
Il dipinto di Botticelli rappresentò a quel tempo il manifesto dell’Arte Alchemica. Nelnbsp;Rinascimentonbsp; la ricerca e la pratica spirituale presero due diversi orientamenti tra loro convergenti: la filosofia ermetica e l’arte alchemica. Entrambenbsp; prendevano spunto dallo studio dei testi antichi, sacri enbsp; profani, e tentarono, in forme diverse, dinbsp; sintetizzarenbsp; i processi di trasformazione della “Prima Materia”nbsp; (istinti, pulsioni e libido)nbsp; in una nuova forma di linguaggionbsp;esoterico eredenbsp;dell’Alchimia tradizionale fino ad allora conosciuta e praticata.
La prassi filosofica chenbsp;originò dall’Accademia fiorentina voluta da Cosimo de Medici e presieduta da Ficinonbsp;si tradussenbsp; in unanbsp;nuova scienza sacra, fondatanbsp;sulla memorizzazionenbsp; di concetti spiritualinbsp; in immagini geometriche, fortemente caratterizzate dall’uso di triangoli, quadrati e cerchi sovrapposti.nbsp;La capacità della mente umana di sintetizzarenbsp; contenuti complessi in simbolinbsp;sempre piùnbsp; difficili da comprendere per i nonnbsp; iniziati, venne portata alle estreme conseguenze da Pico della Mirandola e Giordano Bruno.nbsp;
Sul versante artistico si verificò parallelamente uno sviluppo in chiave iconografica dei teminbsp;spirituali trattati dai filosofinbsp;nbsp;che sfocia in una nuova e complessanbsp;visione della vicenda sacra, in particolare del ruolo salvifico della Madonna e del significato iniziatico racchiuso nella figura del Bambino Gesù. Lo scopo degli artisti che operarono tra il 1480 e il 1513 fu quello di esemplificare l’intero processo dinbsp; purificazione enbsp;trasmutazione nbsp;della materianbsp;da attuarsi attraversonbsp;la trasformazione del “vedere” innbsp; “percezione” consapevole e cognitiva.
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Il Manifesto
Sandro Botticelli realizza nel 1481nbsp; il Manifesto dell’Arte Alchemica, ovvero l’arte di rappresentare pernbsp; emblemi, metafore e allegorienbsp; un significativo dispiegamento di simbolinbsp;capaci di risvegliare l’interesse, la curiosità enbsp; l’anelito dell’anima di evolvere nella conoscenza dei meccanismi delal “Percezione”, chiamata dagli artisti “la vera Arte”.
Il “Magnificat” ènbsp;unnbsp;inno musicale alla grandezza dell’Anima del realizzato, del maestro spirituale che porta a compimentonbsp; la conoscenza dei quattro processi di trasformazione della “Materia” in Amore, Coscienza, Conoscenza e Perfezione. Nel linguaggio alchemico inbsp;tre stadi dinbsp;trasformazione degli istinti venivano definite nigredine, rubedine e albedine e corrispondavano a processi di purificazione dell’istinto (l’angelo vestito di nero),nbsp;trasformazione della pulsione (l’angelo vestito di rosso)nbsp;e trasfigurazionenbsp; della libido (i due angeli vestiti di bianco).nbsp; A stimolare la realizzazione dei primi due stadi doveva avvenire un periodo di istruzione (l’angelo vestito di giallo)nbsp; che corrispondeva alla fase di apprendimento, chiamato Iosis o citrinas, trascorso dal discepolo nella “Bottega” del Maestro.
Diego Velazquez









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