso perduto di Milton Erickson, un paradiso così vicino, che è dentro di noi e allo stesso tempo così inafferrabile e lontano, perché troppo a portata di mano. …..

Il silenzio rappresenta una grande comunicazione, quando tutti i nostri sensi sono concentrati sul corpo, su quello che esprime il corpo, quando fa affiorare l’anima e non la parola. Noi possiamo comunicare sul silenzio dell’altro, col nostro silenzio, quando rispecchiamo, quando facciamo da specchio contrario, e non più da modello, quando ricalchiamo col nostro corpo la comunicazione che l’altro esprime in modo non verbale....

Gli insegnamenti del papa Giovanni Paolo II... “in particolare, nel delicato settore della sanità, ci si sforzasse di essere tutti più umani: molto spesso una carezza, un sorriso e una parola .. aiutano i malati più di ogni altra cosa..”. Queste parole fanno venire in mente anche un altro papa, Giovanni XXIII "quando tornate nelle vostre case, fate una carezza ai vostri figli, e dite loro che questa è la carezza del papa" …..
In un mondo che enfatizza la superficie delle cose, dando loro un valore che altrimenti non avrebbero. In un mondo che non tocca l’anima. Che valorizza la cornice e non il suo contenuto. Si propongono valori superficiali ad una generazione, che invece cercherebbe altrove, ma non trovando questo luogo di fiaba… essenziale, si adatta e si vende per quello che trova. ....

Saper Osservare…
Il linguaggio di quello che rappresentiamo….
Il linguaggio delle cose che esprimiamo….
Ogni cosa ci rappresenta e noi siamo rappresentati da centomila cose …
Non occorreva chiedergli come stava bastava osservare i suoi quadri….

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