
La depressione è, per definizione, un’alterazione del tono dell’umore.
Si distingue dalla tristezza perché è presente quotidianamente per almeno sei mesi.
Altri sintomi rivelatori possono essere: il pessimismo, disinteresse per il futuro e per i rapporti sociali, intensa nostalgia per il passato, apatia, chiusura in se stessi.
Ancora quando si piange per un nonnulla, ci si assenta spesso col pensiero, si ha una costante svogliatezza, e il fare qualcosa comporta uno sforzo enorme. La stanchezza è cronica, infine si diventa indecisi, ogni scelta diventa difficilissima e insormontabile.
Allora cosa fare??
Innanzitutto non drammatizzare, potrebbe anche essere solo un momento di tristezza passeggera.
L’importante non negare il disagio facendo finta di niente e sforzandoci di apparire felici e contenti. Tutto ciò rinforza la depressione. Se invece la depressione comincia ad ostacolare l’attività lavorativa o lo studio, e si comincia a stare soli allontanando chi ci sta vicino, allora forse è il caso di chiedere aiuto rivolgendosi ad un terapeuta.
Se riconoscete questi sintomi in un vostro amico, ecco cosa non dovreste fare:
- non spronatelo a reagire, sarebbe come chiedere a un bronchitico di smettere di tossire
- non sminuite il suo disagio
- non cercate di distrarlo a tutti i costi, l’essere spiritosi può produrre un benessere passeggero.
Al contrario:
- state vicino a chi soffre senza soluzioni né obiettivi. E’ importante saper accettare la propria impotenza
- condividete il momento del dolore senza enfatizzare il problema e senza sottovalutarlo
- suggerite possibili soluzione solo se richieste.
Infine, se riconoscete d’avere alcuni dei sintomi e volete capire il perché, cosa vi sta opprimendo, o soffocando, può essere di grande aiuto entrare nel respiro, entrare dentro di voi e ascoltarvi profondamente.
Deborah D'Emey









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