In base alle tue esperienze, di REIKI puoi dire che:
A cura di Silvia S.P.
Pubblicato il 08/01/2008
Da un'opinione di una lettrice lo spunto per ulteriori approfondimenti.
Qui potete leggere l'opinione dalla quale siamo partiti per il ragionamento.
Gentile Cristina, grazie per aver voluto inviarci la tua opinione!
Mi farebbe piacere conoscere dove hai trovato accanimento e mancanza di rispetto, per giunta verso i volontari.
Mi sembra di scorgere una sorta di "processo alle intenzioni" e vorrei fugare questo dubbio.
In attesa di ricevere una tua ulteriore opinione, cercherò di spiegare con altre parole quello che nell'intervento, anzi, negli interventi, ho sempre sostenuto.
In primo luogo è necessario fare un distinguo: ReiKi come scelta di vita, come strumento permanente scelto per supportare il proprio processo quotidiano, e ReiKi come servizio offerto, come trattamento proposto sia per invitare a prendere lo strumento completo nella propria vita che per sostenere casi di emergenza o malati terminali.
E' un distinguo necessario, senza il quale non è possibile intavolare seriamente la discussione.
Perché un conto è la pratica di ReiKi, a sostegno di chi HA BISOGNO e da ReiKi PUO' TRARRE un importante sollievo e sostegno. Immaginiamo le tante richieste d'aiuto che arrivano spesso in rete, che coinvolgono tantissimi operatori di ReiKi dal 2°livello in poi, pensiamo ai tanti operatori sanitari che, con ReiKi alla mano (è proprio il caso di dirlo), sono impegnati affinchè questo sistema efficace e non invasivo sia usato anche nelle strutture sanitarie, e così via.
Un altro conto è quello di INSEGNARE una tecnica importante, semplice seppur complessa. Farlo seriamente (senza raccontare favole, senza interferire nel processo individuale delle persone) con integrità e onestà.
Questa è un'attività seria, ribadisco.
Se tante persone, molto spesso vogliose di consenso e riconoscimento, vestono i panni di benefattori perchè insegnano il ReiKi gratis (non conterei quelli che pretendono l'offerta libera: questa è una vera e propria IPOCRISIA che non prendo neppure in considerazione, in questo discorso) è un fatto che riguarda loro e i loro allievi.
Quando questi benefattori oltre a impartire informazioni e indicazioni su REIKI, sparano contro i professionisti di questa materia, con denigrazioni e male parole, riguarda anche coloro che professionalmente praticano l'insegnamento di ReiKi, però.
In 15 anni di pratica affianco a ReiKi ho potuto raccogliere da tante persone le esperienze da loro fatte con alcuni benefattori.
Dopodichè, se un maestro preparato e serio decidesse di offrire il suo tempo, la sua professionalità GRATIS sarebbe ovviamente una sua libera scelta.
Tuttavia è risaputo ed elementare che tutto ciò che si muove ha un riscontro; quale sia quello per i benefattori mi è dato solo supporlo. Quello che ho fin qui visto non depone, però, a favore di questa scelta.
Infine, ribadisco il concetto: la manipolazione, soprattutto in un settore come quello dell'energia vitale, dove sono coinvolti spesso passaggi emotivi, è sin troppo facile.
Gli insegnati, di qualsiasi materia, che sia ReiKi, Yoga o Bioenergetica (credetemi, ho aneddoti e testimonianze raccapriccianti anche in questi settori!) DEVONO essere preparati a gestire la relazione con gli allievi.
Il lavoro va proposto SOLO DOPO AVER SCELTO di viverlo su di sè.
Personalmente non mi fido di chi è intento a predicare la gratuità e inventarsi spese vive che gli altri devono pagare.
Esprimo il mio parere e accetto il fatto che ci siano persone che invece si trovano proprio bene con quel sistema.
Gradirei lo stesso rispetto per chi sceglie di onorare con lo scambio economico il rapporto con il maestro di ReiKi.
Mi pare il minimo, non credi?
In attesa di tue notizie ti mando un caro saluto!