Il corpo non è mai malato o sano, perché in lui si esprimono semplicemente le informazioni della coscienza.
Il corpo, di sua iniziativa, non fa nulla; esprime invece i messaggi e le informazioni della coscienza.
Il corpo di un uomo vivo deve la sua funzionalità proprio a quelle due istanze immateriali che noi in genere chiamiamo COSCIENZA (anima) e VITA (spirito).
La coscienza rappresenta l’informazione che si manifesta nel corpo e viene resa in questo modo visibile.
La coscienza si comporta nei confronti del corpo come u programma radiofonico nei confronti di chi lo capta. Poiché la coscienza costituisce una qualità non materiale, autonoma, non è un prodotto del corpo e non dipende dalla sua esistenza.
Quando il polso ed il cuore segnano un determinato ritmo, la temperatura corporea mantiene un certo calore, le ghiandole secernono ormoni ecc.; queste funzioni non prendono certo le mosse dalla materia, ma dipendono tutte da una corrispondente informazione che a sua volte muove dalla coscienza.
Quando le varie funzioni del corpo interagiscono in un determinato modo, si crea un modello che noi sentiamo armonico e che perciò chiamiamo salute. Se una funzione esce dai binari, mette più o meno in pericolo tutta l’armonia e noi parliamo allora di malattia.
Se una persona nella sua coscienza viene a mancare di equilibrio, questa situazione diviene visibile e sperimentabile nel corpo.
E’ solo l’uomo, quindi, che può essere definito ammalato, e non il corpo che diviene sede della manifestazione del male sotto forma del sintomo. Per chiarire: nelle tragedie in teatro, non è il palcoscenico ad essere tragico, ma il pezzo teatrale.
Silvia S. P.









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