A cura di Nicola Franceschini
Pubblicato il 20/03/2006
Il noto indice di rilevazione radiofonica presenta limiti in ambito locale
18/03/2006 - Da www.puntocomonline.it
Sta per concludersi il primo ciclo 2006 di Audiradio, l'unico indice di rilevazione radiofonica, spesso oggetto di critiche ma fortemente atteso da tutte le emittenti iscritte. Fu il programma "Striscia la notizia", poco più di dodici mesi fa, a lanciare il sasso contro la presunta scarsa attendibilità di queste indagini, appoggiata da emittenti che, all'epoca, sembravano essere penalizzate dai dati. In alcuni casi, il risultato cambiò nel corso del 2005 e, come sempre accade quando l'esito volge in positivo, le polemiche si assopirono. Ciò non muta tuttavia le carte in tavola. Audiradio, pur attraversando una fase che prevede un allargamento del campione e la sperimentazione di un meter, si basa su un sondaggio telefonico ed il risultato può portare a distorsioni sensibili ai fini del risultato finale. Talvolta, con la compiacenza delle emittenti stesse.
La società guidata da Felice Lioy (nella foto al centro) permette l'iscrizione di qualsiasi stazione, nazionale o locale, concedendo alle stesse la scelta delle province su cui farsi rilevare. Più il bacino è ampio, più il costo del servizio lievita. Oggi quasi tutte le radio, oltre alla modulazione di frequenza, trasmettono in streaming sul web, abbattendo barriere di segnale e permettendo un potenziale ascolto in tutto il mondo. Alcune di essere dispongono anche di diffusione satellitare. Di certo, è difficile raggiungere grandi numeri se la trasmissione Fm non è presente - l'ascolto via web preclude i tanti fruitori di radio in movimento, a partire dall'automobile - ma il dato ottenuto può variare se aiutato da omonimie che spesso sfuggono all'utente interpellato al telefono.
Può essere considerato un caso se a Milano e Roma, la cui incidenza di telefonate è più alta rispetto ad altre città di provincia, sono iscritte decine di emittenti, alcune delle quali nemmeno marginalmente ricevibili? Tra i dati settimanali del capoluogo lombardo, si possono calcolare almeno 172 mila contatti quantomeno improbabili, se non giustificati dall'ascolto via internet. Identificativi che potrebbero destare qualche dubbio sono quello della bolognese Radio International, quasi omonima del nome originario dell'attuale R 101; PaneBurroMarmellata, completamento ideale per una "colazione" a base di LatteMiele; la capitolina Radio Rock nella città in cui domina Rock Fm. Allo stesso modo, i numerosi romani dichiarati ascoltatori di Radio Sport Network potrebbero in realtà seguire il progetto Rete Sport o una delle tanti emittenti dedite al calcio presenti nella Capitale. Distorsioni, tuttavia, avvengono anche in senso opposto. Un caso clamoroso arriva da Ferrara. La città estense è dominata nei sette giorni da Lattemiele, ma al secondo posto - a sorpresa - si colloca Radio 105 Classics.
Il dato è quantomeno curioso, considerando che l'esperienza di questa rete in versione network si è conclusa oltre dieci anni fa. Forse gli interpellati hanno confuso la versione "oldies" (non presente in zona) con l'omonima e ascoltatissima Radio 105 Network? Sempre in Emilia, la padovana Italia Uno - Solo Musica Italiana supera a Bologna (dove non trasmette) la locale e consolidata Radio International, già citata - a sua volta - tra le iscritte a Milano, mentre l'inesistente Gamma Radio tallona la romagnola Radio Gamma, presente su tre frequenze tra città e provincia.
Il problema, al di là di facili denunce, non presenta risoluzioni immediate. Le emittenti "indagate", il cui elenco potrebbe proseguire, cercano la via del riscontro "gonfiato" utilizzando un metodo legale e pubblico (i dati sono scaricabili dal sito audiradio.it), pur con diverse falle che tuttavia sono difficilmente riparabili (il sondaggio telefonico può provocare distorsioni in qualsiasi settore, non soltanto radiofonico, mentre l'applicazione di un meter come avviene per la tv non è semplice in seguito alle molteplici possibilità di ascolto del mezzo). Del resto, la stessa Audiradio può giustificare contatti in zone non coperte dal segnale, grazie alla diffusione tramite nuovi canali quali il web, il satellite ed ora anche il digitale terrestre. E il tutto, presupponendo l'onestà dell'utente interpellato, le cui risposte e indicazioni non possono essere verificate.
A livello macro (nazionali e superstation), con un campione decisamente più ampio, il dato proposto da Audiradio risulta essere più attendibile ed il già posto problema dei doppi marchi (oggi applicato solo tra network e locali, e non tra locali omonime) potrebbe migliorare il risultato complessivo. Lascia alquanto perplessa, invece, la presenza (sporadica ma esistente) di identificativi semplici e anonimi, di cui non si conosce l'origine.
I dati annuali 2005 assegnano, per esempio, un valore prossimo ai 100 mila contatti settimanali alla padovana Dance Network. Al momento, nessuna emittente veneta risulta operativa con questo nominativo e l'unica possibilità di parziale omonimia (Radio Company Dance Network, seconda rete di Radio Company) fa parte di un progetto che ha chiuso i battenti già da alcuni mesi. Nell'eventualità della futura nascita di un'emittente con questo identificativo, Dance Network potrebbe proporre ai potenziali clienti pubblicitari un dato interessante, in realtà inesistente, ottenuto sulla base di interviste che hanno disorientato l'utente, confondendo la fantomatica emittente con altre radio dal contenuto o marchio simile.
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