Operatore bio naturale del benessere.

Gli atti del convegno organizzato a Bologna da SANA 2006.

Pubblico integralmente gli atti del Convegno
OPERATORE BIO NATURALE DEL BENESSERE, attualità e prospettive in Italia e in
Europa, ringraziando l’ufficio stampa di SANA che me ne ha fornito la copia.

Da anni mi occupo di qualità della vita e
benessere naturale; riconosco l’elevato grado di eticità che interessa la
categoria degli operatori e conosco le ragioni per le quali si incontrino, a
volte, elementi loschi e foschi ai quali l’assenza di regolamentazione consente
di operare malamente, ai danni di pazienti a volte troppo ingenui e a favore di
introiti ingiustificati e, spesso, illeciti.

Di rilievo, tanto che ve ne accenno in
anticipo, l’osservazione emersa nel corso del convegno, che la medicalizzazione
costituisca un danno, sia economico che sociale.

Altrettanto positivo trovo il messaggio che
conclude la rassegna degli interventi: “In
conclusione una legge nazionale è necessaria per garantire gli operatori seri,
per non far trasbordare i medici in campi che non sono loro appropriati e per
garantire il cittadini.”

Buona
lettura.

Silvia S.P.

Convegno


OPERATORE
BIONATURALE DEL BENESSERE

Attualità
e prospettive in Italia e in Europa

Organizzato da SANA

Sintesi

Il moderatore Erus
Sangiorgi
, responsabile del Centro di Metodologie Naturali (Riolo), medico,
porta i saluti del SANA, a cui il problema della naturopatia sta a cuore da
sempre: convegni sul tema sono organizzati da 14 anni, ma nonostante tutto
questo ancora non si è trovata una soluzione per una sistemazione ufficiale del
settore. A Sangiorgi non piace il nome “operatore bionaturale”, lo trova triste:
preferirebbe l’appellativo “operatore del benessere esperto nelle varie
discipline esistenti
”. Nel titolo che si è voluto dare al convegno è
sottintesa una forte necessità: i cittadini hanno bisogno di sapere che
l’operatore “bionaturale” abbia una seria formazione professionale, non possono
essere considerati operatori del benessere quelli che fanno corsi brevi e spesso
poco qualificati.

In Emilia Romagna è stata
approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale una legge che tuttavia non è
stata ancora applicata.

Altre Regioni hanno tentato
negli ultimi anni di fare leggi, ma il Commissario di Governo le ha tutte
impugnate, tranne questa, perché non fa rientrare l’operatore fra le professioni
sanitarie.

Il moderatore si chiede, e
gira la domanda ai partecipanti al convegno: perché questa prima legge
regionale non è operativa?
È così difficile rendere applicabile una legge
per i non-medici che lavorano nel settore?

Forse perché si lavora in
una terra di confine, la figura professionale da definire è molto specifica. Le
Regioni devono garantire queste figure professionali, visto che non si riesce a
farlo a livello nazionale. Altre Regioni si stanno nuovamente muovendo in tale
senso. Sangiorgi sottolinea anche che dovrebbe esserci un coordinamento fra le
Regioni in materia, ed una legge cornice a livello nazionale che indichi quali
siano gli ambiti professionali degli operatori bionaturali.

[continua]

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Pubblicato il sabato 30 settembre 2006 in: REIKI in Italia.

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