UTE LEMPER: LA VITA IN MUSICA

Intervista

Servizio e foto Angela Platania

Uno degli eventi più significativi dell’estate 2004, inserito nella rassegna “Etnafest” organizzata dalla Provincia Regionale di Catania e dell’Apt, è stato senza dubbio lo spettacolo della cantante Ute Lemper. La Lemper, donna semplice ed acuta, lontana dal divismo, malgrado possa vantare una carriera ed una notorietà di tutto rispetto, si è concessa ad interviste e fotografie, rendendo piacevole ed interessante una conferenza stampa svoltasi in un clima piuttosto “caliente”.

Dodici anni fa lei si è esibita a Catania, cosa ricorda di quel periodo?

Da allora sono successe moltissime cose, siamo entrati in un nuovo millennio, ma la mia missione è rimasta sempre la stessa ed è quella di portare la musica dal vecchio millennio al nuovo e questo lo ho fatto attraversando la storia e i cambiamenti. Dal ‘92 ad oggi molte trasformazioni si sono prodotte nel mondo ed è per questo che sento sempre più forte la mia missione di ambasciatrice della musica. Inoltre ho fatto dei cambiamenti agli arrangiamenti della mia musica che sotto alcuni punti di vista rimane pura e sotto altri invece è stata modificata. Molti pezzi, soprattutto molti pezzi di Brecht sono contemporanei e stimolanti perché trattano di politica e trattano del sistema e possono essere trasportati nel nostro secolo, nel nuovo millennio.

Ute Lemper e Paolo Conte…

Ultimamente ho avuto proprio il desiderio di tradurre in inglese alcuni pezzi di Conte e mi sento veramente colpevole per il fatto che non ho mai cantato in italiano, ma purtroppo questa tendenza non va verso quella che è la direzione e il fluire della mia musica. Ho cantato in moltissime lingue in francese, in tedesco, in ungherese, in arabo e in moltissime altre ma ancora, e me ne vergogno, non ho cantato in italiano.

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Pubblicato il sabato 11 settembre 2004 in: Interviste

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