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Psicoterapia Suicidio Mal Amore

Una telefonata prima della psicoterapia può salvar una vita

A cura di Gilberto Gamberini

Pubblicato il 31/10/2007

una telefonata salva la vita, diceva una nota pubblicità....mai questa frase fu più vera....Accanto a telefonate che ci tormentano, pronte a venderci di tutto,alle quali non hai mai ilcoraggio di rispondere male,poveri cristi peggio di te ....stranemente aumentate dopo la legge della privacy....chissà poi come faranno ad avere numeri non in elenco.... Finalmente una telefonata che tutti vorremmo ricevere...alla quale vorremmo rispondere con sincerità...."come stai" "hai bisogno di qualcosa" ..."sto male ma non vorrei stare peggio" "sto male ...aiutami" ....prima di una psicoterapia...un gesto ...una parola....una presenza....può salvare la vita.....

foto intervento

una telefonata salva la vita, diceva una nota pubblicità....mai questa frase fu più vera....

 

Accanto a telefonate che ci tormentano, pronte a venderci di tutto,alle quali non hai mai ilcoraggio di rispondere male,poveri cristi peggio di te ....stranemente aumentate dopo la legge della privacy....chissà poi come faranno ad avere numeri non in elenco....

spiati anche in casa....

Finalmente una telefonata che tutti vorremmo ricevere...

alla quale vorremmo rispondere con sincerità....

"come stai" "hai bisogno di qualcosa" ..."sto male ma non vorrei stare peggio"

"sto male ...aiutami" ....

 

prima di una psicoterapia...

un gesto ...

una parola....

una presenza....

può salvare la vita.....

una presenza vera....

Copyright © 2004-2007 [Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti riservati.

Investire nel buon umore

Molte malattie presentano un conto in cui, oltre alle cure, compaiono anche costi di altro genere che hanno a che fare con le relazioni sociali e con il mondo del lavoro. ...... Come, per esempio, nella depressione, una condizione per la quale programmi di screening e di incoraggiamento alla cura migliorano sia il trattamento sia i risultati.

Conoscere per agire
...... Il National Institute of Mental Health ha invece scelto di uscire fuori da questo ambito per entrare nel luogo di lavoro e arruolare un campione di soggetti potenziali fruitori di un progetto di screening e di intervento pensato proprio per loro. Una strategia adatta anche per dimostrare eventuali miglioramenti non solo dei sintomi depressivi, ma anche della produttività lavorativa e della riduzione delle ore di assenza dal lavoro. Sulla base di un test, che chiedeva ai dipendenti di riportare eventuali sintomi depressivi, sono state selezionate 604 persone con depressione di gravità almeno moderata, escludendo condizioni più severe come tendenza al suicidio e particolari malattie mentali. Metà di loro è stata avviata a ricevere normali cure previste per la depressione, gli altri sono stati inseriti nel programma di intervento. Quest’ultimo contemplava il contatto telefonico e l’incoraggiamento a intraprendere un trattamento, psicoterapeutico e/o farmacologico che sia. Per chi era riluttante, rimaneva la possibilità di proseguire i contatti telefonici per seguire una psicoterapia cognitiva comportamentale. Nei successivi 12 mesi è stata monitorata la continuità del trattamento suggerito.

Risultati redditizi
I risultati non hanno tardato a mostrarsi. Innanzitutto tutti i dipendenti selezionati hanno portato a termine la proposta, permettendo un’analisi sul campione completo, a dimostrazione di una buona aderenza a proposte del genere. In particolare, nel gruppo avviato al programma già dopo sei mesi miglioravano i sintomi depressivi e il beneficio si manteneva fino ai 12 mesi. Grazie all’intervento, in ogni caso aumentava il numero di ore lavorate, ma in misura maggiore nei dipendenti che avevano aderito al programma specifico: due ore in più ogni settimana, equivalenti a oltre due settimane in più di lavoro all’anno. Inoltre gli stessi soggetti dimostravano una maggiore capacità di conservare il proprio lavoro, probabilmente perchè più motivati.
I vantaggi offerti da questo tipo di approccio, oltre a essere evidenti, hanno anche delle motivazioni rintracciabili nel sostegno psicologico e negli stimoli offerti dagli operatori. Il contatto telefonico è servito anche per far conoscere ai dipendenti depressi che esistono delle possibilità di trattamento che hanno dietro linee guida valide e supportate da evidenze cliniche, un approccio utile per superare barriere motivazionali e cognitive che spesso limitano l’accesso alle cure. Utile anche per il datore di lavoro che, a conti fatti, beneficia di un aumento della quantità di lavoro svolto dal dipendente, avviato a un programma del genere, con un valore in termini economici superiore ai costi diretti dell’intervento stesso. A conti fatti, la salute resta ancora una volta il miglior investimento.

fonte Simona Zazzetta DICA33

Fonte
Wang PS et al. Telephone screening, outreach, and care management for depressed workers and impact on clinical and work productivity outcomes: a randomized controlled trial. JAMA. 2007 Sep 26;298(12):1401-11
Wells KB, Miranda J. Reducing the burden of depression: building villages for coordinated care. JAMA. 2007 Sep 26;298(12):1451-2

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