Cos'ha portato ReiKi nella mia vita ...

L'ho conosciuta su di una ML dedicata alla guarigione naturale. Mi ha colpito il suo approccio - assai poco diffuso, in verità - di apertura verso ciò che c'è e che più si confà alle nostre necessità "qui e ora". Mi ha colpito il fatto che lei, Floriterapeuta, non negasse o disconoscesse anche altre forme di autoguarigione, esplorazione, ricerca, riequilibrio energetico ....

Mi ha colpito perchè in questi anni ho
visto molte persone, impegnate anche seriamente in terapie e tecniche naturali,
rifuggire da ReiKi come se questo non fosse uno strumento da utilizzare -
soprattutto su di sè - ma un “concorrente” in grado di far “perdere
clienti”.

Allora le ho chiesto se aveva voglia di
condividere la propria esperienza con il viaggiotori del canale di superEva
REIKI e lei, gentile e disponibile come sempre, mi ha risposto
così:

Quando ho iniziato a sentir
parlare di Reiki, ero già una affermata floriterapeuta.
Da anni avevo scelto i rimedi floreali, per me e per
aiutare le persone a comprendere sè stesse, dopo essere passata attraverso
l’esperienza di alcune terapie alternative, che mi piacevano ma non trovavo
complete: i fiori erano quelli che mi stavano dando piu’ soddisfazione,
nella mia esasperata ricerca di un
metodo che non infastidisse la gente, che mi
chiedeva consiglio, che non “obbligasse” a fare qualcosa di strano, insolito. In
poche parole volevo aiutare la gente, rispettandone l’integrità individuale,
avendo capito che siamo tutti diversi e certe tecniche possono anche non essere
accettate per educazione, tabu’, convinzioni personali, e così non
funzionare.

Di Reiki si iniziava a parlare timidamente sui
giornali, e il mio spirito di S. Tommaso, che deve sempre provare di persona, mi
indusse a buttarmi nella ricerca: non fu semplice, perchè i Master non erano
molti, in Italia, ma quando venne il “momento giusto”, ne trovai due proprio
vicino alla mia nuova casa!

Ammetto che ricevetti il Reiki senza aver ben
chiaro cosa fosse, e senza effettivamente voler approfondirne la teoria, per
evitare paragoni o discussioni, dal momento che arrivavo da una pratica
quindicennale dello Yoga e altro, ma ero armata di buona volontà, molta
curiosità e speranza……

Devo dire che rimasi sorpresa dalla semplicità del metodo in sè, rallegrata dall’ambiente di accoglienza, che emanava
serenità, e il mio occhio professionale colse parecchie persone che approdavano
al Reiki come “ultima spiaggia”, e in questo lo paragonai all’uso dei Fiori di
Bach (che spesso le persone cercano quando sono ormai imbottite di medicinali
anche superflui), e apprezzai l’effetto simile ad essi che esercitava:
facilitare la comprensione del proprio disagio interiore, permettendo di
apportare una modificazione delle abitudini mentali, igieniche,
comportamentali, fino a godere di un benessere integrale…
Insomma, compresi
che il Reiki altro non era che un modo immediato per usufruire di quell’enorme
serbatoio di energia che c’e’ nell’universo, convogliandola adeguatamente per
rigenerarsi e trovare spunto per rivalutare la propria vita, evitando di
trasformarci in pile scariche.

Sono passati tanti anni, da allora, e non
smetto di essere felice per quanti scelgono di inserire questa opportunità nella
loro vita: non è una religione, non
è una tecnica invasiva nè richiede di comprare degli “ingredienti” speciali, è
applicabile ovunque e su chiunque; ha una sola
limitazione, funziona se si è abbastanza accorti e rispettosi di sè da
usarlo!!!

Mi piace, perchè chiede aiuto alla Natura, perchè riconosce che
gli uomini hanno tutti le stesse
capacità e non esistono privilegiati, perchè
offre a chiunque la possibilità di fare qualcosa di utile: troppo spesso,
infatti, la buona volontà viene dissuasa dalla mancanza di un metodo, sequenze
precise e veloci da apprendere.

Insomma, il caso (in cui non credo), e il
bisogno di trovare qualcosa di “comodo, immediato e semplice”, da consigliare a
chi vuole stare meglio, mi ha portato a conoscere ed usufruire del Reiki, che
ha la particolarità di poter essere
utilizzato assolutamente da solo oppure insieme a qualsiasi altra tecnica,
terapia, medicina e che quindi consiglio anche
con i fiori.
Ma in ultima analisi, mi rendo conto che cio’ che mi piace del
Reiki è soprattutto il fatto che rispecchia pienamente l’esortazione che
espresse il dr. Edward Bach, scegliendo i suoi rimedi: “non devi aspettare di essere guarito, ma GUARISCI
TE STESSO
“.

Gisella









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Pubblicato il martedì 13 febbraio 2001 in: REIKI vita quotidiana

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