
Spesso ci chiediamo: qual è la paura più grande dell’uomo di oggi?
La risposta non è “la morte”, bensì la vita, il sentire, il lasciarsi coinvolgere totalmente, senza difese o resistenze.
Una risposta che sembra contraddittoria o equivoca; ma “vivere” non è scontato, per molti di noi è una conquista, spesso qualcosa che va re-imparato, con tutta la fatica che comporta lo scrollarsi di dosso le corazze difensive che ci siamo costruiti nel corso del tempo e il gettare in mare le maschere che spesso nascondono verità non comode.
La sfida più grande per l’uomo moderno sembra essere proprio quella di recuperare il proprio corpo, di riscoprirlo, sentirlo, per lasciarsi andare e vivere il piacere in tutta la sua profondità . Spesso i nostri preconcetti o le presunte verità inibiscono a tal punto la nostra sensualità e sessualità da farci sentire impotenti, insensibili o inadeguati.
Ma ricevere carezze, ascoltare le sensazioni interne, godersi un abbraccio sono esperienze corporee importanti per “nutrire” se stessi.
Dopo una vita trascorsa a controllare, giudicare, razionalizzare il respiro può far breccia nei condizionamenti, alterando i vecchi riferimenti che - pur essendo una difesa rispettabile - impediscono al flusso di energia di nutrire il proprio corpo con sensazioni intense e piacevoli. Aprirsi alla vita significa respirare la propria sessualità , la propria forza: non c’è piacere senza un respiro rilassato.
http://scuoladirespiro.com
Deborah D'Emey









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