REIKI garantito.

Spesso, dialogando con insegnanti e praticanti di ReiKi, mi trovo a dibattere sul fatto, a dir poco increscioso, che ci siano persone poco etiche che nascondendosi dietro a belle parole e promesse di risparmio illudano chi vuole intraprendere la via del ReiKi.

Per fortuna ciò succede da quando ho incontrato ReiKi (1993) e per fortuna ho avuto la compagnia di ReiKi 24 ore su 24, minuto per minuto, da allora.

E’ così: all’inizio ReiKi sembra una cosa così straordinaria, e nello stesso tempo colpisce profondamente la semplicità con la quale l’energia vitale “passa” attraverso il palmo delle mani…

Poi si comincia a desiderare che tutto il mondo possa godere della sensazione di rinnovamento, di energia, di fiducia che si è scatenata.

Pian piano questo sentimento si ridimensiona, e così desideriamo che almeno tutte le persone che amiamo possano goderne.

O almeno quelle che amiamo di più e che magari ne hanno più bisogno

Questo è il processo che in genere nasce e si evolve nelle persone che incontrano ReiKi con una genuina volontà di migliorare.

Per fortuna, di solito, questi stati d’animo sono quasi fisiologici per entrare nel processo utile di ReiKi: sostenere ciò che è in essere e aiutarci a procedere nella direzione migliore per noi.

A volte capita che invece ReiKi innesti qualcuno di questi movimenti emotivi, e che le persone rimangano, come dire, INLUPPATE, in questo preciso stato.

Perciò, di solito in totale buona fede, cominciano a fare qualunque cosa per diffondere a chiunque le iniziazioni di ReiKi.

Il resto, va da sè, lo conoscete tutti: praticanti che iniziano a inventarsi Master, maestri che stabiliscono regole del tutto arbitrarie per mantenere vicino a sè persone bisognose di guida…

Ritengo che nell’ambiente di ReiKi capiti ciò che capita, normalmente, nella vita di tutti i giorni: ci sono persone con valori di un certo tipo e altre di altro tipo e alcune prive di valori sociali.

Perciò così come ci si deve muovere con attenzione e consapevolezza nella vita di tutti i giorni, occorre farlo anche nel “mondo di ReiKi”.

Con tranquillità, come quando si va da un nuovo dentista: non lo si conosce, ci si affida alle sue mani esperte e, se qualcosa non ci convince, lo mettiamo in discussione e non ci andiamo più!

Credetemi, è molto più semplice farlo che dirlo; senza contare che chi vuole fare bene e sul serio, se incontra malauguratamente qualche “reikista improvvisato”, prima o poi… mangia la foglia :-)

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Pubblicato il giovedì 17 maggio 2007 in: REIKI pratica e tradizione

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