In televisione il dj è meglio dei reality

Ma nel passaggio dall'etere al video la programmazione si sdoppia per raggiungere vari target

30/04/2006 - Da www.puntocomonline.it

Se oltre vent’anni fa c’era chi sosteneva che Video killed the radio star, oggi forse la tendenza si è capovolta. Sono sempre più numerosi i “televisivi” che preferiscono comunicare con un paio di cuffie ed un microfono e proprio la tv viene utilizzata per rinforzare l’attenzione verso programmi e format che rimangono strettamente radiofonici. C’è chi sostiene che che si tratti di una naturale evoluzione della web cam, ormai presente sui siti di diverse emittenti - network e locali - per mostrare, senza effetti speciali e nella più totale naturalezza, il dj in onda alle prese con mixer e strumentazioni da bassa regia. Di certo, è molto più genuina la radio vista in tv, rispetto ai tanti “reality” che lo spettatore televisivo sembra digerire con sempre maggior difficoltà.

Esempio lampante che conferma questo bisogno di spontaneità arriva da All Music. L’emittente del gruppo L’Espresso - evoluzione di quella che fu la Rete A di Peruzzo prima di finire nelle mani di De Benedetti - propone ogni mattino la diretta “senza filtri” di “Deejay Chiama Italia”, l’ormai storico e seguitissimo programma di Linus e Nicola Savino in onda dalle 10 a mezzogiorno che in tv mostra ciò che in radio non si sente, dal lavoro di redazione, ai discorsi pre e post-diretta di conduttori e ospiti. La formula sembra funzionare e non è escluso che tra le evoluzioni del prodotto ci sia quello di spostarlo al primo mattino nella prossima stagione, per renderlo fruibile anche a coloro che tra le 7 e le 9 fanno colazione e guardano di sfuggita la televisione. Lo stesso programma è trasmesso anche sulla satellitare Deejay Tv, canale ufficiale di Radio Deejay che propone versioni video anche di altri programmi del network, tra i quali la classifica “50 Songs” che ha trovato una collocazione ideale nel primo pomeriggio, creando concorrenza non solo alla “vicina” All Music, ma anche e soprattutto alla diretta concorrente Mtv.

Diversa la strategia adottata da Rtl 102.5. Il network di Suraci non ha creato strette sinergie (se non occasionali) tra radio e tv, ma ha realizzato due prodotti distinti - accomunati dal marchio - rivolti ad un pubblico decisamente diverso: più adulto quello della radio, caratterizzato da 30-40 enni che di giorno lavorano e si spostano in auto (e che quindi non possono guardare la tv); più giovane quello della tv, specialmente nel primo pomeriggio, dove gli studenti dominano tra gli utenti medi della fascia. In quest’ultimo caso, a prevalere sono l’hip-hop e la dance contemporanea, un’età anagrafica più bassa dei vj rispetto ai dj della radio ed una forte interazione via sms, strumento di comunicazione particolarmente amato dagli adolescenti, creando una sorta di chat che scorre ininterrottamente tra un videoclip e l’altro. I risultati non mancano tanto che, secondo Audiradio, Rtl 102.5 ha ottenuto di recente significative crescite d’ascolto, dopo alcune annate altalenanti.

La diversificazione del target è uno degli obiettivi anche in casa Radio Italia. Il network di Volanti dispone di due tv: VideoItalia e Radio Italia Tv. La prima, presente da diversi anni sul satellite, è diventata un prodotto distribuito da Sky (come Deejay Tv) e, in quanto tale, propone dirette in esclusiva rivolgendosi ad un pubblico più adulto. I giovani, studenti o neo-lavoratori che non possono permettersi il “lusso” della pay-tv, vengono orientati verso un palinsesto più adatto ai loro gusti - con tanto di conduttori classe ‘70/’80 - sintonizzandosi su Radio Italia Tv. Quest’ultima - disponibile anche in versione free sul satellite - si avvale di un circuito di affiliate via etere e copre ormai una fetta rilevante del territorio nazionale, posizionandosi come il “terzo polo” della musica, dopo le già citate Mtv e All Music.

Se abbiamo già parlato di video che non “uccide” le star della radio, si potrebbe addirittura azzardare che è la radio talvolta a salvare la televisione. È il caso di 24 Ore Tv, emittente de Il Sole 24 Ore che qualche anno fa si lanciò nell’infinito mercato del satellite con un canale “free” caratterizzato da diversi contenuti, ben fatto ma forse difficile da sostenere economicamente. Oggi il palinsesto appare più ridotto ma aperto a diverse finestre nei confronti di Radio 24, i cui principali programmi vengono riproposti in televisione, come si trattasse di una web cam che permette di osservare conduttori e ospiti, in uno spettacolo che di televisivo non ha nulla, ma che risulta comunque coinvolgente.

Situazione analoga per Radio Radicale, priva di una rete televisiva personalizzata, ma in stretta sinergia con Nessuno Tv, emittente vicina alla sinistra che dà spazio anche a iniziative della verde Ecoradio. Ogni mattina alle 7.30, il network di Pannella rende visiva la rassegna stampa di Massimo Bordin, uno degli storici ed imperdibili appuntamenti per gli ascoltatori della radio legata alla Rosa nel Pugno.

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Pubblicato il lunedì 01 maggio 2006 in: Archivio PuntoCom

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