
Cominciamo a distinguere la Felicità dalla Gioia, la prima dipende da un nostro atteggiamento mentale, da una nostra condizione interiore, ed è presente in ognuno di noi.
Mentre la gioia e l’allegria sono manifestazioni emotive che dipendono dall’esterno. Esse possono essere conseguenze della felicità ma non causa. Infatti possiamo fingere d’essere allegri e gioiosi ma è molto più difficile fingere d’essere felici.
Ma se la felicità è dentro ognuno di noi perché sembra così rara?? Il nostro cervello è pronto a generare felicità in ogni istante ma spesso prevalgono in noi ricordi e pensieri negativi .
Quindi per essere felici è necessario aiutare il cervello con un atteggiamento giusto, positivo, che agevoli la Felicità .
La Felicità è presente in noi sempre, essa si può celare anche nel dolore. Ogni stato d’animo emotivo come piacere, dolore, tristezza e gioia contiene in sé la possibilità della Felicità . Il pianto, se accettato, ci apre ad una considerazione più larga della vita.
Ma quale potrebbe essere un atteggiamento giusto???
Spesso siamo noi a porre condizioni alla Felicità , a renderci dipendenti e infelici, sempre alla ricerca di qualcosa che arriverà domani o meglio solo quando qualcos’altro si sarà realizzato.
Allora cominciamo ad accogliere le emozioni come tristezza, sfiducia e incertezza senza giudicarle e così aiutarle a sfumare, con un atteggiamento mentale diverso e positivo.
Potremmo approfondire l’argomento con dei vostri casi specifici. Per ora vi posso dire che la nostra Felicità dipende non da quanto abbiamo, ma da quello che siamo…
( da RIZA psicosomatica – Luglio 2006)
Deborah D'Emey









Anteprima del commento