Tele+ ricorda Radio Alice

Chiudeva 25 anni fa una delle radio più controcorrente dell'etere bolognese

12/03/2002 - Speciale da non perdere, martedì 12 marzo alle 21.00, su Tele+Bianco (in replica domenica 17 su Tele+Grigio): la nota pay-tv ripercorrerà la breve storia di Radio Alice, emittente “controcorrente” dell’etere bolognese che, pur essendo vissuta soltanto poco più di anno, ha segnato la storia della città, concludendo le proprie trasmissioni il 12 marzo di venticinque anni fa, in concomitanza di tragici eventi che hanno contraddistinto l’epoca. Per una spiegazione più dettagliata di che cosa successe in quegli anni e di quali furono i motivi che portarono alla chiusura di Radio Alice, riportiamo un articolo pubblicato a pag. 8 de Il Resto del Carlino di domenica 10 marzo 2002.

“Un quarto di secolo. Esplose in quel 1977 che pare così lontano un
movimento diverso, antagonista della sinistra classica e dissacratore della
sua capitale simbolo, Bologna. Scriveva sui muri: «Decreto lo stato di
felicità permanente». I germi erano stati seminati nell’occupazione della
Fiat Mirafiori del 1973, azione spontanea di operai stufi di una lunga
vertenza contrattuale, iniziativa condannata dai sindacati e dai partiti.
Nascono le prime assemblee autonome nell’anno nel quale il Pci, dopo il
golpe in Cile, si converte all’idea del compromesso storico con la Dc. I
gruppetti che contestano da sinistra i sindacati confederali tendono a
saldarsi con un proletariato urbano di «non garantiti». Non a caso l’idea di
Radio Alice risale all’anno successivo, il 1974. «Durante un viaggio in
Irlanda avevo visto che in un pub avevano, sul retro, una radio di
quartiere», racconta Maurizio Torrealta, uno dei fondatori, che ora lavora a
Rai news 24. «Andai a proporla a Franco Berardi, Bifo», ricostruisce.
Bifo, il teorico, aderì con entusiasmo. «Ci battevamo contro la dittatura
catto comunista», ha spiegato a posteriori. Maurizio Torrealta andò in
bicicletta a comprare in un mercatino del surplus militare un trasmettitore
di carro armato. Un ex obiettore, Valerio Minnella, garantì l’assistenza
tecnica. Nel febbraio del 1976 cominciano le trasmissioni, con due
caratteristiche fondamentali, l’assenza di palinsesto e la diretta. «Fin dal
primo giorno collegammo il telefono al mixer», ha spiegato Minnella,
«chiunque poteva telefonare e dire quello che gli passava per la testa,
discorsi politici, ma anche vieni a mangiare da me stasera».
In un articolo per il Manifesto Bifo ricostruisce l’ostilità della sinistra
tradizionale: «Allora il Pci diceva con tono dapprima paterno, poi burbero,
poi aggressivo, infine agitando il bastone: ragazzi piantatela. Con le
vostre radioline, credete di fare delle cose buone e invece che cosa
succederà?».
Il 17 febbraio 1977 Luciano Lama non riesce a parlare all’università di Roma
occupata. L’11 marzo a Bologna viene ammazzato lo studente di Lotta Continua
Pier Francesco Lorusso, dopo che il Movimento ha tentato di interrompere
un’assemblea di Comunione e Liberazione. Gli spara alle spalle un giovane
carabiniere. Alle 13 e 30 Radio Alice dà la notizia dell’uccisione.
Si scatena la rivolta, vetrine in pezzi, spari alla stazione, un agente
ferito. Il 12 i compagni di Pier Francesco Lorusso tentano di manifestare in
piazza Maggiore dove si tiene la manifestazione sindacale di protesta per i
fatti dell’11. Sfondano il muro del servizio d’ordine del Pci, ma al
fratello del morto, Giovanni, viene impedito di avvicinarsi al microfono.
Nel pomeriggio le forze dell’ordine tentano invano di riprendere il
controllo della cittadella universitaria. Alcuni colpi di arma da fuoco
sfiorano il capo della mobile. Radio Alice è la voce della rivolta in
diretta. I ribelli svaligiano un armeria. La polizia chiude l’emittente alle
23, quando gli scontri si sono già placati. Alle sei le autoblindo della ps
entrano nel cuore della zona universitaria.
La frattura a sinistra è un baratro. «Non vogliamo spiegarci, non vogliamo
scusarciper la ribellione che abbiamo dentro e fuori, da ora in poi, la
nostra testa», scriveranno poi «molti compagni» pubblicati da Bertani.
Nell’anno di sangue 1977 muoiono altri giovani.
Giorgiana Masi, per mano della polizia a Roma. L’agente Custrà fulminato
dagli autonomi a Milano. Tragici dagherrotipi incisi nella memoria. Ma è
davvero così lontano il ‘77? Bifo non sembra convinto.
Radio Alice rinascerà prossimamente come tv locale, piccolo Davide contro i
Golia globali.”

Lorenzo Bianchi

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Pubblicato il lunedì 11 marzo 2002 in: Satellite

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